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Fiorentina-Genoa vista da Baccini: "Gara spettacolo con squadre in ciabatte. Vanoli? Tengo De Rossi"
sabato 9 maggio 2026, 11:00Copertina
di Ludovico Mauro
per Firenzeviola.it

Fiorentina-Genoa vista da Baccini: "Gara spettacolo con squadre in ciabatte. Vanoli? Tengo De Rossi"

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Dici Genoa e pensi anche a Francesco Baccini. Uno dei padri del cantautorato italiano e tra i grandi esponenti della musica genovese, Baccini va ancora assiduamente al Ferraris a sostenere il Grifone - di cui ha scritto anche più volte l'inno -. Con lui, prima di immergerci in Fiorentina-Genoa, parliamo prima di "On. Gino Piripozzi", nuovo singolo lanciato in questi giorni e anticipazione di "Nomi e Cognomi Due", remake del grande album del '92: "È un momento importante, uscirà a fine settembre questo album che sarà il seguito di un mio successo che però mi diede anche qualche problema, come incidere un brano intitolato Giulio Andreotti (ride, ndr). Questo è il terzo singolo del disco che uscirà dopo l'estate, dopo "Matilde Lorenzi" e "Franco Califano". È una presa di giro per la nostra classe politica. Oggi, senza saper far niente, chiunque diventerebbe presidente del Consiglio".

Insomma, un'idea ben precisa del mondo d'oggi.
"Non sono contrario alla tecnologia eh, io uso tutto. Dipende però chi e come si usano le cose. Se, per esempio, al Grande Fratello ci fossero otto geni, quella casa avrebbe un programma da guardare. Invece ci sono otto pirla... Poi chiaramente la gente si diverte a vederlo, piacciono i pettegolezzi. Cose che a me non interessano, ho la mia vita e non me ne frega nulla di quella altrui".

Invece Fiorentina-Genoa arriva in una fase abbastanza tranquilla, per usare un eufemismo...
"Sono contento che arrivi in un momento dove entrambe arrivano un po' in ciabatte, tipo l'ultimo giorno di scuola. Sarà una partita divertente, le due squadre non hanno l'ansia di dover fare punti. Mi aspetto una gara con due formazioni aperte, spettacolare. Eppure la Fiorentina quest'anno non pensava sicuramente di trovarsi per tre quarti di campionato in fondo alla classifica". 

E infatti la gara d'andata fu il debutto sulle nuove panchine sia per Vanoli che per De Rossi.
"Ricordo che Vanoli veniva dato in lizza anche per la panchina del Genoa. Ma tra lui e De Rossi preferivo De Rossi già in quel momento, anche solo a pelle. Come tipo di allenatore e come carattere: conoscendo i genoani, poteva diventare l'idolo della tifoseria. Vanoli è comunque preparato e bravissimo, ha tirato fuori la Fiorentina dalle sabbie mobili, non era abituata a stare laggiù e stava per fare il disastro".

Che però è stato evitato. Manca solo un punto per la matematica.
"Ma non ci sarà neanche bisogno di quello. Dietro vanno troppo a rilento, io credo che andrà giù la Cremonese. Non vedo neanche troppa lotta col Lecce".

Da tifoso sfegatato del Genoa, che ricordi ha del Gudmundsson rossoblu?
"È un giocatore particolare. Quando è arrivato a Genova dicevamo tutti: "Mah, questo è magrolino, come fa...", e non si faceva notare granché. Poi Gilardino gli ha dato la licenza di giocare in campo girando dove cazzo gli pare ed è venuto fuori Gudmundsson. A lui non vanno dati compiti, è totalmente estraneo. Se gioca così è micidiale, te lo trovi ovunque, segna e fa segnare. Però serve un allenatore che lascia questa libertà e quando è arrivato a Firenze immaginavo facesse fatica, perché con Palladino non avrebbe avuto quella libertà. Gudmundsson è un giocatore alla Messi, alla Maradona, con le dovute proporzioni chiaramente. Gli va lasciato fare quel che vuole".