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Il Nuovo "Ferraris" fa discutere: meno posti, negozi e il sogno delle 'Standing Zone' alla tedescaTUTTOmercatoWEB
© foto di Antonio Vitiello
Oggi alle 06:39Altre Notizie
di Redazione TMW

Il Nuovo "Ferraris" fa discutere: meno posti, negozi e il sogno delle 'Standing Zone' alla tedesca

Il tempio laico del calcio genovese, il "Luigi Ferraris" di Marassi, si rifà il look, ma il progetto di restyling accende la miccia del dibattito sotto la Lanterna. Genoa e Sampdoria sono pronte a investire circa 100 milioni di euro per trasformare lo storico impianto in un gioiello da Euro 2032. Il Consiglio comunale ha già dato il via libera alla concessione del diritto di superficie per 90 anni, ma a far tremare i cuori della Gradinata Nord e della Sud non sono i cantieri, bensì i numeri e la nuova filosofia "commerciale" dello stadio.

Il nodo capienza: Marassi rimpicciolisce

Il nodo della discordia è una sforbiciata ai seggiolini che non va giù alle tifoserie, l'attuale capienza di 33.205 spettatori è destinata a scendere a poco più di 31.600 posti. Un sacrificio imposto dai moderni standard UEFA (Categoria 4) e da gradinate più profonde, che comporterebbe la perdita di quasi 900 posti per ciascuna delle due storiche curve. Per una città che vive di pane e calcio, con Genoa e Samp che viaggiano costantemente a medie abbonati alte, l'idea di uno stadio più piccolo sa di beffa.

La trincea dei tifosi: "Vogliamo i posti in piedi"

Ma da Genova parte la controffensiva romantica e tecnologica, l'introduzione delle "standing zone". I club organizzati chiedono a gran voce l'installazione dei rail seat, i seggiolini reclinabili già sdoganati in Germania (Bundesliga docet) che permettono di seguire la partita in piedi in totale sicurezza durante il campionato, per poi trasformarsi in sedute regolari per i match internazionali. È una vera e brokerage battaglia culturale. La politica locale ha recepito il messaggio, dal Comune è partito l'impegno a chiedere al Governo un tavolo per aggiornare le rigide normative nazionali e autorizzare una densità superiore nelle curve. Sarebbe una rivoluzione storica per gli stadi italiani.

Uno stadio-centro commerciale nel cuore di Marassi

Non c'è solo il tifo, il nuovo Ferraris cambierà pelle nei giorni feriali, trasformandosi in una struttura viva 7 giorni su 7, il progetto prevede l'apertura di ampie aree commerciali all'interno dell'impianto, con negozi, bar, ristoranti e servizi dedicati al benessere. Stop ai vecchi cancelli sbarrati dal lunedì al venerdì, lo stadio vuole integrarsi nel tessuto urbano di Marassi come un moderno hub cittadino. Un'idea che però divide il quartiere. Se da un lato l'amministrazione vede nel progetto il motore di una rigenerazione urbana quotidiana, dall'altro i piccoli commercianti e i residenti della zona guardano con sospetto la nascita di una potenziale "cattedrale commerciale" proprio a due passi dalle loro vetrine storiche. I motori sono accesi, la gara d'appalto è alle porte e i lavori dovrebbero partire nel 2027 per concludersi entro il 2031, Genova vuole il suo nuovo stadio europeo, ma il "muro" delle Gradinate promette di non arretrare di un centimetro, a Marassi la passione si difende restando in piedi.

Il ruggito in piedi: così la Standing Zone cambierà la carne e l'anima di Marassi

C’è un momento preciso, quando il pallone gonfia la rete sotto la Gradinata, in cui la fisica si arrende alla mistica. Il cemento trema, l'aria si fa densa e un'unica onda umana si rovescia in avanti, unendo migliaia di cuori in un solo battito. A Marassi quel momento è sacro, ed è per questo che il progetto del nuovo stadio Ferraris, con la sua inevitabile sforbiciata alla capienza, ridotta a 31.600 posti per rispettare i severi diktat dell'UEFA, ha fatto scattare l'allarme tra le tifoserie di Genoa e Sampdoria. Ma la risposta che sale da Genova non è una semplice protesta, è una rivoluzione culturale che porta il nome di safe standing, la standing zone alla tedesca. Per capire cosa sia questa tecnologia non bisogna sfogliare i manuali di architettura, ma bisogna idealmente viaggiare fino a Dortmund, nel cuore della Ruhr. Lì, davanti al leggendario "Muro Giallo", capisci che stare in piedi non è un ripiego, ma una scelta di vita. Non ha nulla a che vedere con i vecchi, spaventosi catini degli anni Ottanta, dove la passione si trasformava spesso in calca e il rischio viaggiava sui gradoni consumati, il modello tedesco è un "Transformer" d'acciaio. Il segreto risiede nei rail seats, seggiolini metallici che, per il campionato, vengono ribaltati e blindati a chiave in verticale. Al loro posto compare una transenna d'acciaio alta fino alla vita, un argine invalicabile posizionato esattamente davanti a ogni spettatore. Ed è qui che la cronaca cede il passo al racconto di un'esperienza totale. Nella standing zone, ogni tifoso ha il suo spazio vitale geometricamente garantito, quando la curva esplode, l'effetto domino, quell'onda che un tempo travolgeva le file inferiori causando panico e schiacciamenti, viene letteralmente spezzato dalla fisica del ferro. Chi esulta impatta contro la propria barriera, protetto e fermo nel proprio perimetro. La sicurezza diventa invisibile, lasciando libero il corpo di saltare, cantare, sbandierare. Poi, quando arrivano le notti europee e l'UEFA esige i posti a sedere, i custodi del tempio sbloccano le serrature e, in poche ore, la curva torna a essere una distesa ordinata di sedute numerate. Ma la vera magia del modello che Genova vuole importare è la sua anima democratica, stare in piedi ottimizza lo spazio: le rigide normative della Bundesliga permettono di ospitare quasi due persone (1,8 per la precisione) nel perimetro di un solo seggiolino tradizionale. Più densità, ma controllata. E soprattutto, biglietti a prezzi popolari. In Germania, un biglietto in curva costa quanto una pizza e una birra. È la garanzia che il calcio resti della gente, che i giovani possano ancora permettersi il diritto di sognare a squarciagola. Ora la palla passa alla burocrazia italiana se le Gradinate vinceranno la battaglia per i rail seats, il nuovo "Ferraris" non sarà solo un gioiello moderno pieno di negozi e lounge bar, ma rimarrà il teatro del tifo più puro. Quello che si vive solo restando in piedi.

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