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Addio a Osvaldo Bagnoli, il tecnico dello storico Scudetto del VeronaTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:56I fatti del giorno
di Daniel Uccellieri

Addio a Osvaldo Bagnoli, il tecnico dello storico Scudetto del Verona

È morto a 91 anni Osvaldo Bagnoli. Il calcio italiano ricorda il tecnico dello storico Scudetto del Verona con messaggi di cordoglio.
Il mondo del calcio piange per la scomparsa di Osvaldo Bagnoli. L'ex allenatore dell'Hellas Verona, capace di firmare l'impresa dello storico Scudetto vinto nella stagione 1984/85, si è spento stamattina all'ospedale Borgo Roma di Verona all'età di 91 anni. Il ricordo della FIGC La FIGC e il presidente Giovanni Malagò piangono la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona campione d’Italia nella stagione 1984/85 e membro dal 2017 della Hall of Fame del Calcio Italiano morto oggi all’età di 91 anni. “La sua grande umanità – ha dichiarato Malagò nelle parole riportate dai canali ufficiali della FIGC – e la profonda conoscenza del calcio gli hanno permesso di guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi giocatori e di conquistare alla guida del Verona uno degli Scudetti più sorprendenti di sempre. Quell’impresa resta una delle pagine più belle e sentimentali del nostro calcio. Da grande allenatore qual era sapeva valorizzare i calciatori che aveva a disposizione, anteponendo sempre il gruppo alle individualità". Il cordoglio della Serie A "È scomparso oggi, all'età di 91 anni, Osvaldo Bagnoli, personaggio indimenticabile entrato per sempre nella storia del calcio italiano per aver guidato da allenatore l'Hellas Verona alla conquista del suo unico Scudetto nel 1984/85. Tecnico preparato e pragmatico, era capace di far esprimere al meglio i propri calciatori, grazie anche alle sue spiccate doti di dialogo e comunicazione". Questo il ricordo della Lega Serie A, pubblicato in questi minuti sui propri canali ufficiali. Il cordoglio del Verona: "Il più grande di tutti. Ci manchi già" Con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale l'Hellas Verona ha salutato Osvaldo Bagnoli, ex tecnico che ha guidato gli scaligeri allo Scudetto. Questo il testo: "Con infinita tristezza e commozione, Hellas Verona FC piange la scomparsa del proprio Presidente Onorario, Osvaldo Bagnoli, ora e per sempre Leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano. Impossibile racchiudere in poche righe cosa ha rappresentato e rappresenta per l’Hellas Verona Osvaldo Bagnoli. Originario della Bovisa, quartiere operaio di Milano, e di umili origini, Osvaldo ha conservato in ogni sua parola e in ogni suo gesto un’umiltà che hanno ispirato rispetto e ammirazione da ogni persona e tifoso incontrato sul proprio cammino. Dopo un inizio di carriera da giocatore al Milan, è proprio al Verona che Osvaldo si è imposto per quattro anni come mezz’ala dall’ottima predisposizione al gol. Appese le scarpette al chiodo nel 1973, se le riallaccia per diventare, immediatamente, allenatore della Solbiatese. Nelle esperienze a Como, Rimini, Fano e Cesena ottiene salvezze, promozioni e mostra le qualità che nel 1981 lo portano a incrociare nuovamente la strada del Verona che - dopo un decennio quasi ininterrotto di Serie A - fatica a tornare nella massima serie. Pronti, via: l’estate dell’Italia Campione del Mondo in Spagna è anche quella in cui - al primo tentativo e al termine di una cavalcata esaltante - Bagnoli e il suo Verona tornano in Serie A, l’unica categoria frequentata dai gialloblù per le 8 stagioni successive. E non una Serie A “qualsiasi”. La migliore di sempre, dove il piccolo grande Verona del piccolo grande Osvaldo conquisterà tre partecipazioni alle coppe europee (due UEFA e una dei Campioni) e due finali di Coppa Italia. Ma è nella stagione 1984/85, naturalmente, che si compie il capolavoro assoluto di Bagnoli e del Verona, prima e tutt’ora unica squadra di città non capoluogo di Regione a conquistare lo Scudetto nella Serie A a girone unico. Un’impresa mai troppo celebrata, che tutti i protagonisti, nessuno escluso, attribuiscono prima di tutto al mister. Negli ultimi anni di vita, i meritati riconoscimenti: la Hall of Fame del Calcio Italiano della FIGC nel 2017, il titolo di Presidente Onorario dell’Hellas Verona nel 2018. Col suo carattere semplice e l’intelligenza acutissima, il suo broncio dolce e concentrato che, in quel dodici maggio 1985, si aprì nel sorriso più bello e vero che la nostra città abbia mai visto. Sei il più Grande di tutti. E ci manchi già, Osvaldo". Questo il ricordo di Galderisi, ai microfoni di TMW Giuseppe Galderisi è stato uno dei grandi protagonisti del Verona dei miracoli di Osvaldo Bagnoli. Nell'anno dello scudetto fu il miglior marcatore degli scaligeri con 11 reti. Con grande commozione, l'ex attaccante ricorda il suo allenatore. Ecco le sue parole a Tuttomercatoweb: "Oggi è un giorno di grande dolore. Ero giovane, ho vissuto con lui parecchi anni, momenti belli e brutti. Mi porto dentro la sua schiettezza, il suo equilibrio, il suo parlar poco ma che diceva tutto. Mi ha insegnato a non dover strafare, ad avere un approccio semplice ma facendo le cose per bene. Ci proteggeva, ci voleva un mondo di bene". Bagnoli ha smesso col calcio a nemmeno 60 anni, quando poteva ancora dare qualcosa "Non si rivedeva più in quel mondo, in quel calcio. Ed è un peccato per come sia finita all'Inter, perché chi lo aveva conosciuto lo aveva amato. Era carismatico e umano. E insisto sul fatto che era davvero un punto di riferimento: qualsiasi problema te lo risolveva in due parole. Aveva vero amore nei confronti dei suoi giocatori". Che ricordi ha del miracolo Verona? "Bagnoli fu fondamentale. Un miracolo partito dalla Serie B: lui ha costruito mattone su mattone, ottenendo qualcosa di unico. Non era una questione di campo, bensì di spogliatoio. E in quello spogliatoio erano tutti uomini che lui personalmente aveva scelto. E questo ha fatto la differenza, perché puoi anche parlare di tecnica o di tattica, ma la differenza la fanno i giocatori, la compattezza del gruppo, la voglia di stare insieme e lui ci aveva trasmesso tutto questo. Era sempre presente e noi ci appoggiavamo a lui, nel bene e nel male. Noi eravamo lo specchio di quel che era lui: puliti, veri e fieri". Che cosa sai porta dietro di Bagnoli? "Per molti anni l'ho avuto alla mia sinistra sul pullman. E ricordo che nei viaggi si parlava anche di altro. Il suo comportamento faceva la differenza e mi porto via tanta gioia e sono orgoglioso di averlo conosciuto e avergli dato quello che avevo".