Shopping compulsivo in attacco: Paratici si era incartato? Beto, Gnonto e Nije per dimenticare il rapper che segnava. Posti in piedi a centrocampo, eppure serve un colpo. E Mastantuono ha bisogno di un ruolo.
Non faccio i conti della spesa, i soldi sono di Commisso e per me Paratici potrebbe anche versare un bonifico da 23 miliardi per un terzino di riserva: le valutazioni aziendali sono private e quindi evito il giochino delle somme (che peraltro sbaglierei). Si chiama rischio d’impresa. Se gli investimenti saranno buoni, si vedrà. Se la proprietà avrà fatto bene a fidarsi del suo nuovo Comandante, si vedrà anche quello.
Qui proviamo a parlare di calcio e allora è evidente che gli ultimi giorni dello stato dell’opera siano stati complessi, sofferti, probabilmente caotici. Si pensava a Zirkzee, arrivato Beto. Il quale, lo dico subito, secondo me è funzionale a giocarsela con Pellegrino in un 4-3-3 che finalmente sullo stendere ha trovato le sue ali (Nije e Gnonto). Lo Zirkzee visto a Bologna valeva il prezzo del biglietto, era chic, elegante, segnava parecchio (11 gol) e faceva assist (5). A Manchester si è bloccato (5 reti in due stagioni) e dunque ora in quali condizioni sarà? Confesso che sarebbe stato un bel dubbio da risolvere. Stiamo tutti a fare un confronto sul numero dei gol _ qui i conti facciamoli, scopriremo che Beto in serie A ha praticamente la media di Kean _ e posso solo dire che al posto di Paratici io avrei evitato quella frase che ha alzato le attese: ‘Se parte Moise, arriverà uno forte come lui, oppure anche di più’. Questo, lo vedremo. Ma la domanda secondo me è un’altra: più di quanto segnerà Beto, dovremmo chiederci quante occasioni da gol sarà capace di creare la Fiorentina, che finora è a secco e ha mostrato molti problemi di stabilità, equilibrio, copertura, forse perfino fiducia in se stessa, insomma un macello calcistico itinerante in due partite.
Le considerazioni su Beto, Nije e Gnonto sono dunque condizionate dall’overdose di speranze dopo un mercato paperonesco, il più costoso di sempre in entrata e dalla promessa fatta da Paratici sul sostituto di Kean. Il giudizio è stato fatalmente spostato sui nomi. Poco sembra riscaldare _ trascinato su questo piano _ il ventottenne Beto, che pure è andato in doppia cifra in Italia (Udinese) e un poco meno in Inghilterra (Everton), ma con una discreta continuità di prestazioni. Magari sarà più forte o funzionale di Kean, ma lo vedremo e l’inizio è foderato da una discreta freddezza dopo l’impatto dei nuovi acquisti. Ci vorrà del tempo, certo, questo Paratici lo ha sempre detto. E ce ne vorrà anche per valutare Nije, che ha eleganza e corsa sulla fascia sinistra. E’ giovane e in serie A ha giocato e segnato poco, le doti personali poi devono inserirsi in un contesto più ampio e qui già le pressioni si sono moltiplicate. Quindi una scommessa, oppure un investimento se preferite. Gnonto dribbla molto e per ora la porta la vede poco, zero volte per essere esatti in Premier con Leeds, con 9 reti messe a segno in Championship. In ogni caso il mercato sta finendo e FINALMENTE la Fiorentina ha due esterni di attacco, il che ci porta a dire che proprio alla fine del mercato è stato fatto il passo in avanti che Grosso aveva messo ben chiaro in evidenza da subito: ‘Io ho sempre giocato con il 4-3-3…’. E Mastantuono? Chi si prenderebbe la responsabilità di lasciarlo fuori? Certo, un esterno atipico, un trequartista adattato a partire da destra. In questo caso credo che il 4-2-3-1 potrebbe essere il modulo più adatto, con tutte le incognite legate al centrocampo in versione ridotta… Lì posti in piedi, eppure ci vorrà un colpo per aggiungere il pezzo che manca (Thorstvedt?) oppure un regista come Torreira (nome non proprio a caso) se Fagioli poi troverà altre strade l’ultimo giorno di mercato. Che ansia, comunque. E un saluto al rapper che segnava parecchio, almeno il primo anno qui a Firenze, perché lo stile dell’addio è rientrato nel banale mood di un calcio che da tre edizioni non si qualifica al Mondiale. Che il Griddy sia con te, lassù a Como.
Nel frattempo il capitolo allenatore ha preso una prima piega sbilenca ed è purtroppo ovvio che sia così, sette gol incassati e zero fatti, Centenario horror davanti alla storia viola, cos’altro mancava per rovinare l’inizio dopo gli schiaffi ricevuti a Roma? Non siamo nati ieri e neanche ieri l’altro, perciò sappiamo che l’ingaggio di Grosso è nato da una stima sincera da parte di Paratici, ma anche dalla riconoscenza garantita da un tecnico lanciato in un’avventura nobile a quasi 50 anni, dopo tanta gavetta in panchina. Certo la formazione della prima partita a Roma ci ha fatto venire il mal di capo prima e dopo, immaginando soprattutto che Grosso l’abbia concepita senza tenerla nascosta a Paratici. Con il quale _ com’è inevitabile che sia _ si confronta almeno 23 ore al giorno su tutte le questioni, figuriamoci sul biglietto da visita della prima formazione vera. Valutando che il parto è stato condiviso, la considerazione non è consolante.
Allora il punto è: Grosso rischia? Quasi mi vergogno a scriverlo dopo due partite, ma in giro se ne parla eccome. Dico la mia, perché so bene come funziona nel calcio quando la reputazione personale viene messa a rischio, soprattutto quella di chi fa le scelte (oltre una linea rossa vengono mollati tutti, senza pietà). Nel caso di Paratici però si va oltre, Grosso è il primo sigillo della sua operazione di rinascita e sono convinto che lo proteggerà da ogni tempesta. Con forza e convinzione, almeno per un po’, perché così fan tutti.


