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DELLA VALLE, ORA BASTA. LA CITTA’ E I TIFOSI DEVONO SAPERE. UN ALTRO ANNO BUTTATO, ERRORI DI MERCATO, STOP ALLA VENDITA, MANAGER IN BILICO. MA TRA RIAVVICINAMENTI E IPOTESI DI RILANCIO, ORA DIEGO DEVE SVELARE I PIANI
giovedì 15 febbraio 2018, 00:00L'editoriale
di Enzo Bucchioni
per Firenzeviola.it

DELLA VALLE, ORA BASTA. LA CITTA’ E I TIFOSI DEVONO SAPERE. UN ALTRO ANNO BUTTATO, ERRORI DI MERCATO, STOP ALLA VENDITA, MANAGER IN BILICO. MA TRA RIAVVICINAMENTI E IPOTESI DI RILANCIO, ORA DIEGO DEVE SVELARE I PIANI

Le parole del vicepresidente Gino Salica durante una cena dei Viola club, "La Fiorentina non è più in vendita", hanno riacceso in città, tra i tifosi, il dibattito sul presente e sul futuro della società viola. E ormai basta poco per accendere. Una voce, un sussurro, un’ipotesi, sono sufficienti per chiedersi ancora una volta di più cosa sarà della Fiorentina.

L’interrogativo è legittimo e una risposta sarebbe doverosa.

Della Valle: ora basta!

Non sono più soltanto gli ultrà, è tutta una tifoseria, una città intera, comprese le istituzioni, a chiedere chiarezza. E la richiesta è legittima.

Da due anni la Fiorentina ha smesso di fare bene calcio, gradualmente si è allontanata prima dall’Europa e poi dal livello tecnico che le compete anche in campionato per finire in una imbarazzante e triste modestia.

Sono nove mesi che la società è stata messa in vendita con un comunicato ufficiale e fino a prova contraria non è più arrivata una comunicazione altrettanto ufficiale per dire "non si vende più".

Per dieci mesi, fino a quindici giorni fa, nessuno della proprietà si è più avvicinato all’allenatore, alla squadra, alla Fiorentina.

Tutti dentro una nuvola, che assomiglia molto a quella di Fantozzi. Una nuvola fra le nebbie, un limbo, senza sapere che strada imboccare.

Cosa hanno fatto di male Firenze e i fiorentini per essere trattati così?

E poi ci si lamenta pure.

Quei due o tre che mi seguono sanno benissimo come la penso, sanno che non sono mai stato contro i Della Valle, anzi ribadisco anche oggi che per anni hanno fatto cose buone, al di sopra del livello medio della Fiorentina, ma con altrettanta forza dico che questo atteggiamento è ormai insostenibile.

Attenzione. Ai Della Valle non ho mai chiesto lo scudetto e non chiedo niente neppure ora. I proprietari sono loro e hanno diritto di fare programmi e scelte che possono anche non piacere, ma è un loro diritto. Non possono però permettersi di lasciare la società Fiorentina e di conseguenza la città e la tifoseria nel limbo o a inseguire incontri più o meno carbonari, fuori Firenze, o con i vetri delle auto oscurati. Senza un presente (e la classifica purtroppo parla), ma anche senza programmi futuri.

Non so se nei piani immediati c’è un tentativo di riavvicinamento come ho scritto già un mese fa, o la voglia di rilancio con i profitti di Italo come si mormora, una cosa è certa: è l’ora della chiarezza.

Se davvero DDV non vuole più vendere la Fiorentina, se vuole fare il centro giovanile, costruire lo stadio e rilanciare il comparto tecnico cambiando manager e giocatori, è suo dovere metterci la faccia. Dirlo. Ma sarebbe suo dovere anche in caso contrario.

E’ l’ora di dire direttamente ai fiorentini (basta anche un comunicato) quali sono i programmi, che idee ci sono.

Serve chiarezza. Solo con la chiarezza si può riprendere un discorso traumaticamente interrotto.  

E non basta più neppure il sindaco Nardella che si è fatto ambasciatore di buoni propositi dopo l’incontro di Casette d’Ete nel settembre scorso. Non bastano le mezze parole di manager più o meno abili, più o meno comunicativi. E’ il momento di un passo ufficiale.

E Della Valle deve pure sapere che se durerà questa situazione, ai cinquemila tifosi della curva gradualmente si aggiungeranno anche gli altri, stanchi di due anni di delusioni, di un inaccettabile undicesimo posto in classifica a dieci punti dalla Sampdoria, di un progetto sportivo che non tiene, di giocatori non da Fiorentina e di una proprietà assente.

Nel calcio si può fare bene o male, si può accettare qualsiasi situazione, ma a un patto: solo se il tutto è accompagnato dall’impegno, dalla partecipazione e dalla condivisione. Basta parlare solo di conti o di bilanci, tornate a parlare di calcio e a fare calcio con passione, idee e uomini giusti.

Firenze è ancora un terreno fertile per il calcio. Le incomprensioni sono anche figlie di una grande passione e della voglia di partecipazione. Il calcio è anche la sfida sportiva di una città ad altre città. C’è di mezzo l’orgoglio. Firenze vuole esserci e contare, questo senso di abbandono non può durare oltre.

E non è neppure vero, come dice qualche manager non illuminato, che Firenze pretende. Firenze non pretende nulla e i Della Valle lo sanno se ricordano gli anni della C due e dintorni. Firenze pretende solo passione, emozioni e dignità.

Sono convinto che se domani arrivasse un presidente e dicesse "Non ho soldi, farò una squadra di giovani con la maglia viola incollata alla pelle, sosteneteli", di sicuro una squadra del genere e una chiarezza così disarmante, ma genuina, riempirebbero lo stadio come ai tempi della C2.

Se non si vuol capire questo, se ci si continua a nascondere dietro ai fatturati, allora sarebbe davvero molto meglio vendere a costo di rimetterci qualche milione di euro piuttosto di andare avanti così.

In attesa, all’orizzonte, c’è l’Atalanta. Una società dalla quale (volendo) ci sarebbe molto da imparare. Stasera si giocano l’Europa con il Borussia, non male. Mercoledì prossimo giocheranno con la Juve la semifinale di coppa Italia. In mezzo c’è la Fiorentina che può far leva sulla stanchezza fisica e mentale della squadra di Gasperini. Con qualche rimpianto, pochi anni fa di questi tempi a giocarsi l’Europa (con il Tottenham) e la coppa Italia (con la Roma) c’era la Fiorentina.

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