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La Giovane Italia
Editoriale

Juve, ecco tutto quello che c’è da sapere su Guardiola e Sarri. Troppi silenzi e un’attesa che nasconde il finale a sorpresa. Milan, Boban che colpo. Barella, siamo ai dettagli. Commisso blinda Chiesa e pensa a Rui Costa

07.06.2019 13:07 di Enzo Bucchioni   articolo letto 102931 volte
© foto di Federico De Luca

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La panchina della Juventus ancora vuota è una storia che non torna e non convince. Sono passati venti giorni dal licenziamento di Allegri e se il suo successore non ha ancora un nome, è ormai evidente che stia succedendo qualcosa di strano e di grosso.

Non ho certezze e in questo momento se qualcuno le ha deve essere incosciente o coraggioso. Come non sono sicuro che sarà Sarri a prendere il posto di Allegri, non ho mollato neppure la pista Guardiola. O una terza, sorprendente via. Perché?

Semplice, lo impone la ragione. E allora proviamo a fare due ragionamenti e a porci due domande. Partiamo da lontano.

Conoscendo il modo di fare, di programmare e di lavorare della Juventus, è logico pensare che la decisione di licenziare Allegri non sia stata presa d’istinto, il diciotto di aprile, ma sia frutto di una riflessione maturata mesi prima. Agnelli e i suoi collaboratori, evidentemente, a un certo punto della stagione si sono chiesti: cosa c’è da fare per far crescere il gruppo, fare uno step ulteriore per una squadra che non cresce più neppure con Ronaldo?

Si è arrivati alla conclusione che il ciclo di Allegri era finito, questo allenatore, bravo e vincente, aveva comunque già raggiunto il suo massimo possibile. Con lui e con i suoi sistemi, dopo tanti anni, non c’era verso di poter andare oltre, caso mai c’era il rischio regressione. Via Allegri dunque, ma anche cambio della filosofia di gioco. Per rilanciare erano necessario due cose, l’arrivo stimolante di un nuovo allenatore, ma anche un cambiamento radicale del modo di giocare.

Una volta arrivati a questa conclusione, i dirigenti della Juve perso Zidane, di sicuro, hanno cominciato a muoversi cominciando dal numero uno in circolazione, vale a dire Guardiola. Vi ho già ricordato della misteriosa visita a Torino del fratello-procuratore a inizio marzo. Bene.

Con Guardiola o un altro che sia, magari ancora sconosciuto e sottotraccia, sempre conoscendo i sistemi della Juventus, di sicuro un accordo o pre-accordo l’hanno strappato a suo tempo. Proprio per non farsi trovare impreparati.

Facciamoci un’altra domanda: è plausibile pensare che la Juventus abbia licenziato Allegri senza avere già un accordo con un altro allenatore?

Rispondete anche a voi. Io non ci posso neppure pensare. Sarebbe una roba non da Juventus, il segnale che qualcosa è sfuggito di mano, la programmazione non ha funzionato. Sarebbe inaccettabile.

E allora continuo a seguire un filo logico-calcistico. Perché allora, neppure dopo che la stagione dei club è assolutamente finita, la Juve non annuncia ancora l’allenatore?

Perché, è evidente, questo allenatore è legato a un’altra squadra, il suo contratto è legato a qualcosa che si aspetta e ad oggi non riesce a svincolarsi. Mi pare ovvio.

E in questo caso il pensiero non porta a Sarri che non riesce a liberarsi dal Chelsea. Non può essere lui. Perché?

Continuiamo a ragionare.

Se davvero la Juventus avesse puntato sull’allenatore ex Napoli, perché non è andata a chiederlo al Chelsea due mesi fa quando era in difficoltà, Abramovich aveva già in testa Lampard e i tifosi lo contestavano? Sarebbe stato facile, allora, trovare un accordo.

E mi sembra poco credibile anche la teoria che oggi spiega il ritardo nello svincolare Sarri con una banale richiesta di 5-6 milioni del Chelsea che la Juve non vuol pagare. Oggettivamente non sta in piedi. Cosa sono certe cifre di fronte a un’operazione del genere? Bruscolini. Se davvero fosse questo il problema, i soldi sarebbero già stati pagati in qualche modo e Sarri sarebbe già l’allenatore della Juve.

Anche questa, è evidente, trattasi di una storia che non regge fino in fondo.

Ipotesi. Tante ipotesi. Quale sarà quella vera?

Più il tempo passa e più si rafforza il pensiero attorno a quello che mi avevano suggerito (non solo a me, anche ad altri) certi informatori affidabili: prima di decidere la Juve aspetta la sentenza Uefa sul City. La storia è nota. Gli inglesi potrebbero essere esclusi dalla Champions per violazioni del fair play finanziario, in quel caso Guardiola potrebbe liberarsi. Vero? Verosimile? Falso?

Non ho certezze, ma sospetti. Oggi è il sette di giugno, cosa aspetta ancora la Juve?

La sentenza dovrebbe arrivare a metà giugno e Agnelli, presidente dell’Eca, a occhio, è bene informato. Giorno più giorno meno, non sposta i programmi.

L’attesa ruota attorno a questo?

Possibile-probabile perché comunque il mercato va avanti e, ricordano alla Juve, Allegri arrivò solo il sedici luglio e non ci furono ripercussioni. Società Juve e squadra Juve sono solide e programmate su obiettivi e idee, per l’allenatore si può ancora aspettare e cambia poco o nulla.

Se il City non dovesse essere penalizzato? Ecco che, forse, allora scatterebbe il piano-Sarri. Ma non è detto. Vedo l’orizzonte aperto, ma anche poco chiaro allo stesso tempo. Ma forse è solo un problema mio, vedo molti altri pieni di certezze-certe e li invidio…

Una certezza però ce l’ho anch’io. Boban al Milan è un grande colpo. Raramente mi è capitato di parlare con un uomo che sa di calcio come Boban. Intuisce, vede, capisce e spiega, valuta i giocatori al primo colpo, analizza le situazioni direttamente al cuore. In più ha dalla sua la storia di un grande giocatore e di una persona carismatica. Non a caso Infantino non lo vorrebbe mollare dalla Fifa. In coppia con Maldini secondo me funzionerà alla grande per tirare fuori il Milan da una incertezza che dura da troppo tempo.

Per il resto Barella all’Inter è una storia scritta da mesi. Si tratta sulla contropartita tecnica, l’ultima idea è il ritorno di Eder che Carli conosce bene fin dai tempi dell’Empoli. Fonseca alla Roma siamo alla stretta finale.

Di nuovo c’è solo l’arrivo all’americana di Rocco Commisso che, come annunciato in anteprima proprio quindici giorni fa su questo sito, ha portato a casa la Fiorentina con una trattativa-lampo. E Commisso ha subito buttato all’aria di piani di Juventus e Inter pronte a buttarsi su Chiesa. La Fiorentina a stelle e strisce non vende, anzi rilancia. Commisso ripartirà dal giovane attaccante, lo vuol fare capitano, costruirà la squadra attorno a quella che potrebbe diventare una bandiera. Gli sarà proposto l’allungamento del contratto di almeno un altro anno (2023) con il raddoppio dell’ingaggio (tre milioni più bonus). Commisso è già stregato da Firenze e fra i manager da valutare gli è stato suggerito un nome che scalda la piazza: Manuel Rui Costa, ora dt del Benfica. Lo zio (Rocco) d’America ci pensa…


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