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Sorrentino: "Mi aspettavo di essere alla partita d'addio di Miccoli, ma faccio un appello"
L'ex portiere Stefano Sorrentino è tra gli ospiti dell'R Star Palermo Football Meeting organizzato da Conference403 con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, Consiglio Ordine Avvocati di Palermo, Lumsa e Comune Di Palermo e ha parlato dal palco dell'evento: "Chiedilo a Fabrizio e non a me (ride, ndr)! Sì, mi aspettavo una chiamata perché ho fatto parte di quel Palermo, anche se con Fabrizio hanno giocato tanti altri portieri ed è giusto che lui abbia fatto una scrematura, scegliendo i suoi amici. E dato che il ricavato va in beneficenza voglio fare un appello e dire che è importante essere in tanti e partecipare. Perché è giusto che Fabrizio abbia la sua giornata e il popolo rosanero dalla sua parte".
Quanto è cambiato il ruolo del portiere rispetto ai suoi tempi?
"Tanto. Ricordo bene cosa mi chiedeva il mio secondo papà calcistico, Iachini, che oggi è qui: sarò antico ma per me in primis il portiere deve parare. Se poi sa usare i piedi, ben venga. Però ha una maglia diversa, i guanti e può usare le mani, quindi facciamogliele usare! La cosa positiva è che dopo tanti anni di stranieri, abbiamo tanti portieri giovani e italiani che sono forti".
Le piacerebbe rientrare nel calcio?
"In questo momento sto bene in televisione, vado in giro, ho avuto anche la fortuna di raccontare i Mondiali negli USA quest'estate. CR7? Carinissimo, ci siamo salutati ed è stato molto gentile. Sto facendo un'esperienza nuova, con cui comunque posso raccontare il mondo del calcio e che mi impegna il giusto".
Qual è il momento più bello della sua carriera?
"Il debutto in Serie A non si dimentica mai. E l'anno dei record a Palermo con mister Iachini, eravamo troppo più forti e col miglior allenatore in circolazione (in Serie B, ndr). Io auguro al Palermo di vincere il campionato, ma non vorrei che facessero paragoni con noi e i nostri record. Non fate paragoni, io diverse partite le facevo senza mai effettuare neanche una parata".
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