Sta per iniziare ufficialmente il calciomercato: tutto quello che dobbiamo aspettarci, tutti i big e le sorprese, le follie che potranno muoversi in un'estate di rivoluzioni totali
La nostra vigilia di Natale. Sotto un albero pieno di decorazioni, di speranze e sogni, di paure e timori, pacchi scintillanti, coi fiocchi dorati e luccicanti. Dentro, i nomi dei grandi giocatori, delle sorprese, di chi non t'aspetteresti e che invece c'è. Di chi resterà deluso, fermo al palo, fermo al molo delle partenze, oppure in mare aperto in cerca di una nuova sponda. Profumi di terre lontane, cognomi sconosciuti, scommesse inattese. Il georgiano a cui aggrappi magari le aspettative dell'eredità di un ragazzo cresciuto a due passi dallo stadio, a difendere la città. La leggenda argentina arrivata nell'anno sbagliato, nel momento sbagliato. Oppure la promessa belga, della quale tutti dicono un gran bene, e che su quella trequarti in rossonero farà certamente faville. O magari no. Oppure chi ritorna con grandi premesse e promesse, che sia nerazzurro o bianconero, belga o francese, Lukaku o Pogba. Tra poche ore finirà la stagione, quella del Napoli, di Haaland, dei tribunali della Juventus, dell'Argentina Mondiale, del caso Sampdoria, dell'addio di Maldini, delle liti di Mourinho, delle finali raggiunte e fallite, di Guardiola, di tante e troppe emozioni legate l'una all'altra.
Perché il calciomercato funziona così tanto
Le stagioni del calcio sono come il circo itinerante. Una scarica d'emozioni e poi via, si riparte, da zero. Con qualche nuovo giocoliere, coi soliti trapezisti per gli spettacoli più belli, con la stessa sensazione che lo spettacolo non finisca mai. E non finisce mai neppure il calciomercato, figuriamoci che inizia domani e sembra sia partito da 364 giorni. Sono i tempi moderni, ma in fondo è pure una piccola panacea per i cuori dei tifosi feriti. Chi perde col mercato? Nessuno, almeno ai blocchi di partenza. Chi vince brama ulteriori magnificenze. Chi arriva a un passo dalla gloria freme per gli acquisti giusti per il sorpasso. Chi ha vissuto una stagione da metà del guado sogna che il Rubicone resti alle spalle e allora arde dietro alle scommesse, alle novità e figuriamoci chi è retrocesso, chi è uscito sconfitto. Dalle ambizioni di mercato passano le prime speranze, la certezza che dai blocchi di partenza magari una volta si potrà pure sprintare meglio del previsto se quello o quell'altro innesto dovesse risultare più centrato di quello del vicino o lontano di casa ma comunque rivale di stagione.
Cosa dobbiamo aspettarci
In piena estate, la primavera delle speranze. Del Napoli, che dovrà resistere agli assalti per i big, dopo aver perso Spalletti, dopo aver perso Giuntoli, dopo aver perso Kim. Ce la farà anche con Osimhen? In Campania c'è grande fiducia nel gruppo di lavoro ora guidato da Micheli. Lo scouting ha regalato straordinarie gioie, perché non dovrebbe farlo ancora? L'Inter è arrivata in finale di Champions League e il piano economico è chiaro: autofinanziamento. Sicché vendere per comprare, però l'inizio con Thuram è ottimo. Ora una (due) cessioni: fuori uno, dentro un altro. Via Brozovic, dentro uno (Frattesi se non anticipa la Roma), via Onana per un portiere e per i soldi per convincere il Chelsea su Lukaku. E così via, fuori uno dentro un altro, come Gosens per il suo sostituto (Carlos Augusto?) per esempio. Il Milan dovrà farsi perdonare coi suoi tifosi: Ibrahimovic, Maldini, Massara, Tonali. Perdere tutti in un solo colpo è stato uno dritto al cuore del tifo. Servirà ben più che un algoritmo, ben più che una visione per convincere il pubblico: senza dubbio è la società che più di ogni altra si è messa in gioco. Non potrà più sbagliare, non potrà più esserci un De Ketelaere ma solo nuovi Leao, nuovi Tonali, nuovi Kalulu, per spiegare che la strada è giusta. E poi la Juventus: gli addii di uno (o entrambi) di Vlahovic e Chiesa, l'attesa per Giuntoli, le mosse di mercato dopo Weah. Qualche cessione inattesa tra i big e qualche scommessa o colpo d'esperienza, e da qui vedremo se sarà sempre Allegri ad aver l'ultima parola. La Roma dopo le cessioni, se accontenterà di nuovo su tutto Mourinho (salvo poi vedersi criticare), la Lazio e un mercato da Champions per colmare le falle della profondità della rosa. Dove andranno (se andranno) le rivelazioni delle ultime stagioni, da Hojlund ad Amrabat, da Beto a Scalvini, da Frattesi a Nzola, da Orsolini a Baldanzi in poi. Sarà un mercato spumeggiante, dove la Premier League a i petroldollari dell'Arabia Saudita la faranno da padroni. Così chiudiamo con un auspicio. Dopo tante sessioni dove l'opportunità è stata davanti a concetti come progetto e lungimiranza, i club puntino sullo scouting. Il Napoli sia una lezione per tutti.






