Beppe Iachini: "Ripartire dai 'vecchi' può essere un vantaggio, vi spiego"
L'ex giocatore e allenatore viola, Beppe Iachini, ha parlato a "Viola amore mio" su Radio FirenzeViola della Fiorentina: "È stato fatto un mercato dispendioso, sono arrivati giocatori talentuosi, giovani, ma di grande qualità. Però, quando una stagione inizia così, i risultati sono importanti perché accompagnano la crescita e il percorso. Ora, mi dispiace per Grosso perché è un bravo allenatore. Non so cosa sia accaduto con precisione, però dopo tre giornate è chiaro che non si tratta solo di una questione di risultati. Quando succedono queste cose, servirebbero un po' di pazienza e un po' di tempo, anche perché il mercato è finito proprio da pochissimo. Probabilmente ci sono state questioni interne, poi c'è stato il cambio di allenatore. Ora la Fiorentina è chiamata, soprattutto in queste prime fasi, ad affrontare il cambio di guida tecnica. È tornato Vanoli, che conosce già una parte dei calciatori. La necessità, adesso, è sicuramente quella di fare punti, perché c'è uno scontro diretto in questo momento. Possiamo chiamarlo così, visto che anche il Venezia è a zero punti e ha quindi la necessità di muovere la classifica. È una partita delicata, però c'è ancora tanto tempo per tirarsi fuori da questa situazione e per fare un campionato diverso".
Come vede il lavoro di Vanoli in questi primi giorni?
"Non è facile, in questo momento Vanoli conosce diversi calciatori e ha la possibilità di conoscere bene parte della rosa. Quindi sicuramente qualche punto di partenza, qualche elemento di conoscenza del lavoro, c'è. Una parte dei calciatori sa già quello che vuole l'allenatore e quindi potranno ripartire da nozioni magari già collaudate".
Ripartirà dalla vecchia guardia?
"Sicuramente l'allenatore si affiderà a chi già sa quello che lui vuole. Ci sarà sicuramente una parte di calciatori che conosce e che magari scenderà in campo, se sarà in buone condizioni. Bisogna vedere la situazione dall'interno: come sta la squadra, come stanno i singoli giocatori. Però penso che il fatto di conoscere già alcuni calciatori sia importante. Anche loro conoscono le idee e quello che vuole l'allenatore. Quindi, sicuramente, in questa fase potrebbe permettere di anticipare i tempi della conoscenza reciproca".
Punterebbe quindi su giocatori come Dodô, Ranieri e Pongracic?
"Se sono in buone condizioni, sì. Dipende sempre dalla condizione generale dei calciatori, da come stanno individualmente. Però sicuramente qualche ragazzo che l'allenatore conosce bene, di cui sa cosa può dare, può rappresentare un vantaggio per poter ripartire con qualche conoscenza in più".
Sarebbe una bocciatura del mercato?
"No, perché si dà soprattutto l'opportunità ai ragazzi, ai giovani, che hanno vissuto una fase delicata. Quando devi affrontare queste situazioni e vivere momenti di grande pressione, la mancanza di risultati può pesare, soprattutto su un giovane. Magari ha bisogno di recuperare un attimo, di staccare, e poi piano piano tornerà sicuramente in campo. La Fiorentina, ripeto, ha fatto un ottimo mercato, di qualità, puntando su ragazzi e giovani interessanti. Però magari, in questa fase, può anche aver bisogno di qualche calciatore che conosce già determinati meccanismi".
Alla Fiorentina sarebbe servita più esperienza?
"Queste sono valutazioni che spettano a chi è all'interno. Non sappiamo, e io non so, che cosa si siano detti la Proprietà e Fabio Paratici. Peraltro, da quando è arrivato a Firenze, Paratici ha messo le cose a posto, se vogliamo, nel senso che già l'anno scorso la squadra ha cambiato passo. È stata una guida importante per la squadra, a mio avviso. Però il mercato è stato fatto. Ora, quello che succede all'interno non lo sappiamo: non sappiamo cosa sia successo e cosa si siano detti. Il mercato è andato in una certa maniera. Io penso sempre che, quando una società fa un certo tipo di percorso, l'allenatore bene o male condivida quello che la società fa, anche perché Grosso era arrivato da pochissimo tempo e conosceva bene Fabio Paratici, essendo stati insieme anni fa. Immagino quindi che ci sia stata una condivisione su tanti aspetti. Poi, bisognerebbe essere dentro per sapere realmente come stanno le cose. Ora, però, bisogna ripartire e bisogna fare punti. Perché quando si è in quella situazione, bisogna fare punti".
Che idea si è fatto di Mastantuono?
"Fino ad oggi ha giocato in un ruolo che conosceva e che fa parte delle sue caratteristiche e delle sue qualità. Il fatto che non sia ancora riuscito a segnare, ma che sia andato vicino al gol in queste prime giornate, fa parte della crescita dei giovani e dei ragazzi. Quando sono giovani possono sbagliare davanti alla porta qualche gol in più. A me è capitato di allenare giocatori come Sorrentino, Dybala, Icardi, Eder e lo stesso Vlahovic a Firenze. Magari all'inizio sbagli qualche gol, perché non sei ancora abbastanza esperto da sapere dove mettere la palla. Poi, con la crescita, piano piano, i giocatori migliorano. Non possiamo pretendere tutto e subito quando si fa un programma con i giovani: ci vuole anche la capacità di aspettarli e avere un po' di pazienza. Mastantuono dimostra di far intravedere ottime qualità. Poi, quando vai in campo, ci sono situazioni in cui puoi sbagliare, puoi arrivare davanti alla porta e non essere ancora così lucido da poter concretizzare. Fa parte della crescita di tutti i calciatori".
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