Genoa, De Rossi: "Stima per Fabregas. Como? Tutte le squadre sono battibili"
Il tecnico rossoblù ha presentato la sfida di campionato contro il Como di domani sera: "El Shaarawy? Se le visite sono ok sarà in panchina"
13.03 - Il Genoa torna davanti al proprio pubblico e lo farà per la terza giornata di campionato. Domani sera al "Ferraris", i rossoblù sfideranno il Como di Cesc Fabregas dopo i ko contro Napoli e Lazio. In vista del match, mister Daniele De Rossi parlerà in conferenza stampa dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com.
13.50 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
Che partita vi aspettate?
"Ci aspettiamo una partita difficile. Il Como è la squadra che è cresciuta di più negli ultimi anni, è stata una sorpresa per tutti, non per il valore ma per la crescita che ha avuto. E’ una partita difficile. Il Como la consideriamo a tutti gli effetti una big del nostro campionato. Poi tutte le squadre si possono battere. In casa l’anno scorso ce la siamo giocata ma gli episodi non sono stati amici in quell’occasione. Sono una squadra forte, dobbiamo però essere consapevoli che siamo forti noi e possiamo metterli in difficoltà".
Venturino sarà in rosa?
"Deve stare fuori ancora un paio di mesi. Appena sarà pronto sarà un giocatore nostro a tutti gli effetti. Spero di dargli spazio rispetto allo scorso anno".
Chi ha i compiti del regista?
"Non li ha mai un giocatore solo. Se identifichiamo i compiti di regia nel centrocampista centrale possiamo considerarlo Frendrup però dobbiamo alternarci. Amorim poi è più palleggiatore, Sow ha entrambe le qualità, Wiafe ha più inserimento. Per me i centrocampisti devono saper fare tutto quanto".
Hai definito la squadra che vuoi vedere?
"E' sempre in via di definizione ma già ero entrato in una direzione che è un po’ diversa da quella di maggio. Ci sono delle volte in cui immagini una cosa che poi non va in quella direzione. Noi sappiamo che siamo un club che deve rispondere a delle necessità di mercato e deve vendere ma più che la necessità di vendere a volte è la tempistica che ti blocca un attimo ma, a parte le più ricche, è così un po' per tutti. A maggio-giugno avevamo parlato di sviluppare il gioco un po' più sulle fasce e con giocatori abili a saltare e lasciare lì l'uomo. Penso che l’allenatore deve essere capace a pensare come vincere la domenica. Avere gente che salta l’uomo sulle fasce semplifica il lavoro di noi allenatori. Giocare a quattro o a cinque...vi porterei a vedere le nostre partite quando dite per esempio che giochiamo a cinque, difendiamo a quattro. A volte andrebbe analizzata bene la prestazione e la strategia di gara. Quello che non cambia è occupare e coprire l'ampiezza del campo con giocatori che creano la superiorità".
Baldanzi lo puoi avanzare?
"Baldanzi è il nostro regista in tutto e per tutto. A volte, anzi troppo spesso, è Bijlow il nostro regista. Troppo spesso ci si appoggia su di lui ma abbiamo dei vertici molto bravi. Justin è un campione a gestire il pallone con i piedi. Baldanzi è uno che ci fa uscire da tutte le situazioni di pressione, a volte si abbassa, a volte lo fa sbagliando ma ti aiuta ad uscire palla al piede. Ma noi vogliamo che sia decisivo ultimi 30 metri. A Roma ci è riuscita ma quando siamo arrivati lì non siamo stati bravi. Stiamo andando in una direzione in cui siamo molto bravi a palleggiare ma non voglio questi giro palla interminabili. A Roma penso sia stata questione di energia. Se è uno che ha meno energia, si cambia. Se sono undici con meno energia allora è l'allenatore. Ho sempre pensato così".
TMW - Il Como ha fatto del giro palla il suo marchio di fabbrica, anche se ha dimostrato anche di avere solidità difensiva. Come si può far male?
"Ha saputo abbassarsi un pochino a Napoli ed è una cosa necessaria per chi affronta la Champions per la prima volta. Io penso non lasciargli la palla troppo tempo vuol dire andarli a prendere alti e tenerla quando ce l'hai. Sensazione che contro il Como l'anno scorso abbiamo creato tante occasioni su recupero palla. Loro danno la sensazione di arrivare al tiro quando hanno la palla. La differenza sta nella qualità gioco ma anche noi essere pericolosi quando stiamo costruendo e non solo quando stiamo distruggendo il gioco avversario. Ci sono delle maniere in cui si può far male a Como. Quello che fanno, anche se a volte è abbastanza estremo e coraggioso, funziona. Dobbiamo essere rispettosi di quello che fanno consapevoli che possiamo fargli male".
TMW - Ritrova El Shaarawy.
"L’ho rivisto bene. Sono contento che sia qui e sono contento perché è una storia bella a prescindere dal finale che speriamo sia bello. Riporti a casa il figlio di una tifoseria e di una città. Avrà bisogno di rimettersi al 100% perché ha fatto 5 mesi di luna di miele (sorride ndr). Ha fatto le prime misurazioni fisiche e si è tenuto in forma. Ci può dare tanto anche inizialmente per cinque 10 minuti e se le visite sono ok io domani lo vorrei portare in panchina perché già averlo è un presentarsi con un genoano in più in panchina e non è mai una cattiva idea".
Ti piace sfidarlo?
"Non mi piace sfidarlo. E’ difficilissimo. E’ una delle partite più difficili da preparare. E’ stato votato come migliore allenatore della stagione quindi non è solo una mia opinione che Fabregas sia molto bravo. C’è una grande stima ed è un piacere affrontare gente che ti metta in difficoltà. Vediamo il calcio nella stessa maniera, fermo restando che ognuno ha la sua squadra e ognuno deve trovare ciò che è più fattibile. C’è stata poi grande margine di scelta dei giocatori e poi tante squadre spendono tanto, tante giocano bene ma non tutte raggiungono i risultati. A questo bel gioco, a questi giocatori, allo stadio nuovo e alla maglietta bella hanno aggiunto i risultati arrivando prima di Juve, Milan e Atalanta. Ho grande stima per l’allenatore per le idee calcistiche ma perché attraverso queste idee raggiunge risultati impensabili".
Fabregas ha paragonato il "Ferraris" alla Bombonera.
"E’ lo stadio più simile alla Bombonera. Credo che sia una delle tifoserie più affini, sia per storia che per vicinanza e per calore. Dobbiamo farlo diventare la nostra Bombonera. Onestamente quello era un po' più rumoroso perché più grande, 60mila persone. La Bombonera è l’esperienza più vicina all’inferno (positivo) nel calcio. Ma se penso quando parlo con i giocatori cercando di convincerli, parlo di quello che trovano una domenica sì e una domenica no al 'Ferraris'. E' bello difendere questi colori e far parte di quelle due ore in quello stadio perché c'è un amore folle che non va di pari passo con quello che leggiamo sui social o su quello che sentiamo nelle vostre tv. Lì c'è sostegno, sostegno, positività, amore, aiuto. E qui invece dopo due partite un po' nei social si sente un'aria un po' diversa. Allo stadio, che è l'unica cosa che deve contare, si vola. Si parte, ci sostengono e poi, se faremo molto male, ci contesteranno anche".
Dopo il mercato vede una squadra più forte di quella dell'anno scorso?
"Ce lo diranno i punti se la squadra è migliorata. A volte abbiamo delle sensazioni. Al momento i giocatori ora li guardiamo sulla carta. Non dobbiamo prendere i giocatori forti ma i giocatori giusti. Ed è importante anche come si amalgamano fra di loro. Ora dovrei dare una sensazione e non è corretto. Io sono contento dei giocatori che ho, sono molto contento di allenare il Genoa. La sensazione forte è che le squadre sotto si sono rinforzare. Per me Monza ha fatto una squadra forte, Frosinone è una squadra forte, il Venezia ha giocatori forti e abbiamo visto anche come sono arrivati in maniera forte a provare a prendere un nostro giocatore. Squadre che ti danno la sensazione che non faranno un anno qui per tornare in Serie B ma che vogliono salvarsi. Sassuolo. Torino hanno fatto investimenti importanti e quindi sono ancora un passo più su. La sensazione è che sarà ancora più difficile allontanarsi da quella zona brutta ma abbiamo le nostre armi. Come ho detto l’anno scorso, questa è la squadra più forte di tutti. Il patto fra di noi è di non guardarsi indietro, non guardare chi c'era e chi sarebbe potuto arrivare. Si parte e si fa una ‘guerra’ sportiva che finirà a maggio e siamo convinti di poter raggiungere la salvezza".
Guarderete alla lista degli svincolati?
"Vediamo. Vediamo. Vediamo. Vediamo".
Con la partenza di Norton-Cuffy ci sarà più spazio per Sabelli?
"Stefano lo spazio se lo trova sempre. Quando sai che devi fare un certo tipo di partita, quando sai c'è bisogno di un 'soldato' (prima ho detto 'guerra', non voglio abusare di queste parole)o comunque quando vuoi che si facciano partite di personalità) lo rispolveri sempre. E' un giocatore importante per noi e per lo spogliatoi. Brooke ha caratteristiche opposte ma avrebbe potuto giocare comunque. L'anno scorso, quando abbiamo fatto la maggior parte dei punti, li abbiamo fatti con Brooke e tanti con Stefano".
La situazione di Traoré?
"E’ forte da morire. Ogni volta che si allena viene voglia di schierarlo. E’ quello che piace a me. Ogni scelta che fa è come se la facessi io col joystick. Non ha più dolore, gli è rimasta un po’ di paura e probabilmente non ha ancora condizione. Lui però non vede l’ora, i dottori e il preparatore atletico un po’ mi frenano. Detto ciò, lo porto in panchina, non lo vorremmo rischiare ma se ho bisogno di 10 minuti e un quarto d’ora schiero lui invece di altri perché è proprio forte".
Gli attaccanti?
"Sono usciti Ekhator ed Ekuban che per motivi diversi li avrei tenuti. Quella di Caleb è stata una scelta per Jeff è stata un’offerta che non si poteva rifiutare. E’ un giocatore di futuro incredibile ma soprattutto sono due attaccanti di profondità. Gli attaccanti devono andare alle spalle dei difensori e li abbiamo presi: Osmajic e Havel. Le caratteristiche sono quelle, diciamo che possiamo aggiungere Traoré come sottopunta. Vitinha lo consideriamo seconda punta, poi abbiamo giocatori come Messias e Baldanzi. El Shaarawy nella mia testa è un quinto. Quando l’ho allenato ha fatto il quinto ed era migliore in campo in tutte le partite. Sono passati un paio d’anni dove ha giocato meno e dobbiamo vedere se usarlo meno come quinto o più sottopunta. Magari si rimette subito in condizione e possiamo fare come ci pare in un ruolo o nell’altro".
Drameh?
"E’ un giocatore simile a Brooke, di fasce più fare il terzino e il quinto. E’ un giocatore di gamba e di iniziativa. Per qualche giorno ora mancherà perché dovrà fare il visto, è una cosa più burocratica da svolgere".
14.26 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.


