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Firenze e la Fiorentina, 100 anni di passione ViolaTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 08:00Altre Notizie
di Redazione TMW

Firenze e la Fiorentina, 100 anni di passione Viola

Firenze si tinge d'orgoglio e celebra il suo Centenario, un romanzo d'amore puro nato il 29 agosto 1926 e lungo cento anni di passione calcistica.
Oggi, 29 agosto 2026, la ACF Fiorentina compie esattamente 100 anni di storia. Un secolo fa, dalla fusione tra la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas e il Club Sportivo Firenze, nasceva una delle società più iconiche, passionali e cromaticamente uniche del panorama calcistico mondiale. Cento anni di amore viscerale, espresso attraverso quel colore viola che dal 1929 è il simbolo indiscusso di Firenze nel mondo. Dallo storico fondatore, il marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, fino ai giorni nostri, la storia della Fiorentina è un romanzo fatto di trionfi epici, rinascite orgogliose e, soprattutto, di campioni leggendari che hanno infiammato il pubblico del Comunale (poi stadio Artemio Franchi).

L'Unico 10: Giancarlo Antognoni, la bandiera per sempre

Se la Fiorentina ha un volto, un'anima e un simbolo eterno, quel simbolo è Giancarlo Antognoni. Il più grande calciatore della storia viola di tutti i tempi, l'"Unico 10" indiscusso. Arrivato a Firenze nel 1972 a soli 18 anni, ha legato l'intera carriera alla maglia viola, rifiutando negli anni le offerte economiche e i successi quasi certi che le grandi del Nord gli prospettavano. Con la Fiorentina ha collezionato il record assoluto di presenze per un giocatore di movimento (429 partite), vincendo la Coppa Italia nel 1975 e accarezzando lo scudetto sfumato nel 1982, Antognoni a Firenze è andato oltre il calcio: ha giocato "guardando le stelle" con la sua eleganza aristocratica, ha rischiato la vita in campo nello scontro con il portiere Martina nel 1981, ed è diventato Campione del Mondo con la Nazionale nel 1982 da giocatore della Fiorentina. Per motivi personali Antognoni non sarà fisicamente presente alla festa del Centenario, un'assenza che pesa sul cuore dei tifosi, ma che non scalfisce minimamente il mito: lui resta, ieri come oggi e per i primi cento anni, la bandiera della Fiorentina per sempre.

Kurt Hamrin: il volo eterno dell' "Uccellino"

In una linea temporale ideale di fuoriclasse, il testimone della classe purissima passa direttamente dalle mani di Julinho a quelle di Kurt Hamrin. Soprannominato "Uccellino" per la leggerezza, la rapidità e l'eleganza con cui saltava gli avversari e fluttuava in area di rigore, l'asso svedese ha segnato l'immaginario collettivo di Firenze tra il 1958 e il 1967. Con la maglia numero 7 sulle spalle, Hamrin ha scritto pagine indelebili di storia:Il primato dei gol, con 208 reti totali in tutte le competizioni (di cui 151 in Serie A), è stato a lungo il miglior marcatore all-time del club, superato in campionato solo da Gabriel Batistuta per un solo gol di scarto. I trionfi: È stato il trascinatore della squadra che nel 1961 ha conquistato la Coppa Italia e la storica Coppa delle Coppe, il primo trofeo europeo sollevato da un club italiano. Ha replicato il successo in Coppa Italia nel 1966, fungendo da fondamentale "chioccia" per i giovani che tre anni dopo avrebbero vinto il secondo scudetto.Il record storico, porta la sua firma il record insuperato in Serie A di ben 5 gol segnati in una singola partita in trasferta (Atalanta-Fiorentina 1-7 del 2 febbraio 1964). Come molti altri grandi, Hamrin è rimasto talmente stregato da Firenze da sceglierla come città della sua vita anche dopo il ritiro, lasciando un vuoto immenso nella comunità viola al momento della sua scomparsa nel 2024.

L'epopea del primo Scudetto: Julinho e Montuori

La prima grande Fiorentina d'oro, quella guidata in panchina da Fulvio Bernardini, spezza il dominio delle grandi del Nord nella stagione 1955-1956, conquistando il primo storico Scudetto. Quella squadra poggiava sul talento purissimo di due interpreti straordinari, Julinho, ala destra brasiliana dalla classe immensa, considerato uno dei più grandi dribblatori della storia del calcio, con le sue finte e i suoi cross pennellati rese la fascia destra un'opera d'arte. Miguel Montuori: Italo-argentino dall'eleganza innata e dall'intelligenza tattica superiore. Interno d'attacco formidabile, Montuori formò con Julinho una catena offensiva devastante, segnando un'era e trascinando i viola anche alla finale di Coppa dei Campioni nel 1957 contro il Real Madrid di Di Stéfano.

La "Fiorentina Ye-Ye" e il secondo Tricolore (1969)

Alla fine degli anni '60, sotto la guida di Bruno Pesaola e la presidenza Baglini, Firenze si innamora della "Fiorentina Ye-Ye". Una squadra giovanissima, sbarazzina e sfrontata, che prende il nome dal movimento musicale giovanile dell'epoca, contro ogni pronostico, quel gruppo di ragazzi terribili conquista il secondo Scudetto nel 1968-1969. I simboli di quella straordinaria cavalcata furono bandiere e campioni come Giancarlo De Sisti (detto Picchio), il regista e cervello della squadra, Claudio Merlo, dinamismo e tecnica a centrocampo, Giancarlo Galdiolo e Ugo Ferrante, baluardi difensivi, i gol decisivi di Mario Maraschi e il talento del giovane Luciano Chiarugi.

Il Divin Codino: Roberto Baggio

Se c'è un giocatore che ha incarnato l'essenza dell'arte fiorentina prestata al calcio, quello è Roberto Baggio. Arrivato giovanissimo da Vicenza e tormentato dai gravissimi infortuni alle ginocchia, a Firenze Baggio rinasce e si consacra al calcio mondiale. Tra il 1985 e il 1990 regala magie e gol d'autore (memorabile la sua serpentina contro il Napoli di Maradona). Il suo trasferimento alla Juventus nel 1990 scatenerà una vera e propria rivolta di piazza a Firenze, a testimonianza di un legame emotivo mai interrotto, culminato nel celebre rifiuto di calciare un rigore da ex e nella raccolta della sciarpa viola tornato al Franchi.

L'era d'oro degli anni '90: Batistuta e Rui Costa

Gli anni novanta portano a Firenze una delle coppie più devastanti, romantiche e iconiche della storia della Serie A, Gabriel Omar Batistuta: Il Re Leone, arrivato nel 1991, resta a Firenze anche dopo la retrocessione in Serie B, giurando amore eterno alla maglia. Diventa il miglior marcatore della storia della Fiorentina in Serie A con 152 gol, celebrati con la sua iconica esultanza "della mitraglia" sotto la Fiesole. Forza fisica straripante, colpo di testa e un tiro fulmineo che gonfiava le reti della terra e d'Europa (come il celebre gol a Wembley contro l'Arsenal). Manuel Rui Costa: Il partner perfetto. Il trequartista portoghese arriva nel 1994 e mette la sua classe aristocratica, i suoi assist millimetrici e la sua visione di gioco al servizio di Batistuta. Insieme a "Batigol", guidati da Claudio Ranieri prima e Giovanni Trapattoni poi, riportano la Fiorentina a vincere la Coppa Italia (1996 e 2001) e la Supercoppa Italiana, regalando notti magiche in Champions League. Cento anni dopo, la storia continua. Dal primo pallone calciato nel 1926 alle storiche finali europee recenti, la Fiorentina festeggia il suo centenario con l'orgoglio di chi ha sempre difeso la propria identità, fiera del proprio passato e con lo sguardo rivolto al futuro.

La storia della Fiorentina non è fatta solo da chi ha indossato la maglia in campo, ma anche – e soprattutto – da quelle figure leggendarie che hanno popolato gli spalti del Comunale e del Franchi.

Personaggi unici, passionali e sanguigni, che hanno incarnato l'essenza stessa dell'essere fiorentini e che oggi, nel giorno del Centenario, vengono ricordati con commozione. Ecco alcune anime immortali del tifo viola che hanno accompagnato questi primi 100 anni di storia:I tifosi storici e i "personaggi" della tribuna Rigoletto Fantappiè: Un "tifoso gentiluomo", custode di aneddoti incredibili – come la storica "battaglia delle seggiole" nella sede di via de' Saponai nel dopoguerra – e maestro di vita per tutto il mondo del tifo organizzato. Insieme al Pompa, a Fantechi, a Ciuffi, a Tanturli e a Vuturo, Rigoletto compone quel pantheon di anime che hanno reso unica la storia della tifoseria viola e di tutta Firenze Mario Fantechi: Altro pilastro della tifoseria storica, uomo d'altri tempi che ha vissuto le epoche d'oro dei primi scudetti, portando la passione viola ovunque con dignità, attaccamento e una fedeltà incrollabile ai colori. Mario Ciuffi: Impossibile dimenticare la sua sciarpa viola perennemente al collo, e la celebre "frustata" d'ordinanza con cui accoglieva i giornalisti e gli avversari. Nato a Firenze il 22 ottobre 1934, storico tifoso e ambasciatore della fiorentinità conosciuto da tutto il mondo viola, è scomparso il 18 febbraio 2013 portando la sua amata Fiorentina nel cuore. Entrato a far parte della prestigiosa Hall of Fame Viola nell’edizione 2013, per sempre tra i Grandi della nostra Storia! Una presenza fissa nelle tv locali e allo stadio, custode di aneddoti e di una passione verace che manca enormemente a tutta Firenze.

Le guide della Curva Fiesole e degli Ultras

Stefano Biagini, detto "Il Pompa": Il capo carismatico degli Ultras Viola. Una figura monumentale per la Curva Fiesole degli anni '70 e '80. Condottiero d'altri tempi, rispettato da tutte le tifoserie d'Italia per la sua lealtà e il suo coraggio. Ha guidato la curva nell'era delle grandi coreografie e delle storiche rivalità, rimanendo un simbolo eterno di ribellione e amore puro per la Fiorentina. Valter Tanturli: Lo storico e indimenticato presidente del Viola Club Vieusseux. Un gigante del tifo organizzato, capace di coniugare la mentalità di curva con una straordinaria capacità aggregativa. Sotto la sua guida, il tifo viola ha trovato una struttura e una voce potente, capace di farsi rispettare in ogni trasferta d'Italia e d'Europa. Pietro Vuturo: Colonna portante degli Ultras 1972, Pietro ha attraversato decenni di storia della Curva Fiesole, rimanendo sempre un punto di riferimento per le vecchie e le nuove generazioni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto immenso, ma il suo nome continua a essere cantato e onorato sui gradoni della Fiesole come esempio di coerenza, mentalità e attaccamento viscerale alla maglia e alla città.

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