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Quagliata, il Gladiatore italiano del Deportivo: "Mi sono tatuato la data della promozione"
La nostra intervista al laterale palermitano classe 2000, passato anche dalla Serie A con la maglia della Cremonese nel 2022-2023.
Ci sono storie che cambiano una carriera e altre che cambiano una vita intera. Per Giacomo Quagliata, laterale classe 2000, la città galiziana di A Coruña è diventata entrambe le cose. Arrivato al Deportivo la scorsa estate, il palermitano ha trovato proprio in Spagna il luogo ideale per rilanciarsi, diventando uno dei protagonisti della storica promozione nella Liga conquistata il 24 maggio 2026 e riportando quindi il club biancoblù nella massima serie dopo otto lunghissime stagioni di assenza. Un traguardo così speciale da meritarsi un tatuaggio con quella data, simbolo di un legame ormai indissolubile con il Deportivo e con una piazza che lo ha letteralmente adottato. Oggi Quagliata è uno dei beniamini del Riazor, dove tutti lo chiamano "Il Gladiatore" per il modo in cui interpreta ogni partita. In vista delle amichevoli contro Fiorentina (stasera) e Genoa (sabato), TuttoMercatoWeb.com l'ha raggiunto in esclusiva per raccontare dall'interno questa simbiosi tra lui e gli Herculinos.
Quagliata, cosa l'ha convinta a volare in Spagna e scegliere il Deportivo l'estate passata?
"L'anno della Serie A con la Cremonese, nel 2022-2023, ho collezionato 20 presenze. Purtroppo a fine campionato siamo retrocessi e da lì le cose si sono complicate un po'. Quando è arrivata la possibilità di andare al Deportivo non ho avuto dubbi, perché giocare in Spagna è sempre stato un mio pallino. Posso dire che è stata la scelta migliore che potessi fare".
Si è tatuato la data della promozione nella Liga. Quanto rappresenta per lei quel momento?
"È un ricordo che porterò con me per sempre. Dietro quella promozione ci sono tantissimi sacrifici, tanto lavoro e tanti momenti difficili. È stato probabilmente l'anno più importante della mia vita. Qui il calcio si vive in una maniera incredibile, la passione della gente è qualcosa di unico e quello che abbiamo vissuto resterà dentro di me per sempre".
In quel di A Coruña ormai la conoscono come 'Il Gladiatore'. Le piace questo soprannome?
"Mi fa davvero piacere. È nato perché in campo non mi risparmio mai, cerco sempre di dare tutto fino all'ultimo minuto. Sapere che i tifosi riconoscono questo spirito e apprezzano il mio modo di giocare è motivo di grande orgoglio".
Se ripensa al suo percorso, dalla gavetta in Serie D alla C, passando per l'Eredivisie, la A e la B, fino alla Segunda División e adesso alla Liga: cambierebbe qualcosa?
"Assolutamente no. Sono partito dalla Serie D e ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa. Ho avuto la fortuna di crescere accanto a calciatori molto più esperti di me e tutto quello che ho vissuto mi ha aiutato a diventare il giocatore e la persona che sono oggi".
A proposito di esperienza, in Italia vi aspettano due amichevoli prestigiose contro Fiorentina e Genoa. Che indicazioni potranno darvi?
"Saranno partite molto importanti. Affronteremo due squadre di alto livello, con tanti giocatori di qualità, e capiremo meglio dove possiamo ancora migliorare. Questo doppio test ci servirà per arrivare nelle migliori condizioni possibili all'inizio del campionato".
Sente di avere una rivincita da prendersi con il calcio italiano e la Serie A?
"No, sinceramente no. Oggi sto bene, sono felice al Deportivo e ad A Coruña mi sento davvero a casa. Il mio desiderio è restare qui il più a lungo possibile. Poi nel calcio si sa, mai dire mai, ma in questo momento penso soltanto a godermi questa esperienza".
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