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Che Kean vedremo a Firenze dopo la debacle azzurra? Verona e Lecce decisive
Segnatevi queste due date: domani, sabato 4 aprile, e lunedì 20, stesso mese, stessa ansia, sempre trasferte. Verona Bentegodi, Lecce Via del Mare. Stazioni decisive, anzi, definitive.
Contano tutto.
Appuntamenti cerchiati di rosso in agenda, che non possono essere falliti.
Se la Fiorentina riuscisse a prendersi come minimo 4 punti, ma sarebbe doveroso pensare al bottino pieno, con ragionevole certezza potremmo dichiarare un “quasi fatta per la salvezza”.
Il resto del percorso
Poi cosa resterebbe? A Firenze Lazio, Sassuolo, Genoa e Atalanta. Fuori Juventus e Roma. Passeggiate? No, niente di facile, per carità, ma se fossero state regolate in precedenza Verona e Lecce, il discorso diventerebbe interessante.
Ma sono due percorsi diversi e non possono essere messi sullo stesso piano anche se, gara per gara, i punti in palio sono sempre i soliti tre. Siamo all’ultimo chilometro della Milano-Sanremo, chi ha ancora birra nelle gambe spinge e chi non ce l’ha vede gli altri scappare. Sarà una bagarre, degna di un finale di una classica del ciclismo.
La concentrazione del branco viola è alta e non potrebbe essere altrimenti. Ci mancherebbe altro. La politica del lavoro “pancia a terra” è passata attraverso le pareti del Viola Park.
Il ritorno di Moise
L’Italia del calcio è sotto una pressa. Ieri le dimissioni di massa del vertice azzurro, Gravina, Buffon e Gattuso, sono la rappresentazione plastica del disastro, per altro l’ennesimo, del nostro pallone. Siamo in ginocchio e non sappiamo quando e come ci rialzeremo. Anche i giocatori, protagonista della Caporetto in Bosnia, rientrano alle rispettive basi con il morale sgonfio come un palloncino.
E’ così; rinunciare ad un Mondiale per un calciatore professionista è una disgrazia professionale. Soprattutto per chi non c’è mai stato e tra quattro anni magari non avrà l’età per sperare in una convocazione. Moralmente è un colpo, altro che storie. Stiamo sulla Fiorentina: Kean come tornerà? Nelle due gare con Irlanda del Nord e Bosnia, è stato uno die pochi a salvarsi, ha segnato 2 gol.
Ma sul piano psicologico sentirà il trauma o al contrario nella sua Fiorentina, impegnata nella lotta per non retrocedere, ritrerà subito stimoli eccezionali? Noi, conoscendo il suo temperamento da combattente, puntiamo sulla seconda ipotesi. La Fiorentina ha bisogno della sua fisicità e delle sue reti. Speriamo che la sua rabbia sia convertita in una feroce determinazione per portare al sicuro la squadra viola. E poi vedremo che succederà a giugno…
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