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Juventus, Belardi difende Spalletti: "Troppo facile discutere tutti ora, serve tempo"
Novanta minuti decideranno tutto per la corsa agli ultimi due posti rimanenti per la prossima Champions League, dietro ad Inter e Napoli. Come ha insegnato l'ultima giornata nulla è da dare per scontato, ma la Juventus deve sperare davvero in un miracolo visto che si ritrova con tre squadre davanti ed un derby con il Torino che non promette di essere una passeggiata.
L'ex portiere bianconero Emanuele Belardi ha parlato a TuttoMercatoWeb.com delle sue sensazioni su questo momento della squadra di Luciano Spalletti e non solo.
Si è dato una spiegazione su questo crollo della Juve con la Fiorentina?
"Per la Juve era la partita da vincere, la pressione era tutta sui bianconeri. Per la Fiorentina di pressione non ce n'era molta, al di là del fatto che si trattasse di una partita sentita contro una rivale storica. Come già successo quest'anno, i giocatori della Juve quando vanno sotto pressione ne risentono e crolla un po' tutto".
Servono dei leader per affrontare queste pressioni? E senza Champions sarebbe più difficile attrarne?
"La Juve è sempre la Juve. Poi bisogna dire che vediamo sempre più giocatori integri andare in Arabia Saudita e dunque il blasone non è tutto".
Uno di questi leader può essere Alisson in porta? Di Gregorio ha avuto altre difficoltà con i viola.
"Io credo che Di Gregorio non sia l'unico problema, non è che la Juve non vada in Champions per causa sua. È chiaro però che un problema c'è. Se fai tre gol, vinci 3-1, ma se hai anche difficoltà a fare gol questi errori li paghi ancora di più. Se Alisson sta bene ti metti in porta un portiere di assoluto valore".
De Gea dal lato opposto si è ritrovato. E si è parlato anche di lui come alternativa ad Alisson, per la Juventus.
"De Gea è stato un grandissimo portiere e le sue qualità restano intatte, ma con l'enorme rispetto che ho per lui penso che la Juve abbia bisogno di altro. Lo vedo in fase calante nella propria carriera".
Spalletti va messo in discussione in caso di mancata Champions, o è giusto guardare quanto di buono fatto?
"Oggi è facile mettere in discussione tutti. Spalletti è arrivato in corsa, la dirigenza era nuova, ci vuole tempo per mettere le basi".
Ci saranno altri colpi di scena per la corsa al quarto posto?
"Domenica il Milan gioca con il Cagliari, la Roma a Verona. C'è poco da sperare, credo che la classifica finale sarà questa per quanto riguarda la Champions".
Poche speranze anche per la permanenza di Conte al Napoli. Che ne pensa della sua stagione?
"Conte lo disse anche l'anno scorso quando lasciò un punto interrogativo, va detto, ma vediamo. E va detto che non si può vincere sempre. Ci sono anche le altre squadre, il Napoli ha avuto tanti infortuni. Conte innanzitutto deve interrogarsi sui motivi di questo aspetto. Poi dovrà ripartire".
In caso di addio di Conte, chi vedrebbe bene sulla panchina del Napoli?
"De Laurentiis ci ha abituato a colpi di scena, vedi Rudi Garcia o quando è andato su profili stranieri. La mentalità di De Laurentiis è più aperta di quanto si creda. Se si deve guardare alle nuove leve, credo che Italiano abbia fatto benissimo negli ultimi anni e abbia la personalità per guidare il Napoli".
In casa Inter bisogna cambiare in porta?
"Credo che Sommer vada via, a meno che non accetti di fare il dodicesimo e Josep Martinez si è sempre fatto sempre trovare pronto. Mi ha dato sempre la sensazione di ampia sicurezza nella gestione della partita e nel rendimento. Chiaro che poi un conto è essere chiamati in causa per alcune partite, un altro è essere il titolare di una squadra come l'Inter. A me piace, poi chi lo vede in allenamento lo conoscerà sicuramente meglio di me".
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