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Dal Kurdistan turco alla vetta della Süper Lig: la favola ribelle dell’Amed (con i gol di Gift Orban)
Oltre i confini del rettangolo verde il calcio può coniugare identità, riscatto e passione civile e quanto sta accadendo nella Süper Lig ne è fotografia esemplare. Il merito risiede nel lavoro svolto dall’Amed (o Amedspor), neopromossa e sorprendentemente capolista del massimo campionato turco dopo sei giornate. Una vetta, peraltro, ottenuta dopo aver superato per 3-2 nientemeno che il Besiktas di Vincenzo Italiano.
Un riferimento per il popolo curdo
L’Amed è il volto calcistico della città di Diyarbakir, considerata la capitale del Kurdistan turco, e sta vivendo la fase più incredibile della propria storia sportiva. Espressione della comunità curda, il club soprattutto negli ultimi dodici anni ne è diventato un simbolo di memoria e appartenenza: nel 2014, infatti, fu deciso di abbandonare la precedente denominazione (Diyarbakir Belediyespor) in favore di Amed Sportif Faaliyetler Kulubü, dove Amed è appunto il nome curdo della città, per riflettere e abbracciare l’identità locale. Tale scelta, da un lato, ha portato ad una sempre maggiore vicinanza e considerazione da parte del popolo curdo (non solo della Turchia) verso il club – con punte di oltre 20 mila spettatori anche nelle serie minori - ma, dall’altro, anche tensioni crescenti e attacchi razzisti da parte dei nazionalisti turchi, dentro e fuori gli stadi.
Parla il campo
Gli ultimi mesi, calcisticamente parlando, hanno condotto l’Amed dentro un sogno. I festeggiamenti per la promozione dello scorso maggio, dopo il 3-3 contro l’Igdir FK che è valso il secondo posto nella 1.Lig, hanno coinvolto non solo la comunità di Diyarbakir ma anche quelle curde delle altre città turche e persino dall’estero. Non è finita qui, anzi. Dopo sei giornate, e dentro la prima storica partecipazione nella Süper Lig, l’Amed è in testa al campionato con 13 punti in 6 giornate - gli stessi del Galatasaray ma con una miglior differenza reti e in attesa dello scontro diretto – e con due vittorie di prestigio alle spalle, prima quella con il Trabzonspor e poi quella sopra citata contro il Besiktas del weekend appena trascorso.
Gift is magic
Il merito è quello di un progetto tecnico ambizioso ora guidato in panchina da Besnik Hasi - ex allenatore tra le altre di Mechelen e Anderlecht - e in campo da una vecchia conoscenza della Serie A come Gift Orban: l’ex Verona, il cui cartellino è ancora di proprietà dell’Hoffenheim, ha collezionato 7 reti in 6 partite ed è in testa alla classifica dei cannonieri insieme a Salah. Tra i pali c’è un’altro ex Serie A come Alban Lafont, visto in Italia con la maglia della Fiorentina. L’Amed e il suo senso di appartenenza stanno così producendo un sogno collettivo che sta stupendo l’intera Turchia: solo il tempo svelerà quali vette sarà in grado di raggiungere.
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