Freitas: "La Fiorentina sarà esaltante ma serve tempo e pazienza. Zirkzee può giocare con Pellegrino"
Carlos Freitas, ex direttore sportivo della Fiorentina insieme a Corvino, ha rilasciato una lunga intervista nel corso di Palla al Centro su Radio FirenzeViola ripartendo dai ricordi alla guida dei viola: "A parte la componente sportiva, per me sono stati tre anni meravigliosi. Posso solo dire grazie per l'accoglienza che ho avuto. E io ho ancora diversi contatti con Firenze ed è stata una simpatia reciproca. E' una città che mi è rimasta nel cuore".
Cosa ne pensa del mercato della Fiorentina?
"Quello che ho visto in questa estate è una Fiorentina costruita con ambizione, che ha preso giocatori bravi. Però sta costruendo e per questo bisogna avere tempo e pazienza, perché se mettiamo insieme gli 11 giocatori più forti del mondo, non farebbero subito bene. Perché per fare una squadra bisogna trovare complicità, alchimia, conosce i meccanirmi e il compagno deve correre per l'altro. Tutto questo arriva col lavoro quotidiano, che poi premia il valore individuale che anche in questa Fiorentina non è in dubbio".
È stato questo il problema della partita contro la Roma?
"Nella mia esperienza ho visto tante volte una partita che è divisa in tanti momenti. In un momento il collettivo sembra più solido, poi se subisci gol magari le cose cambiano e la squadra non sembra più squadra, ma tutto questo va accettato, un po' di irregolarità è scontata nei primi mesi. Poi sicuramente con la qualità che Paratici ha portato a Firenze, la Fiorentina sarà una squadra ambiziosa capace di raggiungere traguardi importanti. Sarà una squadra esaltante in alcune partite, ne sono sicuro".
Ora Paratici dovrà difendere Grosso?
"Io direi che in certi momenti nemmeno Guardiola, Klopp o Mourinho sarebbero capaci di garantire un rendimento collettivo, soprattutto quando si cambia tanto. Io ricordo che l'anno scorso Mourinho è arrivato al Benfica e alla fine del campionato è stato terzo. La scelta di Paratici ha dei motivi ben precisi, lui ha dimostrato la sua competenza ovunque è andato. Ha avuto la capacità di cambiare la rosa dell'anno scorso che non era così esaltante ed equilibrata. La rosa di quest'anno ha dei singoli importanti. Dovranno lavorare molto per plasmare questa qualità individuale, ma per questo va dato tempo all'allenatore di lavorare. Nel primo anno di Pioli il discorso era simile, perché anche in quell'anno c'era un collettivo che era cambiato molto. Anche altre squadre in Italia hanno vissuto lo stesso periodo, che non è drammatico perché sono sicuro che con la qualità dei singoli sarà una squadra forte".
Zirkzee farebbe al caso della Fiorentina?
"Guardando alla partita di Roma, sarebbe stato l'ideale per la Fiorentina. Ho visto Pellegrino che ha fatto bene a Parma ma che è stato in difficoltà nel gioco in profondità. Lo vedo più pronto per le partite al Franchi rispetto a quando giocheranno in trasferta. Zirkzee è capace di uscire dall'area, giocando di più con i compagni, mentre Pellegrino è da area di rigore. Sono anche complementari, per me potrebbero giocare insieme. Zirkzee è un po' come se fosse un falso nove".
Cosa pensa di Pellegrino?
"Con una squadra che è forzata a giocare in contropeide Pellegrino farà più fatica. Nelle partite dove invece controllerà il gioco, Pellegrino sarà l'ideale perché ha presenza fisica in area ed è forte nel lavoro con i difensori centrali. Non può lavorare sull'esplosione sui rilanci sopra la difesa. Questo si è visto anche contro la Roma".
C'è un giocatore tra i nuovi acquisti che le piace particolarmente?
"Atta già lo conoscevo dal Metz, dove ho lavorato in passato. Ho un bel rapporto col proprietario el'ho visto anche in Serie B francese. é cresciuto tantissimo in Italia a livello tattico. L'ho visto molto a suo agio nel calcio italiano. è un giocatore che mi piace molto. Oulia mi ha fatto una grande impressione al mondiale. Gestisce i tempi di gioco e la sa portare pur non perdendo la posizione. Mastantyono ha fatto fatica fino ad ora in Europa, non voglio fare paragoni con Riquelme che è stato grande in Sudamerica senza avere il tempo di gioco per il calcio europeo. Mastantuono deve prendere il tempismo del calcio europeo che non è lo stesso di quello argentnio. Deve lavorare molto sulla postura perché deve orientarsi subito verso la porta avversaria. L'ho visto in difficoltà sia a Madrid che a Firenze. è un dettaglio che può fare la differenza perché è esaltante se riesce a girarsi verso la porta avversaria. Questa reattività è fondamentale per imporsi anche in Europa".
Centrocampo con Atta, Oulai e Fagioli: è fattibile?
"Credo che siano assolutamente compatibili. Il rendimento del centrocampo però dipende anche dalla competenza della difesa e dell'attacco: deve funzionare tutto come un'orchestra. Ci vorrà pressione davanti e costruzione dei difensori. Vedo molto bene l'acquisto di Valdepenas, che ho visto spesso in Youth League. Potrebbe giocare sia a tre che a quattro. Può fare il terzino bloccato e far ripartire l'azione".


