Kean-Fiorentina e la conferma a metà di Paratici: è ancora troppo presto per capire il futuro di Moise
Chi si aspettava dalla conferenza stampa di ieri di Fabio Paratici e Alessandro Ferrari, novità definitive sul futuro di Moise Kean sarà sicuramente rimasto deluso. Non che il direttore sportivo viola abbia sviato la domanda legata alle prospettive di mercato del centravanti Italiano della Fiorentina, ma la risposta che ha fornito non è né una conferma sulla permanenza a Firenze di Moise, né una conferma su una cessione sicura.
Le parole di Paratici
"Su Kean dico che è un patrimonio del calcio italiano e della Fiorentina, tutti sanno quanto ci sono affezionato perché già avuto fin da bambino e per ora è il nostro centravanti. Vogliamo e speriamo che sia il nostro numero 9 ma i club non sono padroni del proprio destino, a parte i primi 5-6 a mondo e forse neanche quelli, in caso di offerte importanti per il club e per il calciatore". Queste le parole nello specifico dell’ex dirigente di Tottenham e Juventus, che tengonono aperte più soluzioni in merito al futuro del giocatore. Certo, la Fiorentina sarebbe più che contenta di trattenere una punta come Kean e metterla a disposizione di Fabio Grosso, ma allo stesso tempo in caso di offerte importanti è naturale che sia il club che il ragazzo possano decidere di separarsi. Insomma, nonostante il colloquio avvenuto con l'agente del classe 2000 Alessandro Lucci il giorno prima della conferenza tenutasi ieri al Viola Park, le nubi sul suo futuro continuano a restare.
Tempi lunghi e il fattore Mondiale
Anche perché, complice comunque la presenza di una competizione come il Mondiale, che inevitabilmente rimanda i discorsi relativi al calciomercato soprattutto per i top club europei (quelli che poi nel caso specifico potrebbero soddisfare le richieste economiche della Fiorentina e di Kean) ad oggi è ancora troppo presto per potersi sbilanciare in un senso o nell’altro. Certo è che rispetto alla situazione che sembrava profilarsi al termine del campionato, con un Kean mai impiegato per l’infortunio alla tibia e con una sua partenza in estate che veniva praticamente data per certa, ad oggi tutto appare essere molto più incerto, sia in un senso che nell'altro, e per avere più chiarezza sul futuro del numero venti viola occorrerà attendere e capire come in generale il mercato delle prime punte in Europa andrà sviluppandosi.


