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Mastantuono alla Fiorentina un colpo pazzesco ma è come Endrick al Lione: serve spendere e credere nello scouting per i migliori talenti. Giovani italiani: attenzione perché qualcosa sta cambiando davveroTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 01:15Editoriale
di Marco Conterio

Mastantuono alla Fiorentina un colpo pazzesco ma è come Endrick al Lione: serve spendere e credere nello scouting per i migliori talenti. Giovani italiani: attenzione perché qualcosa sta cambiando davvero

Franco Mastantuono alla Fiorentina è un colpo straordinario, finanche da far gridare alcuni che 'questo è un arrivo che non si vedeva dai tempi dei grandi innesti dell'era cecchigoriana'. Senza scomodare i profani santi dal Portogallo e dall'Argentina, Rui Costa e Batistuta, la formazione viola ha preso giocatori di valore internazionale nelle ultime annate. Al netto dell'esagerazione e dell'esasperazione delle speranze, urge ricordare che gli ultimi due trofei sulle sponde dell'Arno li hanno conquistati Roberto Mancini e Claudio Ranieri, nessuno i Della Valle e i Commisso, Mastantuono è un grande colpo per la Fiorentina. Perché è un talento meraviglioso: trequartista, esterno destro capace di rientrare sul mancino e disegnare arcobaleni. Solo che a Firenze sbarcherà in prestito senza opzioni, senza la possibilità di legarlo alle bellezze della città carriera natural durante, ma neppure per un altro anno in più. Dodici mesi e poi via, un po' come accaduto a Endrick all'Olympique Lione. Bene, bravo, niente bis. E questo dà la chiara dimensione di quel che è ora il nostro campionato, nella fascia meno nobile a livello di risultati dell'ultimo periodo. Anzi, se pensiamo all'idea di prendere Suzuki in prestito dal PSG della Juventus, ai parametri zero dell'Inter, pure laddove luccica(va)no brillanti e trofei.

La rivoluzione della Fiorentina e la dimensione del calcio italiano

La Fiorentina aveva bisogno di tante cose, tra queste di nuovi calciatori, non v'è dubbio alcuno che questa estate ne abbia portati tanti e tutti interessanti e di prospettiva. Ha aumentato valore e ritrovato entusiasmo, dopo una salvezza miracolosa conquistata sul campo. Dunque brava la gestione Paratici a firmare questa rivoluzione, il punto è che dà molto la traccia e la dimensione di quel che oggi è il nostro campionato. Le grandi bulimiche d'Europa acquistano e quando son stracolme di talenti prestano, valorizzano altrove, per crescere ancora o rivendere. Se sei il Como e ti sei garantito almeno una fettina di futuro con Nico Paz è un conto, con quelle casse lì, altrimenti godi un anno e arrivederci. Per questo la missione deve essere un'altra: tornare a credere nello scouting.

Credere nello scouting

Ma farlo davvero, non gridare 'all'algoritmo' come se fosse una bestia nera, non pensare che i metodi degli anni '80 siano validi e attuabili anche oggi. Il calcio va avanti, il mondo del pallone internazionale lo dimostra. Mastantuono costò un visibilio al Madrid, quasi cinquanta milioni, è impossibile considerare quei 'dieci' come giocatori acquistabili, lui come è stato per Endrick o Estevao o Kendrick Paez. Però le grandi d'Italia, e anche le società della media nobiltà e borghesia, dovrebbero tornare a spendere per i migliori talenti. Credendo fortemente nelle proprie scommesse, non disperdendo i soldi di un ottimo calciatore dividendoli tra quattro o cinque che non faranno mai carriera, semmai timida plusvalenza, ma lì il club non cresce, e neanche le casse (non in modo sostanziale).

Così si crescono i giovani talenti italiani

E poi gli italiani. Evviva il Milan che punta su Francesco Camarda e Christian Comotto, se l'Inter ha capito di avere in Matteo Lavelli un'alternativa valida, e quello visto ieri nel derby contro i rossoneri a Perth lo è sembrato, potrebbe anche convincere il club in un moto d'orgoglio e coraggio a puntar su di lui anziché sul Bonny di turno che può dare qualità, gol, ma mica rivoluzioni e trofei. E allora bene se la Roma investe soldi su Alessio Cacciamani anziché su Antonio Nusa, per dirne uno. Brava l'Atalanta che prende e spende 4 milioni per Olivieri e Perrillo per prenderli dall'Empoli e la Lazio fa lo stesso con Landi, e il Como ne colleziona uno dopo l'altro spendendo e investendo. Se la Fiorentina dovesse cedere Piccoli, o Kean, allora che punti su Riccardo Braschi come sua alternativa. La Roma guardi in casa a Cristian Cama come vice Wesley, il Genoa creda in Samuel Wiafe e gli dia ruolo e minuti. Così si fa, così si dovrebbe fare. I migliori, solo i migliori dall'estero, grazie allo scouting, e poi i giovani italiani a cui dare minuti e spazio.