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Pirlo e Maldini, sta saltando tutto. Caos nazionale. Juve, affondo per Stones. Telenovela Kolo Muani, idea Zirkzee. Il Milan vuole Savinho e Guerreiro. Inter-Romero: ci siamo. Castro alla Roma. Comuzzo verso il Toro.
La scelta di Pirlo come Ct sta per far saltare in aria la Nazionale. Malagò riflette, cerca una difficile soluzione, Maldini pensa alle dimissioni, Pirlo indispettito è pronto al passo indietro. Sono ore convulse che potrebbero portare a un azzeramento totale delle cariche e del lavoro fatto nell’ultimo mese, c’è il rischio di dover ripartire da capo. E pensare che appena quattro giorni fa la presentazione in Lega di Maldini e Leonardo come Ds e advisor, nuovi vertici tecnici del calcio azzurro, era sembrata a tutti una grande soluzione.
Uomini nuovi, di grande carisma e spessore internazionale, l’esperienza giusta per rilanciare il calcio italiano e mettere le basi per iniziare un duro lavoro di ristrutturazione.
L’entusiasmo è durato poco. E’ bastata la prima decisione di Maldini, la nomina di Pirlo come Ct, a far scoppiare il caos.
Diciamo la verità: questa scelta non ha convinto nessuno. Forse neppure il presidente federale Malagò.
Pirlo piace solo a Maldini e Leonardo, hanno le stesse idee, sono in sintonia calcistica, ma il curriculum da allenatore è scarso. Una scelta controcorrente, sicuramente ardita e coraggiosa, ma capace di alzare altissimo il muro delle perplessità.
Da qui a scoprire che Pirlo non è solo inesperto, ma anche l’ambasciatore mondiale e protagonista della campagna pubblicitaria della più nota azienda russa di scommesse, è stato un attimo. Se ne sono sentite di tutte dai “rubli insanguinati” alla opportunità di accettare un contratto con una nazione impelagata in una guerra.
E così è entrata in campo la politica, persino il Codacons a confermare e urlare che Pirlo non è il Ct adatto.
Questioni calcistiche fuse a questioni morali: una miscela esplosiva.
E adesso? Malagò sta cercando una soluzione diplomatica. E’ abile. Ma forse non ha calcolato fino in fondo il carattere di Paolo Maldini, uno che ha preteso autonomia e adesso la rivendica. Se il presidente federale dovesse chiedergli di mollare Pirlo è assolutamente probabile che Maldini molli anche l’incarico. Leonardo è più incline al dialogo, ma la via d’uscita è strettissima.
Pensate davvero che poi, dopo averli bocciati, adesso Maldini possa richiamare Conte o Mancini?
E allora? Un soluzione c’è, ripartire da Silvio Baldini potrebbe essere l’opzione che mette d’accordo tutta l’opinione pubblica. Ma forse non tutto il calcio. E non Maldini.
Caos vero, inaspettato. Una situazione per molti versi paradossale mentre il nostro calcio boccheggiante sta aspettando un po’ d’ossigeno.
Oggi è il giorno cruciale, domani è in programma un consiglio federale della Figc, è probabile che Malagò porti in discussione anche questo grande tema.
In tema di mercato, invece, si aspettano le mosse della Juventus, oggettivamente ancora lontana dal tanto atteso rinnovamento. L’uscita di Openda verso il Lione alleggerisce il numero degli esuberi e libera le mani di Massara che deve cercare un attaccante gradito a Spalletti. Vlahovic per ora non ha citofonato e su Kolo Muani siamo alle solite. Sarà davvero una settimana buona? E’ l’ennesima settimana che lo scriviamo. Nel frattempo è stato proposto Zirkzee, l’operazione è complessa, ma ci stanno lavorando. La cosa più nuova però è un’altra, l’interesse per Stones. Il difensore inglese, 32 anni, è svincolato dopo i tanti trionfi con il City e sta valutando un’esperienza in Italia. I contatti con l’Inter non si sono chiusi, ecco spuntare la Juventus. Ma i corteggiatori ci sono anche in Premier. La pista non è calda, ma è stata aperta.
Caldissima e lunghissima invece la trattativa tra l’entourage di Romero e l’Inter. L’argentino vuole lasciare il Tottenham e De Zerbi l’ha già liquidato “chi non è contento qui vada pure”, Ausilio sta trattando da settimane sulla base dei cinquanta milioni, con prestito e obbligo di riscatto a fine stagione. C’è l’ok del giocatore, ci vorrà tempo, ma l’Inter lo vuole a tutti i costi. Invece non vuole cedere Bastoni anche se Mourinho s’è rifatto sotto. Il Real sa che servono settanta milioni.
Intanto il vertice fra Cardinale e Amorim ha partorito la convinzione che al Milan servono esterni offensivi di grande qualità. Il primo della lista è il brasiliano Savinho, talento del City. Transfermarkt lo valuta 35 milioni, i rossoneri ne hanno messi sul piatto una cinquantina. Ma si guarda anche al portoghese Guerreiro, 32 anni, uomo di fascia alto o anche basso, svincolato dal Bayern. Nel frattempo cedere Leao a 60 milioni è complicatissimo. Il Galatasaray lo ha trattato per il prestito, no del Milan.
Fatta invece per il centravanti argentino Santiago Castro, 21 anni, dal Bologna alla Roma. Trenta milioni più cinque di bonus è il valore dell’affare, un’arma in più per Gasp. A Bologna andrà Dovbyk, ma i due colpi sono separati. Il Torino ha scelto il difensore che mancava, è Pietro Comuzzo, 20 anni, della Fiorentina. Il ragazzo deve cambiare aria dopo una stagione deludente e i troppi condizionamenti che si porta dietro visti anche nelle prime gare amichevoli. Oggi dovrebbe esserci l’incontro decisivo, la Viola lo presta, lo vuole tenere comunque legato, è un talento da rilanciare, due anni fa sono stati rifiutati 30 milioni dal Napoli.
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