78 giorni di mercato da oggi per costruire una Fiorentina ambiziosa. Mondiali, arma a doppio taglio
Il mercato della Fiorentina è ufficialmente partito. Dopo nomi, ipotesi, possibilità, suggestioni, si entra - questa è la speranza - in una fase più concreta delle operazioni. Nelle prossime ore avverrà un incontro tra il club viola e gli agenti di Kean: non sarà forse un appuntamento decisivo ma sarà utile per capire quali sono le volontà delle due parti. E' il primo passo di un mercato che si annuncia quanto meno movimentato, in entrata e in uscita. Ed è tutto sommato giusto ripartire dall'analisi della questione Kean. Un conto è una Fiorentina con Kean (motivato), altro discorso è mettersi a cercare un nuovo centravanti, di affidabilità e garanzia.
Più di due mesi di trattative
A partire da oggi saranno ben 78 i giorni a disposizione della Fiorentina per portare avanti le proprie operazioni. Sono invece 68 i giorni che mancano alla prima partita di campionato, una data - quella - in cui si spera che la squadra possa essere già ampiamente strutturata e solo con alcuni ritocchi da mettere a punto. Sarebbe uno dei migliori regali per Fabio Grosso, il neo tecnico viola che ha bisogno di partire subito bene per conquistare la fiducia di tutti e riportare un po' di entusiasmo tra la tifoseria.
I Mondiali: occasione ma anche rischio
In questi giorni si è parlato molto anche di un paio di obiettivi (o meglio, idee) che potrebbero scaturire dalla Coppa del Mondo in corso. E' emerso il nome di Ounhai, marocchino reduce da una stagione al Girona e di Luiz Henrique, brasiliano ora allo Zenit San Pietroburgo. Indipendentemente dal valore di questi due giocatori, occorre andarci con i piedi di piombo poichè a volte le performance positive offerte in questa competizione possono essere fuorvianti. Nella storia della Fiorentina - restando agli ultimi 35-36 anni - i calciatori acquistati dopo un loro buon mondiale non si sono poi sempre rivelati così soddisfacenti. Torna alla mente il caso del rumeno Marius Lacatus (che era stato comunque protagonista di tanti gol nella Steaua) che dopo il Italia '90 realizzò appena tre gol in maglia viola. Per non parlare del deludente Marcio Santos, che era approdato a Firenze dopo aver vinto il mondiale col Brasile nel '94. Cecchi Gori gli aveva promesso che se avesse segnato 7 gol gli avrebbe fatto conoscere Sharon Stone, all'epoca trentasette e nel pieno del successo e della bellezza (Basic Instinct era uscito nel '92). In realtà Marcio Santos segnò solo due reti a cui vanno aggiunti due autogol con Bari e Torino... Ma quelli non valevano.


