Dalle “ore decisive per Longo” a quelle per Grosso: la Fiorentina aspetta
Storie strane, tormentoni entrati nell’immaginario comune dei tifosi della Fiorentina, e che all’improvviso ritornano. «Ore decisive per Longo...». Ve lo ricordate? Una trattativa infinita, e mai andata in porto, diventata quindi la battuta con la quale ironizzare su quegli affari dei quali si discute per settimane, magari mesi, con la consapevolezza che non se ne farà nulla. Certo, qualche tempo dopo Raffaele Longo a Firenze ci arrivò davvero (estate 2002) e oggi, a meno di clamorose sorprese, è pronto a tornare. È lui infatti il vice di Fabio Grosso. Lo rende noto il Corriere Fiorentino in un pezzo in edicola stamani.
Nel mezzo i risultati di Paolo Vanoli, le riflessioni, i confronti, la speranza dell’attuale allenatore di essersi guadagnato sul campo la conferma, per poi arrivare agli ultimi giorni e a una decisione che tra oggi e domani. Paratici stesso comunicherà ad un mister col quale ha instaurato comunque un buon rapporto e del quale ha apprezzato dedizione e cultura del lavoro. A ieri infatti (il diesse è rientrato a Firenze dopo qualche giorno fuori città) il colloquio tra i due non c’era ancora stato. Una formalità, niente di più, così come tale sarà il faccia a faccia tra Fabio Grosso e i dirigenti del Sassuolo nel quale il campione del mondo 2006 otterrà il via libera (avrebbe un altro anno di contratto) per trasferirsi in viola. Lo aspettano un biennale con opzione per la terza stagione, un ingaggio di poco superiore al milione, e un compito certamente non facile: costruire, a braccetto con quel Paratici che nel 2014 gli affidò la prima panchina della carriera, scrive il Corriere.






