Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / fiorentina / L'editoriale
Per Paratici si è mosso Cardinale ma il ds ha detto no. Viaggio in Usa decisivo per il budget estivo. Grosso a un passo: il ds si gioca tanto con questa scelta. Finale Primavera: serve un Viola Park sold-out
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Andrea Giannattasio
per Firenzeviola.it

Per Paratici si è mosso Cardinale ma il ds ha detto no. Viaggio in Usa decisivo per il budget estivo. Grosso a un passo: il ds si gioca tanto con questa scelta. Finale Primavera: serve un Viola Park sold-out

È stato Jerry Cardinale in persona a chiamare nelle ultime ore Fabio Paratici. Mosso dalla disperazione dopo la tabula rasa fatta al Milan, il fondatore di RedBird ha deciso di giocare tutte le sue fiches sull’attuale direttore sportivo della Fiorentina per rifondare una società letteralmente azzerata. La risposta del dirigente viola, però, è stata chiara: “No, grazie”. Lo stesso pensiero fatto pervenire un mese fa alla Roma e ad altre società (anche all’estero) che lo avevano sondato dopo il brillante lavoro portato a termine in questi mesi con la Fiorentina (i numeri parlano chiaro: dall'arrivo del manager a Firenze, ovvero 7 febbraio alla 38a giornata, i viola hanno fatto 25 punti e, se si fosse giocato solo da quel momento lì il campionato, De Gea e soci avrebbero terminato al 5° posto. Un caso? Bah, non pensiamo). La testa del ds, ad oggi, è proiettata unicamente sulla Fiorentina e sul nuovo allenatore con cui il club proverà ad aprire un ciclo. Intanto fatto di bel gioco e in grado di riportare la gente allo stadio. Se poi si rivelerà vincente, si vedrà. 

Molto, sotto quest’ultimo aspetto, si capirà dal faccia a faccia che andrà in scena a metà giugno tra lo stesso Paratici e Ferrari e Giuseppe Commisso (presidente, ma le costava davvero così tanto venire a Firenze? Suo padre si sarebbe precipitato...): sarà allora che verrà stabilito il budget con cui l’area tecnica potrà operare sul mercato e, di conseguenza, quali margini di crescita immediati avrà la Fiorentina. Intendiamoci, nessuno si aspetti una rivoluzione totale della rosa a partire da luglio: è vero, oltre ai rientri dai prestiti, ci sono ad oggi almeno dieci giocatori che non fanno parte del progetto viola (Dodo, per quello che fatto non solo in stagione ma più di recente sui social, dovrebbe essere il primo ad essere mandato via...) ma pensare di “smaltirli” tutti è un esercizio decisamente complicato da mettere in atto. Quindi il primo compito del nuovo allenatore sarà quello di fare una profonda cernita della rosa attuale e capire chi, dopo un periodo lontano da Firenze, potrà rendersi utile per il nuovo progetto (ma francamente, forse a parte Beltran, nessuno pare avere queste caratteristiche).

Già, l’allenatore. Ma sarà davvero Fabio Grosso il futuro tecnico viola? Così pare. Intanto una certezza: il partito dell’1% fondato da Radio FirenzeViola (da chi vi scrive, in particolare) ha rimontato ed è ora prossimo a vincere le elezioni. Come vi avevamo fatto intendere, i rumors che parlavano di una conferma di Paolo Vanoli con maggioranze bulgare si sono rivelati non attinenti alla realtà. Certo, sia chiaro, non erano state talune fonti giornalistiche a inventarsi di sana pianta la notizia di un Vanoli prossimo alla permanenza: era stata la società stessa a dare informalmente a intendere che l’idea di base era questa. Legittimo, per carità. Ma, almeno noi, non ci abbiamo mai creduto visto che, fin dall’arrivo di Paratici, l’idea era quella di cambiare guida tecnica e di riaprire con un ciclo nuovo, quasi a voler rompere definitivamente con il passato e archiviare un’annata da incubo. 

Fabio Grosso, dicevamo: a parte le promozioni con Frosinone e Sassuolo (e l’ultimo discreto anno in neroverde), quello del campione del mondo - pur stimatissimo in tutto l’ambiente - non è un profilo che faccia correre il tifo ai botteghini per abbonarsi. Anzi. Ed è forse per questo motivo che Paratici, prima di dare l'affondo decisivo su di lui, ha provato fino all'ultimo a sondare altre piste per la panchina tra l’Italia e l’estero. Ma i "no" arrivati non sono stati pochi. Il pedigree, dicevamo, non fa striopicciare gli occhi ma guai a far passare l’ex Lione come il primo che passa o come uno da mettere in secondo piano rispetto a Vanoli: Grosso è un tecnico con idee di calcio moderne e offensive che certamente non ha il curriculum di Conte o Allegri (ma perché, quando Montella nel 2012 o Italiano nel 2021 sono arrivati a Firenze che esperienze di alto livello o coppe in bacheca avevano?) ma sa il fatto suo. Di sicuro Paratici con questa sua prima vera scelta da quando lavora al Viola Park si gioca subito moltissimo.

Chiusura doverosa con la Fiorentina Primavera e lo straordinario lavoro portato avanti in questa stagione da Daniele Galloppa (doverosa menzione anche per il responsabile del settore giovanile Valentino Angeloni, la prima persona che Paratici ha riconfermato al suo posto): domani alle 20:30 al Viola Park si giocherà la finale scudetto contro il Parma - Radio FirenzeViola ve la racconterà in diretta con due inviati - e la speranza è che il centro sportivo di Bagno a Ripoli possa essere preso d’assalto dal tifo viola. La Curva Fiesole ci sta pensando (sei undicesimi della formazione titolare dell'Under-20 sono nati a Firenze e sono tifosi viola fino al midollo: immaginatevi che spettacolo se vedessero la curva a sostenerli!) ma in ogni caso i biglietti stanno già andando a ruba: la missione, nella quinta finale tricolore degli ultimi dieci anni, è riportare a Firenze un titolo che manca dal 1983.