Vanoli in conferenza: "Dragusin e Atta recuperati. Col Napoli servirà coraggio. Ecco quando offrirò una cena al gruppo"
Antivigilia di campionato in casa Fiorentina. A due giorni dalla gara contro il Napoli (in programma domenica allo stadio Artemio Franchi alle ore 12.30) il tecnico viola Paolo Vanoli ha preso la parola dal media center del Viola Park per introdurre tutti i temi legati alla gara contro gli azzurri, che nell'ultimo turno hanno battuto 1-0 il Bologna. Ecco le parole dell'allenatore nel consueto LIVE di Firenzeviola.it:
La gara col Napoli è un esame per valutare il valore della sua squadra?
"No, ho detto più di una volta che la squadra ha bisogno di guardare al futuro. Affrontiamo una squadra forte: sarà una bella sfida da giocare con coraggio e senza paura. Dobbiamo lavorare su noi stessa, non ho nessuna curiosità, ho detto ai ragazzi cosa voglio. Dobbiamo uscire dal campo con la convinzione di aver fatto un ulteriore step".
Ci può dire come sta la squadra?
"Noi stiamo bene, anche Atta ha recuperato: gli è mancato un po' di continuità di allenamenti nello scorso periodo. Dragusin ha recuperato, oggi ha fatto allenamento con noi".
Qual è il maggior pericolo del Napoli?
"Anche se ha fante assenze, il Napoli ha una rosa forte che può lottare per lo scudetto. Sono tanti i giocatori forti che possono risolvere la partita. Io sono innamorato di De Bruyne che sa entrare negli spazi e ci può mettere in difficoltà. Non sono io che lo scopro".
L'idea del doppio play Oulai-Fagioli può essere una possibilità col Napoli?
"Ognuno vede il calcio come vuole, poi c'è l'interpretazione. Io penso che per la tipologia di gioco che abbiamo, con talento, forse due play ci possono servire: in base alla partita può servirne anche uno solo. La parola d'ordin però è equilibrio, oltre ovviamente alla continuità. Abbiamo giocatori giovani e con qualità che sanno averla ma ad andare a giro per il campo spesso si perde l'equilibrio in fase difensiva. Col Pisa non abbiamo preso gol e questo ci fa piacere ma siamo solo all'inizio di un percorso e col Napoli dovremo sicuramente soffrire. Adesso prima di ogni altra cosa voglio vedere sacrificio, poi ad altre cose penseremo dopo".
Quanto diventerà importante per tutto il gruppo sentirsi parte attiva?
"Ho la fortuna di avere tanti titolari che possono entrare e dare il loro contributo, il migliore in campo col Pisa per me è stato Gnonto che ha fatto un grande lavoro anche in fase di non possesso. Per costruire qualche cosa bisogna partire da delle basi e chi entra deve dare sempre il suo contributo. Per essere squadra bisogna fare anche cose così".
Quanto è stata importante la grigliata di ieri?
"Quando troveremo l'obiettivo giusto da centrare volentieri offrirò qualcosa anche io ai ragazzi. Della grigliata di ieri mi fa piacere parlare perché queste sono cose belle: è stata importante per stare insieme e per la costruzione di un gruppo".
In attacco è orientato a scegliere Pellegrino o Beto contro il Napoli?
"Quando hai una rosa con due giocatori così importanti in rosa è un vantaggio per l'allenatore poter scegliere. Per un attaccante il primo obiettivo deve essere il gol ma adesso è fondamentale giocare per la squadra. Sono due giocatori diversi che possono dar sfogo alla squadra in modo diverso. Un tecnico scegliere per tanti motivi e io ho la fortuna di poter scegliere. Non so dire se ci può essere un titolare fisso: conosco bene entrambi e lavorano tanto per la squadra. Il bello di avere una rosa competitiva è che tutti hanno una settimana per dimostrare il loro valore ma non voglio egoismi".
La Fiorentina può permettersi due terzini titolari come Jimenez e Valdepenas?
"Penso che Valdepenas stia crescendo molto, in prospettiva futura può diventare davvero molto importante. Poi in quel ruolo posso far giocare anche Viery che mi ha sorpreso per concentrazione e determinazione nel voler imparare le cose. Quando saremo più padroni del campo, possiamo permetterci anche certe caratteristiche ma ad ora è essenziale l'equilibrio in campo. Adesso dobbiamo fare partita per partita".
C'è un rigorista nella Fiorentina? C'è una gerarchia?
"Dopo gli errori dell'anno scorso non voglio più sbagliare... Gonçalves li sa tirare, esattaente come Mastantuono. In base a chi gioca c'è una gerarchia. Poi è giusto che in campo ognuno abbia una sua personalità l'importante è lavorare al servizio della squadra e non del singolo".
Come ha trovato Gonçalves e come lo vede bene in campo?
"È un giocatore di valore che sa stare bene in campo. Ci ho parlato e gli ho chiesto dove pensava che si potesse esprimere meglio. A lui piace giocare dentro al campo, almeno da come l'ho studiato. Quando gioca tra le linee sia lui che Atta hanno valori importanti. Da grande professionista mi ha detto che per il bene della squadra è disposto anche a giocare largo. Però sono d'accordo che dentro il campo sia un elemento qualitativo".
Cosa pensa di Allegri? La Fiorentina può fare la partita con il Napoli o aspetterà?
"Parliamo di un grande allenatore, un vincente. Il suo concetto di "aspettare" e non fare la partita può essere una strategia ma noi anche se palleggeremo dovremo essere ancora molto più attenti in fase difensiva perché il Napoli ha l'attaccante più veloce della Serie A in campo aperto. Ecco perché le marcature preventive saranno essenziali".
Qual è il ruolo di Dodo nella sua squadra? È dentro al progetto viola?
"Per me tutti i giocatori, specie quelli che conosco io, sono dentro il progetto. Magari sono cambiate le gerarchie e dovrà pedalare per trovare un posto. Ma io in vita mia non ho mai fatto fuori nessuno. Da quando sono qui Dodo si sta allenando benissimo: magari dovrà essere più bravo di altri per avere un posto in campo. Il resto non conta nulla".


