Mentre le big europee comprano Diomandé, Rodri, Tonali e i migliori talenti del globo, la Serie A elemosina riserve, prestiti e non riesce a vendere gli esuberi. Addio Top 5: la Turchia ci sta per prendere
C'era un tempo in cui quando lo Yan Diomandé di turno brillava di luce propria, scintillava come un diamante sui cieli del globo calcistico, allora era altamente probabile che un taxi privato lo avrebbe prelevato a casa, portato agli scali privati e che quell'aereo sarebbe sbarcato in Italia. E c'era pure un tempo in cui il Morgan Rogers o l'Elliot Anderson, stelle nascenti di un grande campionato, erano destinate a vestire la maglia di big italiana, perché quello era il salto, mica andare a prender la pioggia di Manchester o il grigio di Londra. E senza rimpianger troppo il passato, ce n'era anche uno più recente in cui per lo Johan Manzambi di turno, del Friburgo, quanto meno la lotta sarebbe stata aperta tra la formazione inglese e quella italiana. Adesso no: non appena l'Aston Villa, e mica il City o lo United o il Liverpool, scende in campo, automaticamente dalle cronache di mercato esce anche l'Italia. La Serie A. Le italiane.
Gli 'scarti' e le riserve delle riserve delle big europee
Dovesse capitarvi tra le mani un quotidiano sportivo straniero, nelle fioccanti pagine dedicate al calciomercato, difficilmente troverete i nomi delle squadre italiane. O sì, magari, ma solo perché Marco Palestra dell'Atalanta è andato al Chelsea. Ma no, non siamo più concorrenza per l'Inghilterra, per la Spagna che conta, per il Paris Saint-Germain, per le grandi di Germania. Avete visto di chi e per cosa stiamo fantasticando in questa estate, nei venti lidi di Serie A? Non è un j'accuse ai singoli giocatori, alle singole società, ma la cronaca impone di scattar delle istantanee. Sicché chapeau, perché già ne avevam parlato, alla Fiorentina che prende Franco Mastantuono perché ben interpreta la voglia di sognare di un popolo. Ma è in prestito, d'un anno, razionalmente è il circo che passa e lascia la città. Siamo di passaggio, per l'alternativa dell'alternativa delle stelle. La Juventus brama il portiere, pensate che dopo aver rincorso la riserva delle riserve delle punte titolari, Randal Kolo Muani, attende a gloria la decisione di Zion Suzuki, portiere del Parma, affinché scelga Torino o magari Parigi chiedendone poi il prestito. La Roma sull'esterno destro ha preso Nahuel Molina, che è un signor giocatore, ma per il quale i tifosi dell'Atletico Madrid stanno ancora festeggiando l'addio. Andiamo avanti? Bravo Gerry Cardinale a dare un messaggio e a spendere tanto (troppo) per due colpi a inizio nuovo ciclo, ma Goncalo Ramos è stato strapagato per essere la riserva dei titolari, pare con promesse da chi è vicino al lusitano di rientrare presto grazie alle cessioni degli 'esuberi'. Per adesso evidentemente un buco nell'acqua. Andiamo avanti? Le prime pagine per Khalaili, Djed Spence, Stones, Curtis Jones, ovvero obiettivi mancati, falliti, magari concretizzati, ma che l'Inter campione d'Italia pesca tra gli esuberi o tra gli scarti o tra gli svincolati delle grandi.
La Turchia ci sta sorpassando. Davvero
Siamo questi. Non illudiamoci. Non siamo più tra le Grandi Cinque Leghe. Ce n'è una, che è la Premier League, poi c'è la Liga che ha due traini e mezzo degni delle migliori del Mondo, la Ligue 1 è una storia parigina a sé, e la Bundesliga è un ecosistema che funziona sempre nonostante sia fagocitata dai successi bavaresi. Noi non ci siamo più. Sapete chi sta finendo sempre più nelle prime pagine delle cronache di mercato Mondiali? La Turchia. Il Galatasaray ha fatto scuola, e scritto la storia. Osimhen, Sané e Icardi sono un attacco che in Italia non esiste. L'argentino se n'è andato, ora il grande obiettivo è Rafael Leao. E Dusan Vlahovic è il colpo del Besiktas, e il Fenerbahce può accogliere Romelu Lukaku dopo aver preso Mason Greenwood, e il Trabzonspor ha preso Mohamed Salah. C'è mai stata un'italiana nella corsa all'egiziano? L'unica ad aver fatto un timido sondaggio per capire i costi è stata la Juventus, ma a quelle cifre nessuno ha fatto l'ulteriore passo. Perché il Gala ha segnato la via, e continua a dominare. Le altre stanno spalancando il portafogli per raggiungerlo. E per chi parla della carta d'identità, ricordiamo che Sané ha preferito Istanbul al rinnovo col Bayern e alla corte dell'Arsenal. Che Osimhen, Greenwood come magari Vlahovic e molti altri ancora, sono ben lontani dal viale del tramonto. E che Salah, in fondo, ha sette anni meno di Luka Modric...






