Alessio Zerbin a Kick Off: "A Frosinone ho respirato il grande calcio. Appena ho saputo dell'interesse del club, abbiamo chiuso in pochissimo tempo la trattativa"
E' stata una delle tante piacevoli sorprese di questa annata giallazzurra, autore di 9 reti e numerosi assist, l'attaccante del Frosinone Alessio Zerbin, ospite della trasmissione "Kick Off", andata in onda ieri sera su Extra Tv ha analizzato il momento che stanno attraversando i canarini e tracciato un bilancio di quella che è stata la stagione a livello personale e dei ciociari, per poi proiettarsi sul rush finale di stagione. Queste le sue dichiarazioni.
Alessio, qual è la situazione mentale della squadra: siete vicinissimi al sogno play off, ma reduci dalla pesante sconfitta di Ferrara. Che sentimento prevale in voi, la delusione per la sconfitta contro la Spal o la soddisfazione per essere ad un passo dai play off?
“E’ ovvio che c’è un po' di rammarico per la gara contro la Spal. Avevamo una grande occasione però, allo stesso tempo sappiamo di essere ad un passo dall’obiettivo che sarebbe fondamentale raggiungere e ci siamo meritati di giocare. Se riusciremo a raggiungere i play off vedremo cosa potrà succedere. Personalmente, voglio ringraziare tutta la società e lo staff che mi ha anno aiutato a crescere. Negli ultimi sette/otto mesi sono cresciuto in tutti gli aspetti”.
Sei un ragazzo che con i social non va molto d’accordo. E’ un vantaggio questo per te?
“No, non sono un tipo che usa molto i social. Si, li utilizzo ma non leggo molto e guardo poco le foto. Sono poco interessato a questo”.
Alessio, nel 2014 giocavi in una squadra di un piccolo paese, il Suno. E’ stata quella per te una tappa fondamentale per poter emergere?
“Io giocavo a calcio e mi divertivo. Anche se venivo da settori giovanili importanti (Inter e Novara), non ci ero mai rimasto male del fatto di essere scartato e ricominciare da capo. Non è scattato nulla. Io ho sempre pensato a divertirmi, a giocare a cercare di migliorarmi. Non avrei mai pensato poi, di arrivare a fare qualcosa di importante. Lo sognavo e mi sarebbe piaciuto, ma non avrei mai pensato di arrivare a questo livello. Adesso spero di fare anche qualcosa in più. Ma non c’è mai stato qualcuno o qualcosa che mi ha detto – Ora devo fare qualcosa di diverso -. Non ho mai cambiato il mio atteggiamento”.
Alessio, quanto c’è di Fabio Grosso nella tua crescita?
“Se ho disputato una stagione così importante credo che i meriti debbano essere anche di mister Grosso. Con lui sono cresciuto moltissimo, dentro e fuori dal campo. Il mese in cui sono stato meno impiegato mi è servito tanto. Quelle 4-5 partite in cui non ho giocato non stavo benissimo e dovevo recuperare fisicamente. Però ho sempre continuato a lavorare. Anche quel frangente è stato sicuramente molto importante per il mio campionato”.
Alessio, stai seguendo i play off NBA, visto che sei un appassionato di basket. Stai prendendo spunto anche da quelli per prepararti all’eventuale post season?
“L’altro ieri sera ho visto una partita insieme al mio compagno di squadra Matteo Cotali. Riesco quasi sempre a seguire le partite, anche in replica. Mi piace veramente tanto l’NBA, soprattutto i play off. Devo dire che è un bellissimo spettacolo”.
Cosa ti lascia questa tappa a Frosinone per il tuo futuro?
“Qui a Frosinone ho “respirato” veramente l’aria del vero calcio. Non solo giocando le partite, ma anche attraverso l’organizzazione societaria fuori dal campo. Credo che per me sia stata una tappa fondamentale. Spero possa essere una rampa di lancio importante per quello che potrà accadere dopo. Devo solo dire grazie al Frosinone perché se potrò fare qualcosa di importante, lo devo anche a questa società che mi ha dato l’occasione di farmi conoscere. L’opportunità che mi ha dato il Direttore Angelozzi, il mister, tutto lo staff e i tifosi che mi hanno accolto subito bene, mi hanno aiutato molto nel percorso di crescita che ho avuto”.
Quanto è importante per voi il calore dei tifosi e della Curva Nord?
“Il calore della curva e il sostegno dei nostri tifosi è fondamentale. Quando si gioca allo “Stirpe” è tutta un’altra atmosfera. Avere uno stadio, con un pubblico vicino si sente, dà una grande mano e questo credo sia fondamentale. Per questo penso che il nostro stadio è uno dei migliori che ci sia in serie B”.
Perché Il Frosinone alterna grandi prestazioni con le squadre di alta classifica a prestazioni deludenti con squadre di media/bassa classifica?
“Questa è una domanda che ci facciamo spesso anche noi. Non so a cosa sia dovuto. Noi le partite le prepariamo sempre allo stesso modo. Vogliamo approcciare le gare sempre nella stessa maniera, a prescindere che si giochi contro la prima o l’ultima della classifica. E’ vero che facciamo molta fatica in trasferta. Bisognerà trovare un rimedio per poter affrontare le gare fuori casa nel modo giusto”.
Qual è stato il fattore che ti ha spinto a scegliere Frosinone?
“Il direttore Angelozzi mi ha voluto in Ciociaria e quando ho saputo tramite il mio procuratore che il Frosinone era interessato a me, abbiamo chiuso la trattativa veramente in poche ore. Era un’opportunità che non potevo assolutamente farmi sfuggire. Il direttore (Angelozzi n.d.r) è stato molto importante nella scelta”.
Alessio, se potessi tornare ad inizio campionato, cosa cambieresti?
“Sono davvero felice del percorso che ho avuto a livello personale. Di quello che ho fatto cambierei veramente poco. A livello di squadra, ci mangiamo veramente le mani per qualche partita, in cui avremmo potuto ottenere qualche punto, con cui si sarebbe potuto sognare qualcos’altro. Fortunatamente siamo ancora in corsa. Ma il rammarico è quello di aver mancato qualche punto di troppo”.
Alessio, è Insigne il modello a cui ti inspiri?
“Fa piacere sentire questi paragoni con campioni che hanno già dimostrato tanto. Io ho avuto la fortuna di allenarmi con Insigne e Mertens, dei super campioni. Per arrivare al loro livello c’è tanta strada da fare. Non mi vedo un giocatore dalle caratteristiche di Insigne. Siamo giocatori che occupano lo stesso ruolo in campo, ma dalle caratteristiche diverse. Per quanto riguarda l’aspetto fisico e tecnico siamo due giocatori completamente diversi”.
Alessio, che tipo di consigli ti diede a fine allenamento Mertens, quando eri al Napoli sul come calciare?
“Mi capitò quando ero al Napoli di fare qualche sessione in allenamento di tiri con Mertens ed Insigne. E Mertens un giorno mi fece vedere dove e come colpire il pallone. Il calcio al pallone che dà Mertens è una cosa incredibile, si è visto anche nella velocità di esecuzione del gol che ha realizzato contro il Sassuolo. Il suo calcio è sempre forte e preciso. Sono stati dei consigli, i suoi, che mi porterò sempre dietro”.
Hai fatto 9 gol fino ad adesso quest’anno: quale il più bello?
“Credo sia quello realizzato al Monza all’andata”.


