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Vanoli: "Fagioli deve fare uno step. Al VP abbiamo lavorato sui dettagli"

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Redazione FV
per Firenzeviola.it
Oggi alle 21:29Primo Piano
autore Redazione FV
08.10.2026 21:29Primo Piano
www.imagephotoagency.it
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L'allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha parlato ai microfoni di DAZN in una lunga intervista, affrontando diversi temi a due giorni dalla sfida in trasferta contro il Genoa.

Quanto è entusiasta del ritorno a Firenze?
"L’entusiasmo per essere rientrato si vede anche dalla mia espressione. Ho accolto questa opportunità con grande entusiasmo e con il desiderio di costruire qualcosa di importante. Non penso a rivincite, non è nella mia natura. Do grande valore a ciò che abbiamo fatto nella scorsa stagione, ma ormai è il passato. Adesso dobbiamo concentrarci sul futuro, con una squadra giovane e ricca di talento".

Quali sono le differenze tra il gruppo di quest'anno e quello dell'anno scorso?
"Sono due squadre che non possono essere messe a confronto. L’anno scorso sono arrivato a novembre, quando avevamo soltanto quattro punti e una situazione che, secondo le statistiche, sembrava rendere quasi impossibile la salvezza. Nessuno era mai riuscito a farlo in quelle condizioni. Oggi, invece, abbiamo una squadra profondamente rinnovata e che sta mostrando le basi di un progetto rivolto al futuro".

Le sta piacendo l'atteggiamento dei suoi ragazzi?
"Quest’anno sono arrivato prima e avevo detto che il primo obiettivo doveva essere quello di diventare una vera squadra. Il talento non mancava e c’erano tutte le possibilità per conquistare più punti. Per me, però, era fondamentale mettere il talento al servizio del collettivo. Ho trovato un gruppo con tanta voglia di lavorare e di fare bene. I due risultati ottenuti sono soprattutto il frutto del loro atteggiamento e della loro disponibilità. Abbiamo ancora molto da migliorare, anche perché si tratta di ragazzi giovani. È inevitabile commettere qualche errore, ma con questo spirito possiamo affrontare il percorso con tranquillità".

Che percorso di crescita sta facendo Fagioli?
"Ricordo una sua vecchia intervista nella quale diceva che, arrivati a una certa età, bisogna assumersi la responsabilità di diventare leader. Credo che ora per lui sia arrivato proprio quel momento. Ha sempre avuto grande talento, anche se non sempre è riuscito a esprimerlo con continuità. Sono molto soddisfatto del lavoro che ha fatto lo scorso anno, interpretando un ruolo secondo le sue caratteristiche. Lo dimostrano sia i numeri sia la convocazione in Nazionale. Nel calcio di oggi è importante saper ricoprire più posizioni. Fagioli è un giocatore molto intelligente dal punto di vista tattico: può agire da mezzala di costruzione, da doppio play oppure da regista unico. La convocazione in Nazionale rappresenta la consacrazione di un nuovo Nicolò. Ora è un calciatore di talento che deve compiere l’ultimo passo e diventare un leader".

La sosta può avervi aiutato?
"Non avendo svolto il ritiro, queste settimane sono state molto utili. Dal punto di vista tecnico e tattico, però, le numerose assenze hanno avuto il loro peso. Chi è rimasto ha comunque avuto la possibilità di lavorare sui dettagli, sulle nostre idee e sulla metodologia che vogliamo adottare. Anche per me una sosta così lunga rappresentava una novità e credo possa avere sia aspetti positivi sia negativi. Oggi i giocatori trascorrono molto tempo lontano dai club. Inoltre, con tre settimane a disposizione, le Nazionali possono convocare un numero maggiore di calciatori. Per questo è fondamentale che tra club e Nazionali ci siano comunicazione, collaborazione e un rapporto sempre più continuo".

Che impressione le ha fatto Mastantuono?
"Mi ha impressionato soprattutto per la sua umiltà, la disponibilità al lavoro e la lucidità. A Venezia ho fatto un esempio: vedere un ragazzo così giovane, davanti alle telecamere, assegnare il riconoscimento di migliore in campo a Fagioli significa aver compreso davvero il valore del concetto di squadra. Il suo talento, del resto, credo sia stato riconosciuto anche dal Real Madrid. Ora per lui comincia una fase importante di crescita. Il campionato italiano è molto tattico, ma lui ha l’atteggiamento giusto e, continuando a lavorare con questa determinazione, può diventare un giocatore importante sia per la Fiorentina sia per la Nazionale".

Che coppia è quella formata da Beto e Pellegrino?
"Sono molto soddisfatto di loro. Sono due attaccanti di grande valore e con caratteristiche differenti, proprio per questo riescono a completarsi. La cosa più importante, però, è che entrambi mettono le proprie qualità al servizio della squadra. Sono convinto che, continuando così, potranno dare un contributo importante alla Fiorentina".

per Firenzeviola.it

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