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Grosso, la richiesta del coraggio e il faro-Guardiola. Ha preso spunto anche da DjokovicTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 00:00Copertina
di Lorenzo Marucci
per Firenzeviola.it

Grosso, la richiesta del coraggio e il faro-Guardiola. Ha preso spunto anche da Djokovic

Pregi, difetti e curiosità. Fabio Grosso pare sempre più vicino a sedersi sulla panchina della Fiorentina nel prossimo campionato. L'idea è nota da tempo ma negli ultimi giorni ha preso più consistenza. E allora proviamo a scoprire chi è realmente il quarantanovenne allenatore che nelle ultime due stagioni ha guidato il Sassuolo. Non ama moltissimo le interviste, ma sa trasmettere concetti chiari ai suoi giocatori, ai quali ama lasciare anche tanti messaggi scrivendoli sulle numerose lavagne sparse nello spogliatoio. Frasi motivazionali per i calciatori ai quali chiede soprattutto coraggio. "Abbiamo voglia di provarci. Io non ho dogmi particolari, ma schieriamo sempre tre giocatori dichiaratamente offensivi più due che lo sono per caratteristiche", ha detto in un'intervista alla Gazzetta dello Sport.

Il suo 4-3-3 (a volte 4-2-3-1) punta sulla costruzione dal basso e chiama in causa gli esterni e i centrocampisti: anche la Fiorentina nella stagione che si è appena conclusa - va detto - ha provato spesso questa soluzione andando però in difficoltà per una questione di interpreti evidentemente non adatti. Il gioco di Grosso viene definito verticale ma non dogmatico. Ogni calciatore ha una serie di informazioni utili per fronteggiare le varie situazioni di gioco ma al tempo stesso il tecnico dice no ad un calcio eccessivamente codificato: semplicemente deve essere il calciatore in certi casi a saper riconoscere la soluzione migliore. Spazio dunque anche alla fantasia e alla creatività del singolo. 

I modelli 
Pep Guardiola è uno dei riferimenti di Grosso. Sia in campo che anche fuori dal terreno di gioco. "Mi piace il suo calcio, ma anche il suo impegno sociale. Ha sempre la forza di esporsi. Io sono più schivo per carattere e lo ammiro". Grosso viene descritto come un gran lavoratore, semplice, umile e molto metodico.  "È un allenatore moderno, stile Fabregas, propone gioco ma sa adattarsi. E soprattutto sa leggere le partite: una qualità che non tutti hanno”, ha detto di lui il suo storico agente Danilo Caravello. 

Tennis e padel 
La disponibilità pare uno dei suoi tratti distinitivi. Grosso è uno di quegli allenatori che non si sottraggono alle foto. In effetti ne abbiamo avuto conferma di recente a Coverciano in occasione del premio 'Inside The sport'. In tanti gli chiedevano un selfie e lui con grande pazienza ha accontentato tutti. In particolare in una conferenza stampa ha spiegato uno dei motivi per i quali si mette a disposizione. "Diversi anni fa avevo i figli piccoli che andavano in giro per Torino e a notte inoltrata sono tornati a casa felici e mi hanno fatto vedere una foto con Djokovic, sorridente. Avere quel sorriso, dopo tante energie profuse, continuare a coinvolgere in quella maniera è una cosa bella, l'ho sempre avuta e lì l'ho rinforzata perché saper donare dei sorrisi a dei ragazzi è molto importante". Non solo tennis, però, a Fabio Grosso piace anche il padel e quando può gioca anche insieme al suo amico Luca Toni. Che intanto gli avrà già dato un sacco di informazioni su Firenze e i fiorentini. L'avventura di Grosso sulla panchina viola sta quasi per iniziare.