tmw / fiorentina / Serie A
Pellegrino o Beto, decide Vanoli. Ma il ballottaggio è un bene o un male per la Fiorentina?
I viola avranno sempre una punta da almeno 18 milioni di euro che si siederà in panchina. I pro e i contro della scelta.
Mateo Pellegrino e Beto Betuncal sono i due attaccanti che la Fiorentina ha scelto per questa stagione e probabilmente anche per quelle future. Entrambi sono arrivati a titolo definitivo e sono stati pagati non poco: l'argentino è stato prelevato dal Parma per 22,5 milioni di euro più 2,5 di bonus, il guineano invece è costato 18 milioni di euro, tutti versati nelle casse dell'Everton, che ne deteneva il cartellino.
E ora chi gioca?
Grosso nell'unica occasione in cui li ha avuti entrambi a disposizione ha preferito Pellegrino, Vanoli invece ha scelto Beto a Venezia e il classe 2001 in Coppa Italia. I numeri fino a questo momento sorridono al 24enne ex Parma, che è già a quota 3 gol stagionali, ma che era già stato messo in discussione dopo le prove in chiaroscuro contro Roma, Frosinone e Torino, malgrado in quest'ultima occasione avesse anche segnato. Il centravanti ex Udinese invece ha più esperienza, ha avuto un buon impatto da subentrato, ma da titolare non ha trovato il guizzo vincente. Nelle gerarchie è difficile stabilire chi sia più avanti, ma al momento Pellegrino è in vantaggio per scendere in campo dal primo minuto contro il Napoli.Il dilemma
La vera domanda è se sia un bene avere un attaccante da almeno 18 milioni di euro seduto in panchina. C'è chi sostiene che debba esserci un preferito chiaro per permettergli di esprimersi al meglio senza pressione, chi crede che agli attaccanti serva continuità per essere al top, ma anche chi sostiene che avere un'alternativa del genere pronta a subentrare è un lusso che evidenzia la crescita della Fiorentina. Certo, anche Piccoli era stato pagato 25 milioni di euro, ma il valore di Kean era nettamente superiore e il ballottaggio non era nemmeno ipotetico.Altre notizie
Ultime dai canali


