Joao Mario il post Dodo? Qualità offensive, duttilità e limiti difensivi: ecco chi è il portoghese
Nella girandola dei nomi di mercato che per la Fiorentina, così come per tutti gli altri club di Serie A, è già iniziata dal momento del fischio finale dell'ultima giornata di campionato, si è inserito da qualche giorno per il club viola il profilo del terzino destro della Juventus, Joao Mario. Paratici avrebbe infatti individuato nel calciatore portoghese classe 2000 il profilo giusto per prendere il posto di Dodo, il cui futuro, data anche la scadenza del contratto nel 2027, sembra essere lontano da Firenze (con Napoli e Roma interessate).
La carriera di Joao Mario
Ma chi è Joao Mario? E cosa potrebbe portare di diverso rispetto al brasiliano? Innanzitutto ricordiamo quella che è stata la carriera fino ad oggi del nativo di Sao Joao da Madeira. Joao Mario infatti sbarca la scorsa estate alla Juventus dal Porto per la cifra di 12 milioni di euro, con Alberto Costa che a titolo definitivo ha compiuto il percorso inverso, sbarcando in Portogallo per 16 milioni di euro. Al Porto in precedenza aveva passato la totalità della sua carriera, partendo con il Porto B nel 2018 fino ad arrivare ad essere un titolare della prima squadra prima del suo addio. Con i "Dragoes" vince 10 titoli, 2 campionati portoghesi, 4 Coppe Portoghesi, 1 Coppa di Lega Portoghese e 3 Supercoppe Portoghesi e in totale in 181 presenze colleziona 5 gol e 26 assist, di cui la maggior parte (ben 19) arrivati nel corso delle sue ultime tre stagioni in Portogallo.
Il paragone con Dodo
Numeri offensivamente parlando più che positivi e che sono superiori a quelli che Dodo ha mostrato in maglia viola fino ad oggi (3 gol e 13 assist in 161 presenze). Certo, il campionato portoghese è abbastanza diverso per livello e caratteristiche rispetto a quello italiano, che è molto più tattico e fisico, e con squadre che concedono meno spazi da attaccare in campo aperto, ed è probabilmente questo uno dei motivi per cui nel corso della prima parte di stagione appena conclusasi Joa Mario non è riuscito ad imporsi in maglia bianconera, con cui ha disputato appena 373 minuti per un totale di 13 presenze e 1 solo assist fornito. Il suo passaggio al Bologna in prestito secco a gennaio ha migliorato però la situazione, con i minuti disputati alla corte di Italiano che sono saliti a 1171 e le presenze che sono arrivate a 15, con anche 2 gol messi a referto. In generale in rossoblù si è intravisto il potenziale del vero Joao Mario, soprattutto in fase offensiva, mentre sono emersi i soliti limiti in fase difensiva, soprattutto giocando a 4 e non più come esterno di centrocampo, ruolo in cui era stato previsto giocasse nella Juventus.
Un ruolo ancora da definire
Nel parallelismo con Dodo infatti ci sono alcune similitudini riguardanti le caratteristiche, con entrambi i giocatori che fanno delle accelerazioni e degli strappi palla al piede le loro migliori qualità, sebbene il brasiliano sia al momento più centrato e solido in fase difensiva ma anche meno preciso, efficace e qualitativo del portoghese in fase offensiva e di rifinitura, ma anche delle differenze riguardanti i ruoli interpretati in campo. Joa Mario in carriera ha dimostrato di essere infatti più polivalente, avendo giocato si soprattutto sulla destra, alto e basso, ma anche sulla sinistra, oltre che in trequarti. Certamente per la Fiorentina, se mai l'affare Joao Mario dovesse andare in porto, ci sarà dunque da lavorare per inquadrare al meglio un calciatore che in una difesa a 4 come quella che ha in programma Fabio Grosso, nel ruolo di terzino puro, potrebbe ancora fare fatica, ma che se ben utilizzato può essere una risorsa importante in fase offensiva.






