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tmw / fiorentina / L'editoriale
Veleni da evitare su Kean, questa stagione folle ha travolto tutti. Da De Gea impaurito al capitano che aveva perso la trebisonda: un miracolo che la squadra si sia ripresa. E occhio ai giudizi definitivi sui giovani: Comuzzo e Fortini ingiudicabili
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

Veleni da evitare su Kean, questa stagione folle ha travolto tutti. Da De Gea impaurito al capitano che aveva perso la trebisonda: un miracolo che la squadra si sia ripresa. E occhio ai giudizi definitivi sui giovani: Comuzzo e Fortini ingiudicabili

Kean spesso vago e assente nella Fiorentina (51 giorni), mentre in Nazionale ha sfilato in tuta da super eroe con un tempismo che ha fatto svolazzare critiche e battute. Da dolorante a devastante, era già tutto previsto? O magari calcolato?

Probabilmente nella dietrologia c’è una quota di verità, di sicuro Paratici ha parlato a lungo con Kean nelle ultime due settimane per riattivarlo anche in ambito locale, ma dobbiamo essere lucidi e ricollocare i singoli nel contesto di una stagione folle che travolto tutti, dai giovani come Comuzzo e Fortini ai vecchi draghi come Dzeko e De Gea. Ognuno per sé, pochi per tutti. Dzeko è passato dal piagnucolante megafono in curva all’addio notturno verso lo Shalke con salutino social ai cari fratelli ultrà viola, ciao ciao statemi bene, prima di segnare 6 reti in 8 partite nella B tedesca e far paura all’Italia per lo spareggio mondiale (fra poche ore il verdetto). Edin è tornato rapidamente lui. Prima, si era liquefatto come un quarantenne da torneo aziendale. E parliamo di un anziano arnese che ha giocato più di 800 partite e segnato da titolare ovunque, oltre 400 gol.

E’ stato difficile dunque mantenere la barra a dritta nei paraggi di Firenze, perfino il capitano ha perso la trebisonda prima di recuperarla con un complesso lavoro dentro se stesso. Nel caos generale anche Moise ci ha messo del suo, soprattutto perché ha segnato meno rispetto allo scorsa stagione, ma a nessuno è mai sfuggita la sua qualifica di giocatore determinante.

Arriviamo perciò in fondo a questa dannata stagione, non sprechiamo tempo in critiche pericolosamente inutili - senz’altro evitabili - e auguriamoci per il bene della Fiorentina che Paratici possa impostare una rivoluzione a tutti i livelli per far crescere un club prigioniero della sua filiera di comando conservativa, prima della smazzata con la squadra ultima in classifica con 6 punti. Infatti, poi arriva uno come Paratici e allora ti chiedi: avrà mai accettato, senza avere garanzie sulla libertà di manovra per ridisegnare organici a tutti i livelli? Certo che no (è la nostra risposta), ma a giugno capiremo l’evoluzione di certe dinamiche aziendali…

A proposito di giocatori dispersi, o quasi, ho citato Comuzzo e Fortini che sono fra i più criticati. Allora, vi pare che la scorsa estate il Napoli avrebbe offerto più di 30 milioni per un difensore scarso? E che altre squadre abbiano sondato il terreno aggirandosi su queste cifre (in Arabia alzando anche la posta) per buttare soldi dalla finestra? La verità è che Comuzzo ha dovuto affrontare un noiosissimo virus all’inizio della stagione, prima di entrare in quello che poi è diventato un tritello generale. I giovani sono i primi che pagano pegno in questa situazioni in cui si perdono i riferimenti, oltreché le partite. In una recente intervista, De Gea ha dichiarato di aver avuto davvero paura, quando la squadra faceva fatica contro tutti, comprese le statistiche che a dicembre la condannavano con certezza alla retrocessione. De Gea. Figuriamoci Comuzzo, che fra l’altro ha perso il posto da titolare e con le espressioni sembra temere lo sbarco dei marziani, più che degli attaccanti avversari.

E come lui anche Fortini, che ha indiscutibili doti ma ha finito per perderle quasi tutte, almeno in campo, diventando prigioniero della paura. Ma occhio, anche qui: se Gasperini ha insistito per averlo alla Roma, un motivo ci sarà. E se altri club hanno messo gli occhi su di lui - intravedendone potenzialità che certo ora sono rasoterra - la Fiorentina ha il dovere di non pentirsi. Ecco perché dopo una stagione folle, ci auguriamo il ritorno alla normalità: giudizi seri e prospettive vere, non schiamazzi umorali e giocatori con lo sguardo impaurito. Ora testa a Verona, perché due punti di vantaggio su Cremonese e Lecce sono tanti, ma anche pochissimi. Quindi occhio alle distrazioni, prima dei quarti  contro il Crystal Palace in Conference, il piano B al quadrato di questa stagione.