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ROMA, La svolta con il cambio tatticoTUTTOmercatoWEB
venerdì 28 novembre 2008, 18:26CALCIO
di Redazione FV
per Firenzeviola.it

ROMA, La svolta con il cambio tattico

Riportiamo l'articolo de Il Messaggero dove si analizza il cambiamento tattico della Roma, principale protagonista del superamento della crisi di inizio stagione.

Dopo la Juve, la svolta. Cinque partite, tra campionato e Champions: quattro vittorie e un pareggio, ma solo per un autogol d’autore in pienissimo recupero. Alla base della svolta una novità tattica, innanzi tutto. Ma anche una crescita tecnica. Incassata (1 novembre) l’ennesima sconfitta con il 4-2-3-1, via libera (obbligata...) ad un’altra Roma. Una nuova Roma, sotto tutti gli aspetti. A cominciare dalla partita contro il Chelsea (4 novembre), affrontato e battuto alla grandissima con un 4-3-1-2 (con Pizarro dietro Totti e Vucinic) ideato da Luciano Spalletti solo all’ora del the, cioè due ore e mezza prima del fischio d’avvio dell’arbitro Medina Cantalejo. A seguire la sfortunata trasferta di Bologna (8 novembre), con un 4-4-2 a dire il vero poco convincente, quindi il derby (16 novembre) vinto grazie al gol di Julio Baptista (uomo nuovo al posto di Pizarro) e al rombo 4-3-1-2 (ri)proposto da Spalletti dopo la gara con il Chelsea, poi il successo a Lecce (23 novembre) con la conferma del 4-3-1-2 e, infine, la passeggiata a Cluj con il redditizio 4-3-2-1, l’albero di Natale con Totti nelle vesti di luccicante puntale. In poco più di tre settimane, la Roma è tornata ad essere la Roma. Risultati vecchi, ma gioco nuovo. L’allenatore è stato bravo a capire che il 4-2-3-1 che aveva proiettato la squadra ai vertici del calcio continentale aveva bisogno di una rinfrescatina e ha cambiato il modulo. Oggi la squadra giallorossa sarà meno spettacolare di quella delle passate stagioni, ma il rendimento è lo stesso.

Grazie anche alla ritrovata vena di alcuni giocatori e alla scoperta di altri. Così la crescita tattica è andata di pari passo con quella tecnica (o viceversa?), però resta da dimostrare che la squadra non sarebbe cresciuta così vistosamente se avesse continuato a giocare il 4-2-3-1 ma con interpreti finalmente al top.
Da un punto di vista tecnico, i miglioramenti di Francesco Totti, quelli di Tonetto e Taddei e la promozione di Matteus Brighi, oltre alla ritrovata affidabilità del reparto difensivo, hanno prodotto effetti clamorosamente positivi. Al punto che adesso la Roma può permettersi di non far giocare Riise, Pizarro o Aquilani, una cosa che in avvio di stagione sembrava impossibile. A proposito: Aquilani, bloccatosi a Cluj, ha un problema muscolare che verrà monitorato giorno dopo giorno (Okaka distorsione alla caviglia, ieri).
Totti, assente a Torino in casa della Juventus, ha cominciato a giocare titolare contro il Chelsea, non è stato più spettatore e la Roma ha ricominciato a volare. Totti ha segnato a Bologna, a Lecce e a Cluj (e in precedenza pure a Udine), ora gli manca un gol all’Olimpico. Si è potuto allenare con continuità prima del derby, stessa cosa prima di Lecce e adesso la sua condizione atletica è tutta un’altra cosa rispetto ad inizio mese. E se Francesco sta bene, sta bene pure la Roma. Lo dice la Storia.

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