Calciomercato Frosinone - Il decreto crescita può aiutare anche i canarini
Il calciomercato degli ultimi anni in Italia è stato sempre più condizionato dall'arrivo di calciatori stranieri e questo grazie al Decreto Crescita. Tante operazioni che non sono un caso
Come funziona il Decreto Crescita nel calcio
In Italia il Decreto Crescita è entrato in vigore nel gennaio del 2017 una legge (la 24bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi) che agevola in termini fiscali una nuova residenza nella Penisola e permette a tutte le persone con alto reddito che si trasferiscono in Italia (o agli italiani che hanno trascorso almeno 9 anni sugli ultimi 10 all’estero), di applicare una tassa fissa di 100mila euro di tutti i proventi da fonte estera per un limite massimo di 15 anni.
In aggiunta alla legge 24bis del 2017, esiste anche la norma del Decreto Crescita 34 del 2019, che vale per gli stranieri o gli italiani fuori da almeno due anni. La norma prevede che in tutti i paesi sopra Roma, il 70% della base imponibile del reddito non venga tassato; nel sud addirittura il 90%.
Per quanto riguarda, tuttavia, i calciatori il discorso è però un po’ diverso: ai fini del calcolo Irpef, non viene considerato il 50% dell’imponibile (a cui si dovrà aggiungere un contributo “dello sport” dello 0,5%, destinato al potenziamento dei settori giovanili). Così un giocatore straniero che arriverà in Italia si troverà tassato solo il 50% dello stipendio una volta che formalizzerà l'accordo con la sua nuova società. Una misura che permetterà al club di risparmiare sulle tasse e al giocatore di trovarsi un ingaggio netto più alto.
Da maggio 2022, il Decreto Crescita è stato aggiornato per quanto riguarda lo sport: può essere valido solo per atleti che hanno contratti da un milione di euro in su e che abbiano compiuto almeno 20 anni. Una misura attuata per disincentivare la presenza massiccia di stranieri nelle formazioni giovanili.
Il Frosinone nelle ultime due stagioni ha acquistato spesso dall'estero e anche per affrontare il prossimo campionato di Serie A potrebbe attuare questa strategia, sfruttando cosi anche il Decreto Crescita. Il tetto minimo di un milione di euro come ingaggio sembra essere fuori portata per la società, ma considerando che solitamente acquistando all'estero i costi dei cartellini sono inferiori rispetto ai pari livello italiani, e il gran risparmio sulle tasse, il club di viale Olimpia potrebbe comunque pensare di effettuare qualche operazione con Decreto Crescita.




