Bardi esce allo scoperto: "Dionisi è un ragazzo speciale. La società? Non so cosa succeda, vedranno cosa fare"
Intervistato da Dazn nel post-gara di Lecce-Frosinone, il portiere dei giallazzurri Francesco Bardi ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Siamo un po' in emergenza, però siamo un gruppo, siamo una squadra, siamo forti e non abbiamo ovviamente paura di nessuno. Siamo venuti qui a Lecce a fare la partita e abbiamo meritato. Dispiace per l'errore ma sono contento di aver portato a casa un punto".
Al 94' una parata che salva un punto: cosa vuol dire questa parata?
"Parto da quello che è successo prima: ho combinato un errore, nel calcio ci può stare ma devo ringraziare i miei compagni che sono rimasti in partita fino all'ultimo. Ci abbiamo creduto, devo dire loro 'grazie' perché mi fanno pesare un po' meno l'errore. Per quanto riguarda la parata, sono contento. Almeno portiamo a casa un punto".
Cosa ti è passato in mente nei 5' successivi all'errore?
"Ho un'esperienza tale da poter reagire all'errore. Come detto, sono cose che capitano. Non ci ho pensato subito più e, grazie appunto anche all'apporto dei miei compagni, riesco a dimenticare un secondo dopo".
Che effetto ti ha fatto vedere Paganini con un'altra squadra?
"Sicuramente un effetto un po' strano, ma così è il calcio. Bisogna guardare avanti. Le squadre cambiano, ma i rapporti restano".
Qual è la situazione di Dionisi e come la vivi anche tu, questa situazione conflittuale con la società?
"Io personalmente a Federico voglio un bene dell'anima, perché lo conosco ormai da 12 anni. Gli voglio veramente bene e so che ragazzo è: un ragazzo speciale, importante per noi. Non so cosa succeda e la cosa la risolverà la società: parleranno e vedranno cosa fare. Io posso solo dire che per me Federico è un grande giocatore e una grande persona".
Questa partita è un manifesto di una squadra che punta alla promozione diretta?
"Secondo me questa gara è l'emblema di quello che siamo noi: una squadra che non molla fino all'ultimo e che cerca di lottare fino al recupero. Ringrazierò, uno ad uno, i miei compagni".


