Maldini e Leonardo inseguono Guardiola: senza Pep, la prima alternativa resta Pirlo
Caccia a Pep Guardiola, fino all’ultimo. È il messaggio che Paolo Maldini e Leonardo, direttore tecnico e advisor del Club Italia e della Nazionale italiana, hanno ribadito tra le righe anche a margine dell’appuntamento di oggi. Un sogno che non poggia su questioni economiche - “I soldi non sono rilevanti”, ha precisato Maldini -, ma che deve superare i dubbi dell’ex Manchester City.
Se Pep dice no, sale Pirlo
Il corteggiamento a Guardiola, però, resta complicato. Un piano B serve e, anche se finora non è stato esplorato almeno ufficialmente, tanti indizi portano ad Andrea Pirlo. Leonardo oggi ha parlato di un allenatore che “ragioni come ragioniamo noi”, più facilmente modellabile rispetto ad Antonio Conte e Roberto Mancini. L’identikit, paradossalmente, può infatti andare bene sia per Guardiola sia per il “Maestro”, meno per i due candidati forti.
Sforzo diverso, rischio maggiore
Pirlo, evidentemente, comporterebbe un esborso ben lontano da quello di Pep. Anche se Guardiola non ha chiesto 20 milioni di euro, ci sarebbe comunque la questione economica. Risolvibile, dato che il giorno dopo la firma la FIGC si potrebbe aspettare la fila di sponsor, ma intanto il contratto sarebbe da siglare a cifre comunque lontane dal budget federale. Certo, i soldi non possono essere il faro guida: è questo il ragionamento di molti club di Serie A, che preferirebbero virare su Conte come piano B. Anche Antonio, peraltro, sarebbe da convincere. Quanto a Pirlo, è al contempo evidente come Maldini e Leonardo si assumerebbero un rischio maggiore: passare da Pep ad Andrea, senza togliere niente a nessuno, non è così facile.






