Ecco il Grosso-ball: il manifesto del gioco del possibile nuovo allenatore della Fiorentina
Il 6 dicembre 2025, durante Sassuolo-Fiorentina, il gol del 3-1 neroverde nato dall’azione di Cristian Volpato e Ismael Koné ha mostrato in pochi secondi l’identità del Sassuolo di Fabio Grosso. Una squadra verticale, rapida nelle transizioni e capace di sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti e le catene laterali, con i terzini pronti ad accentrarsi. È questa la filosofia che ha convinto Fabio Paratici a puntare sull’ex campione del mondo per la panchina viola, scrive stamani il Corriere dello Sport. Grosso ha proposto un calcio moderno, basato sulla fluidità dei ruoli e sulla marcatura a zona, ma con una caratteristica particolare: il Sassuolo 2025/26 è stato tra i club che hanno pressato meno in Serie A.
Più che dominare il possesso, la squadra preferiva attendere gli avversari, difendere bassa e ripartire velocemente sfruttando uomini offensivi come Armand Laurienté. I dati confermano questa impostazione: il Sassuolo era tra le peggiori squadre per intensità di pressing, ma tra le migliori nella velocità di trasformazione dell’azione da difensiva a offensiva e nella percentuale di conversione delle occasioni create. Per applicare questo modello alla Fiorentina serviranno soprattutto esterni adatti al 4-3-3 di Grosso: un profilo come Dodô sarebbe ideale, mentre giocatori come Albert Gudmundsson rischiano di avere meno spazio nel nuovo sistema, sottolinea il Corriere.






