La meglio gioventù viola: da Aquilani a Favasuli, il vivaio continua a fare scuola
C’è molta Fiorentina dentro alcune delle storie più sorprendenti regalate dalla terza giornata di Serie A. C’è Alberto Aquilani, capace con il suo Sassuolo di infliggere alla Juventus la prima sconfitta in campionato. E c’è soprattutto Costantino Favasuli, debuttante pochi giorni fa in Champions League contro l’Arsenal e subito decisivo alla prima apparizione nel massimo torneo: suo l’assist per il gol con cui Lobotka ha piegato il Bologna. Due percorsi oggi lontani da Firenze, ma nati e cresciuti all’interno dello stesso laboratorio viola. Aquilani, nei suoi anni alla guida della Primavera, ha conquistato cinque trofei - tre Coppe Italia e due Supercoppe - e contribuito alla formazione di una generazione che continua ad affacciarsi con successo nel grande calcio. Dietro quei risultati, però, c’è soprattutto la programmazione del settore giovanile diretto da Valentino Angeloni, figura decisiva nella costruzione di una filiera diventata ormai uno dei patrimoni più solidi della Fiorentina.
La fabbrica viola non smette di produrre
Favasuli è soltanto l’ultimo prodotto di una scuola che negli ultimi anni ha seminato talenti in Italia e all’estero. Michael Kayode è diventato una certezza del Brentford in Premier League, Pietro Comuzzo ha lasciato Firenze dopo essersi imposto nel giro dei titolari viola, mentre Daniele Ghilardi è approdato alla Roma. Lorenzo Lucchesi gioca con continuità nel Monza, Lorenzo Amatucci si è preso le chiavi del centrocampo del Deportivo e Jonas Harder ha proseguito il proprio percorso al Basilea. Storie differenti, accomunate però da una formazione tecnica e umana ricevuta nel vivaio viola. Il merito di Aquilani nella valorizzazione di molti di loro è evidente, ma altrettanto centrale è stato il lavoro di Angeloni: scouting, organizzazione, scelta degli allenatori e capacità di accompagnare i ragazzi lungo un percorso pensato per prepararli al calcio professionistico. I successi della Primavera rappresentano così soltanto la parte più visibile di un progetto molto più ampio.
Il rimpianto Favasuli e un patrimonio da proteggere
Proprio l’esplosione di Favasuli alimenta oggi qualche rimpianto. La Fiorentina lo ha lasciato partire a titolo definitivo per il Catanzaro forse con un pizzico di fretta, conservando però il 50% sulla futura rivendita: una clausola che tutela almeno sul piano economico il lavoro svolto durante la sua crescita e che ha già garantito al club viola un ritorno dopo il successivo passaggio al Napoli. Una scelta intelligente nella formula, anche se resta il dubbio che quel talento potesse essere valutato più a lungo a Firenze. Alle spalle, intanto, continua a spingere un esercito di giovani: Martinelli, Caprini, Romani e Rubino sono ancora legati alla Fiorentina e sperano un giorno di tornare alla base da protagonisti. È il segnale più forte del lavoro di Angeloni e di Aquilani: la Fiorentina non ha semplicemente vinto trofei giovanili, ma ha creato calciatori veri.


