Grande Grosso giorno viola. E il mercato? Si fa come gli pare a Paratici
Mentre le nuove maglie Joma della Fiorentina del centenario (ci paiono belle) sono esposte nella proletaria location di un albergo di gran lusso vicino al fiume Arno. Lo scheletro della Fiorentina che verrà ha già registrato due nuovi arrivi, i difensori Viery e Dragusin, insomma il club non sta con le mani in mano, anzi si può dire che il demiurgo del mercato Fabio Paratici fa come Paratici a lui, senza badare troppo ai conti, almeno sembra, infatti spende e percorre le sue piste in silenzio, evitando di far sortire indiscrezioni e anticipazioni per la disperazione dei cronisti del calciomercato i quali difficilmente riescono a prevedere su quali nomi vada la Fiorentina in concreto. Colui che più che più di un direttore sportivo pare un plenipotenziario della società (complice anche la reiterata assenza di Joseph e la benedetta mutezza di Ferrari), fa letteralmente come gli pare, anzi come Paratici. Difatti il dirigente prima si è occupato di rinfrescare i ranghi societari, poi ha scelto il tecnico Grosso che verrà presentato oggi alla stampa,di seguito è partito dalla retroguardia per sistemare la squadra e rinnovarla, adesso con Dragusin, Viery, Pongracic, Comuzzo e Ranieri e in porta De Gea, la difesa pare sistemata (anzi qualcuno se ne andrà), tralasciando i terzini naturalmente, così suggeriscono almeno logica e buonsenso, quindi probabilmente Paratici si concentrerà maggiormente sul centrocampo e sull’attacco, nota quest’ultima più dolente. Oggi il nuovo tecnico si farà conoscere, questo grande e grosso giorno è infatti tutto di Fabio Grosso.
Allenatori della Fiorentina degli ultimi anni molto diversi
Nella disamina degli allenatori viola degli ultimi anni salta all’occhio la loro differenza di carattere e caratteristiche, partiamo da Italiano, forse il migliore del lotto, uomo dalla filosofia riconoscibile, i detrattori dicevano ottusa, ma faceva giocare la squadra con identità spiccata e si è guadagnato le famose finali purtroppo fallite. Vincenzo Italiano lo chiameremo quindi il mullah. Dopo di lui venne Palladino, aria da damerino, ma indubbie ambizione e capacità di entrare in sintonia coi giocatori che difatti sapeva far rendere al meglio, come al meglio fece rendere la squadra capace di fare 65 punti. Palladino lo chiameremo quindi il Dandy efficace, ma il tecnico napoletano ruppe col club viola e s’aprì la strana stagione di Pioli, giunto dall’Arabia con aspettative da Champions, che lui stesso contribuì ad attizzare, ma i punti non venivano ed ex post abbiamo scoperto che l’esperto allenatore si era scordato di curare la condizione fisica della squadra, con conseguente disastro. Pioli lo chiameremo quindi, senza offese, il distratto. Con la sirena accesa giunse quindi Vanoli a salvare la situazione mettendoci raziocinio e duro lavoro, il suo gioco non ha creato entusiasmi, ma la sua grande serietà è stata riconosciuta da tutti, ecco Paolo Vanoli lo chiameremo appunto il Serio,L’affidabile, uno che mantiene ciò che promette.
Se Grosso potesse riassumerne le doti
E adesso giunge Grosso, campione del mondo 2006, ma con un curriculum da tecnico per ora limitato. L’ex allenatore del Sassuolo è molto stimato dai colleghi (arduo trovare chi ne parli male), vedremo se e quanto lo sarà dai tifosi viola, per il momento è una speranza, ma già sarebbe un gran risultato se Fabio Grosso potesse riassumere in sè qualcosa delle migliori doti dei suoi predecessori: la conoscenza tattica e calcistica di Italiano, l’empatia con la squadra di Palladino, l’autorevolezza (almeno quella iniziale) di Pioli e l’affidabilità di Vanoli. Oggi intanto lo sentiremo parlare per la prima volta da allenatore della Fiorentina, ci illustrerà le sue idee di calcio, potremo saggiarne le capacità comunicative. L’augurio è che sia un Grande Grosso primo giorno viola per Fabio Grosso.
Benvenuto e Auguri! E comunque la Fiorentina ha cento anni, adesso c’è un nuovo allenatore e come diceva Jackson Browne, it’s just another town along the road.


