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Il retroscena dell'intervista al Ds Paratici, Condò: "È a caccia di rivincite. A Fagioli ho detto di sorridere di più"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 12:50Copertina
di Alessandro Di Nardo
per Firenzeviola.it

Il retroscena dell'intervista al Ds Paratici, Condò: "È a caccia di rivincite. A Fagioli ho detto di sorridere di più"

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E' un giovedì di coppe europee per la Fiorentina, che stasera gioca l'andata dei quarti di Conference in casa del Crystal Palace, ma è anche un giovedì in cui Fabio Paratici è tornato a parlare. Lo ha fatto sulle colonne del Corriere della Sera, intervistato dal giornalista Paolo Condò. E proprio Paolo Condò è stato protagonista della mattinata di Radio FirenzeViola, commentando così le parole del Ds della Fiorentina: "Paratici è un uomo a caccia di rivincite. Ha un passato solido, da vincitore. E credo che la Fiorentina giustamente si aspetti molto da lui, come lui si aspetta molto dalle potenzialità di questa piazza. L'idea di portare tra qualche anno, grazie al Viola Park, un numero rilevante di calciatori in prima squadra, è quello che succede in tanti grandi club, e lui cerca questo. Ritengo che per la Fiorentina sia un bel colpo portare a casa un dirigente del genere.

Ha parlato anche dell'Under23, la Fiorentina ha le strutture per sostenere un progetto del genere, magari altri club non sono così attrezzati. Lui poi ha preso la Fiorentina nel momento peggiore, quando aveva sei punti, a dicembre. Questo ti dà anche l'impressione che lui ragiona a lungo raggio. Poi lui ritiene il calcio italiano molto in ritardo come organizzazione. La prima cosa che fa riguarda la formazione, mi ha detto che in Italia sono tutti convinti che la loro opinione valga quanto quella degli altri, invece no, ci sono dei dati che contano di più e fanno capire come migliorare. Lui non vuole lasciare che i dipendenti del club 'invecchino', ma vuole aggiornarli quotidianamente".

Nicolò Fagioli è davvero da Barcellona come dice Paratici?
"Penso fosse un'iperbole, certamente come stile di gioco ci si avvicina, è un calciatore di palleggio. Al netto delle disavventure vissute è il tipo di centrocampista che corrisponde all'identikit blaugrana, molto più anche di Locatelli che in Nazionale gioca in quel ruolo. Tra l'altro ho incontrato anche Fagioli nella visita al Viola Park e l'ho invitato a sorridere un po' di più. Il suo è un calcio freddo, razionale, di visione ma che ha bisogno di un'interpretazione più calda. Mi ha fatto piacere vederlo sorridere dopo il gol a Verona".

E invece, sul discorso sul brand legato alla città di Firenze, in relazione a quanto fatto a Como.
"La considerazione del Como nasce da una mia domanda. Io mi sono chiesto "Come mai gli Hartono hanno comprato il Como e non il Milan o l'Inter ad esempio?". Poi ho capito che la loro è un'operazione basata anche sul territorio, sul lago di Como come location. Però se da una parte c'è George Clooney e dall'altra Dante Alighieri, Firenze dovrebbe avere qualcosa di più. Io poi ho lavorato tanti anni a Barcellona: il fatto che un giocatore forte sia acquistato con i soli introiti che arrivano dalle visite guidate al museo del club ti dice qualcosa. Se penso a Firenze e ai musei in generale, c'è un margine incredibile. Lui mi ha detto che il museo è una buona idea ma c'è da riempirlo con qualche coppa".

A proposito di coppe, stasera c'è Crystal Palace-Fiorentina.
"L'avversario è superiore ma non insormontabile. La Fiorentina ha questa 'ricreazione' rispetto al campionato, che è la Conference League. Adesso che in Serie A ha fatto passi avanti la Viola dovrà giocarsi fino in fondo questa competizione, perché la Fiorentina in Europa ci sta bene".

E in chiusura, sia Paratici che il Dg Alessandro Ferrari hanno fatto capire che non c'è nessuna idea di cessione, giusto?
"Sì, sono stati chiarissimi. Adesso è chiaro che la Fiorentina abbia una tecno-struttura, intesa come dirigenti, centrale. Perché la proprietà si vede poco. Immagino che verrà chiesto ai dirigenti viola di autofinanziarsi, e il centro sportivo, che costa diversi milioni di euro all'anno, deve iniziare a produrre calciatori. Non a caso ho fatto l'esempio di Valdebebas, centro sportivo del Real Madrid da cui il Viola Park non ha nulla da invidiare: il Real in questo momento, nelle prime tre serie dei principali campionati del mondo, è la squadra che ha prodotto più calciatori. Pensiamo a Nico Paz o Jacobo Ramon da noi".