Grosso a vent'anni dal Mondiale azzurro: "Il quinto rigore lo voleva tirare Del Piero..."
Mancano tre giorni al 9 luglio 2026. Una data che segnerà i vent’anni dal trionfo azzurro di Berlino, nel 2006. Il grande protagonista fu Fabio Grosso, tiratore del quinto rigore che consegnò all’Italia il quarto Mondiale della sua storia, dopo essere già stato decisivo con l’Australia e, soprattutto, in semifinale con la Germania: “Abbiamo raggiunto il picco massimo di emozioni che si possono toccare nello sport - racconta l’allenatore della Fiorentina a Vivo Azzurro TV -, da ragazzo era difficile anche solamente sognare quello che abbiamo fatto. Gli anni passano, ma quelle sensazioni sono rimaste”.
"Lippi decise chi doveva tirare"
Nel corso dell’intervista, Grosso ha raccontato un retroscena: “Volevo tirarlo il rigore. Anche Del Piero avrebbe voluto calciare il quinto, ma è stato Marcello Lippi a stabilire l’ordine dei tiratori. Per arrivare a tirare quel rigore ho dovuto fare tanta strada, ho affrontato molte avversità”.
"Sognavo la Serie A..."
L’ex terzino ha poi ripercorso la sua carriera: “È stata atipica. Ho calcato per tanti anni i campi di categorie inferiori. Sono partito dall’Eccellenza, dove ho giocato per quattro anni, ho fatto un campionato interregionale, poi tre anni di C2. Il sogno era quello di arrivare in Serie A, quando si è avverato ho iniziato a spostare l’asticella sempre più in alto. Non ho fatto la classica trafila nelle giovanili azzurre. Il mio è stato un percorso diverso, ma che mi ha dato tanto”.
"Oggi voglio un calcio di passione e qualità"
Oggi, Grosso vive una nuova vita, dopo il Sassuolo c’è la sfida Fiorentina: “Sono un allenatore che prova a fare le cose in cui crede nella maniera migliore possibile, cercando di far esprimere al massimo i ragazzi che ho a disposizione. Voglio un calcio fatto di passione, energia, coraggio e qualità. Modello Lippi? Per il mister le parole potrebbero non bastare. Ci ha messo tantissimo del suo per ottenere quello che abbiamo ottenuto, gliene saremo per sempre grati”.


