Marsella ha chiuso con il Frosinone: "Mille incertezze interne alla società, è stato terribile"
Luigi Marsella, ex allenatore della Primavera del Frosinone Calcio, è rimasto senza squadra dopo la separazione con il club giallazzurro. Queste le sue parole ai microfoni della Gazzetta Regionale: "Purtroppo nel mondo del calcio c'è poca meritocrazia, ma non porto rancore nei confronti di nessuno. Mi è stata proposta l'Under 17 ma in tutta franchezza mi è sembrato un passo indietro, mentre personalmente volevo qualcosa in più. Rimanere tagliato fuori e senza panchina è sempre brutto, vorrà dire che sfrutterò questo periodo di pausa per studiare, aggiornarmi e perché no ricapitolare le idee dopo due anni difficilissimi dal punto di vista emotivo. Nella prima stagione, quella poi interrotta a causa Covid, è filato tutto liscio fino allo stop dei campionati".
Sull'esperienza in Ciociaria: "La Primavera del Frosinone era nei piani alti della classifica, è stato un grande rammarico. L'anno successivo terribile, soprattutto all'inizio. Mille incertezze, sia interne alla società che esterne, ma siamo comunque ripartiti con la preparazione la prima settimana di settembre. Da lì in poi un vero e proprio calvario, basti pensare che siamo stati sottoposti a ben otto quarantene. Di conseguenza a gennaio eravamo nelle ultime posizioni del girone, poi pian piano ci siamo rialzati, sapevamo che i valori c'erano e sono emersi con grande vigore. Merito dello staff e soprattutto dei ragazzi, capaci di farsi trovare sempre pronti sotto tutti i punti di vista. Alla fine abbiamo centrato il nostro obiettivo, il quinto posto, con grande soddisfazione di tutti".
La gioia più grande a Frosinone: "Senza dubbio i tanti ragazzi che nelle mie due annate sono volati nel professionismo, oltre ai piazzamenti importanti che siamo riusciti ad ottenere".
Perché un talento come Vitalucci non è riuscito ad esordire in prima squadra? "In Primavera ha fatto benissimo, ma con i grandi si trovava davanti giocatori importanti. Non si tratta solo di campo, ci sono delle situazioni a livello di gestione che vanno tenute in conto. Poi ovviamente fa la differenza anche l'allenatore, serve coraggio per mettere dentro un giovane e tenere fuori altri calciatori".


