"AMARCORD", La classe operaia va in Paradiso e...batte la Juventus!
Gigi Sacchetti, Alessio Tendi, Nicola Berti... E poi Luca Cecconi, Alberto Di Chiara, come dire... la classe operaia va in Paradiso e batte la Juventus. Certo, non mancavano nomi da Oscar come Baggio, Passarella, Antognoni, tutti uniti contro il nemico, ma gli attori principali erano loro, gli operai. Si era negli anni 80' e la partita contro i cosiddetti “gobbi” era... “la madre di tutte le partite, quella che vale un campionato”. Oggi non più, oggi persino Prandelli rifiuta quest'etichetta, tacciandola di provincialismo, però è innegabile che il tormentone sia già partito. Fiorentina-Juventus è o non è la partita dell'anno? Rimane ancora per i tifosi viola la madre di tutte le partite? E ancora: meglio battere la Juve ed avvicinarla in classifica oppure il Bayern tre giorni dopo? Firenze si divide, come sempre, anche se, per una volta, ci sembra di poter dire che la sfida contro i bianconeri passi in secondo piano se paragonata ad un ottavo di finale di Champions League.
Fiorentina-Juventus, quindi, la possiamo considerare come il primo tempo di una partita che dura quattro giorni, quelli più emozionanti della gestione Prandelli e, per la proprietà transitiva, della gestione Della Valle. Servirà lo spirito giusto, il famoso gruppo, la voglia di aiutarsi l'un l'altro ed a questo proposito il nostro consueto amarcord ha scelto due precedenti, due vittorie forse non tra le più celebrate ma certamente tra le più sofferte. La prima risale al 6 gennaio 1980 e fu un 2-1 firmato dalla strana coppia Gigi Sacchetti e Alessio Tendi per una Fiorentina convalescente che proprio da quella partita inizierà una rincorsa di 16 partite utili consecutive che la porteranno ad un passo dalla qualificazione Uefa. Obiettivo che, invece, non fallirà la Fiorentina di Aldo Agroppi che il 6 aprile 1986 trionfò sulla Juve di Platini che di lì a poco si laureerà campione d'Italia. Fu un 2-0 incredibile firmato Daniel Passarella con un colpo di testa imperioso su punizione di Antognoni e Nicola Berti per una delle sue interminabili sgroppate che lo hanno reso famoso. Fu sopratutto la vittoria di tutta Firenze che riempì l'allora stadio “Comunale” in ogni ordine di posti rappresentando, senza falsa retorica, il 12° giocatore in campo. Stasera si replica, stasera la cornice dell'Artemio Franchi sarà quella delle grandi occasioni, stasera sarà la prova generale per un miracolo che si chiama Champions League. E, si sa, l'appetito vien mangiando.


