Hendel sulla Viola: "Come hanno fatto a sbagliare il tecnico? Andrei a cena col tifo"
Presente a un evento che si è svolto a Firenze in Piazza Leopoldo, organizzato da Unicoop Firenze, il noto attore e tifoso viola Paolo Hendel ha parlato a Radio FirenzeViola. Ecco le sue parole ai nostri microfoni:
Oggi è a Piazza Leopoldo per leggere alcuni testi dedicati a Nelson Mandela. Che effetto le fa?
"È stata una grande emozione. Mi hanno fatto leggere una parte del discorso pronunciato a suo tempo da Mandela. Parole di qualche decennio fa, ma ancora attualissime: un appello alla pace, alla condivisione e all’accoglienza. Purtroppo, in molte parti del mondo e anche qui in Italia, mi sembra che si stia andando nella direzione opposta".
Lei è un grande tifoso della Fiorentina. Come sta vivendo questo momento della squadra?
"Lo ammetto: sono un tifoso piuttosto vigliacco. Di fronte a tutte le cose brutte che accadono nel mondo, quando seguo la Fiorentina e torno a casa deluso e arrabbiato perché mi aspettavo grandi cose e invece è arrivata una batosta, mi domando se valga davvero la pena soffrire anche per il calcio. Ci sono dolori ben più importanti e allora, ogni tanto, allento un po’ la presa. Poi, però, avviene il miracolo: improvvisamente la Fiorentina vince e uno si chiede come sia potuto succedere. A quel punto tornano l’emozione, la voglia di seguirla e anche un po’ di orgoglio".
È più arrabbiato per gli errori commessi a inizio stagione con Fabio Grosso oppure più contento per la svolta arrivata con Paolo Vanoli?
"Da ignorante della materia mi domando come sia possibile che gli esperti abbiano sbagliato in quel modo l’impostazione iniziale, scegliendo la persona e l’idea di gioco sbagliate. Come hanno fatto ad accorgersene soltanto sul campo, dopo due batoste? Quei risultati ormai ce li portiamo dietro. Ben venga, comunque, che abbiano aperto gli occhi e che adesso si stia cercando di recuperare. Speriamo bene".
Spera che la Fiorentina riesca a conquistare l’Europa?
"Spero nell’Europa perché credo che debba rappresentare il futuro dell’Italia, insieme alla Francia e alla Germania. Dobbiamo superare le divisioni e costruire un’Europa vera e unita, che sia un’unione politica fondata sulla democrazia e sui suoi valori più alti. Nel mondo, purtroppo, ce n’è sempre meno".
Tornerà al Franchi per vedere qualche partita, ora che la Fiorentina sembra essersi ripresa?
"Sì, verrò volentieri. Andare allo stadio è sempre un’emozione, anche se poi resta il viziaccio di guardare le partite da casa, con i popcorn in mano e il bagno vicino. Per un uomo di una certa età avere un gabinettino a portata di mano è importante. Altrimenti si può sempre venire allo stadio con il pannolone…".
Con chi le piacerebbe andare a cena tra i protagonisti di questa Fiorentina?
"Mi piacerebbe parlare con chi scende in campo, suda, ci crede e riesce a regalarci grandi emozioni. Con chi mette l’anima in quello che fa. Non voglio indicare un nome per non fare torto a nessuno, ma esistono giocatori veri, che credono ancora nel calcio come gioco bellissimo".
E tra i tifosi?
"Andrei volentieri a cena anche con la tifoseria, quella giusta. Credo che il tifo esasperato faccia male al calcio. Penso, ad esempio, a quei bischeroni che si sono girati di spalle durante il ricordo di Mazzola. Non è un episodio che riguarda la Fiorentina, naturalmente, ma sono comportamenti che dovrebbero essere superati: dimostrazioni di una grettezza davvero irrecuperabile".


