Fiorentina molto Malen, e quella formazione aveva il destino segnato
Un naufragio in piena regola, quattro schiaffi che fanno malissimo, che lasciano il segno e, soprattutto, aprono il processo estivo.
La nuova Fiorentina di Fabio Grosso si scioglie sotto il sole dell'Olimpico di fronte alla Roma di Gasperini, mostrando tutte le fragilità di un cantiere ancora apertissimo.
Ma a far rumore, più del passivo pesante, sono le scelte iniziali del tecnico e un mercato firmato Fabio Paratici che, alla prima recita ufficiale, sembra già finito sul banco degli imputati.
Il paradosso Dodô e il fantasma dei "vecchi"
Il primo grande interrogativo si materializza al momento della consegna delle distinte, in campo vanno 6 undicesimi della passata stagione, un controsenso per una rivoluzione sbandierata ai quattro venti.
Ma il vero rebus è a destra: gioca Dodô. Il brasiliano, un separato in casa per tutto il pre-campionato e con la valigia praticamente pronta in direzione Premier League (Nottingham Forest su tutte), viene lanciato dal primo minuto.
Grosso sconfessa la linea societaria o Paratici ha chiesto una vetrina last-minute per monetizzare? Il campo ha dato una risposta impietosa: l'ex Shakhtar è parso fuori condizione e con la testa altrove, travolto dalle folate giallorosse.
Centrocampo impresentabile: dov'è il filtro?
Se la difesa balla, la mediana fa acqua da tutte le parti. Il trio Brescianini-Fagioli-Ndour è apparso, a tratti, semplicemente impresentabile per questi livelli. Senza Mandragora e con Arthur Atta ancora ancora alla ricerca di una posizione in campo, Grosso ha isolato Fagioli in cabina di regia, lasciandolo preda del pressing romanista, zero amalgama, geometrie confuse e, soprattutto, un filtro inesistente.
Brescianini ha corso a vuoto, Ndour non ha mai trovato la posizione e ha le velocità di un bradipo.
Risultato? Centrocampo saltato sistematicamente e retroguardia viola costantemente esposta all'uno contro uno.
Il giallo Kean e il deserto di Mastantuono
Là davanti, poi, la scelta che ha fatto sobbalzare i tifosi: Pellegrino titolare e Moise Kean a guardare i compagni dalla panchina, scelta tecnica? Macché, puro e durissimo calciomercato.
L'ex attaccante della Juventus è ormai a un passo dal Como, pronto a sborsare una cifra monstre vicina ai 55 milioni di euro complessivi tra cartellino e ingaggio, rischiarlo dall'inizio sarebbe stato un azzardo letale per le casse del club, Grosso lo ha inserito solo nella ripresa, a buoi già ampiamente scappati dalla stalla.
In questo scenario desolante, l'unica nota lieta porta il nome di Franco Mastantuono, il gioiellino di proprietà del Real Madrid ha predicato nel deserto, cercando di accendere la luce con giocate di classe pura e personalità, ma senza esterni di ruolo capaci di allargare il gioco e saltare l'uomo (un vuoto di mercato che Paratici deve colmare nei prossimi giorni), il talento argentino si è trovato a combattere contro i mulini a vento, stringendo troppo la posizione in un 4-3-2-1 che ha fatto il solletico alla Roma.
Il progetto Paratici-Grosso è quadriennale, d'accordo, ma il tempo nel calcio è un lusso che nessuno concede, servono esterni, serve un sostituto di Kean e, soprattutto, serve un'identità.
Altrimenti, l'autunno viola rischia di essere caldissimo.
Il pensiero di Angelo Giorgetti:
'Kean dentro sullo 0-3 e altre inspiegabili scelte: per Grosso battesimo choc a Roma. Tra mercato e ingenuità serve più pazienza del previsto. Oggi il corteo dei tifosi, l’importante è non perdere l’entusiasmo'.
Il pensiero di Stefano Prizio:
D'accordo che è la prima, d'accordo che è a Roma.... e che sei a casa di una squadra già forte e rafforzata, ma pure con tutte le attenuanti non si può evitare di sottolineare come la Fiorentina di Grosso manchi di gioco e personalità, due aspetti che stanno in capo all'allenatore. Discutibile anche la gestione di Kean inserito solo a partita compromessa,
Pellegrino per parte sua pesticcia tutta la gara e fa dubitare di poter essere un valido sostituto di Kean che sembra proprio sulla via dei saluti. Si salva solo Oulai inspiegabilmente tenuto fuori, ma che entra e dimostra di poterci stare in pieno, Mastantuono tocca tanti palloni, ma paga forse l'eccesso di aspettative createsi su di lui.In sintesi passi la prima, ma cedere Kean a fine agosto potrebbe non essere la migliore idea dell'anno e per favore nessun o caschi nel solito giochino vecchio come il cucco:' siccome vuole andare via lui, la cessione è tutta colpa sua. Se va via c'è un interesse reciproco di club e giocatore, i matrimoni, ma anche i divorzi, si fanno in due. E infine Grosso ci faccia intendere sul campo la sua idea di calcio, se ne ha una.
Il pensiero di Mario Tenerani:
Fiorentina molto Malen e scusate la battuta… Viola disintegrati dalla Roma. Non e’ un dramma, e’ solo la prima di campionato e la squadra deve assemblarsi. Ma qualche domanda la facciamo a Grosso: perché ha giocato Dodo’ che e’ fuori dal progetto Fiorentina almeno da gennaio? Perche’ non ha giocato titolare Kean? Se e’ stato per il mercato allora non ha avuto un senso farlo entrare, se invece e’ stata una scelta tecnica l’errore di Grosso e’ grave. Tra l’altro Kean e’ entrato e ha tirato subito in porta oltre a prendere due punizioni. Non sembra uno che muore dalla voglia di andarsene come qualcuno insinua…
Pellegrino non ha ricevuto un cross e non puo’ giocare in profondità come Kean..
Mastantuono e Oulai hanno fatto di piu’.
Per Grosso c’e’ molto da lavorare, ma per favore non facciamo drammi…
Il Pensiero di Luca Calamai:
Il calcio è incredibile. Credo che abbia deciso Paratici di non far giocare Kean dall'inizio, anche perché Grosso in conferenza stampa aveva detto di aver visto il giocatore concentrato. La società fa una scelta bizzarra, l'allenatore fa una scelta bischera facendolo entrare nel secondo tempo sul 3-0... Abbiamo detto con gioia che a Firenze finalmente era tornato a calcio, la gestione di Kean non è soltanto l'anti-calcio, è l'anti-tutto. Ora Kean non può essere venduto. Abbiamo capito che Pellegrino ancora non è da prima 5 squadre in Italia, Kean non può andare via. Questa follia calcistica. O mi porti un centravanti stratosferico, e non può essere né Beto né Icardi e neanche Lucca, oppure non vendi Kean. Altrimenti vuol dire che hai bisogno di soldi, il contrario di quello che ha detto Paratici. Oggi abbiamo ben chiaro cosa è una squadra con un centravanti di alto livello".






