Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / hellasverona / Serie A
Italia in crisi, Ceccherini: "Si è persa qualità. Un tempo c'erano più giocatori a spaccare le gare"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 14:53Serie A
di Yvonne Alessandro

Italia in crisi, Ceccherini: "Si è persa qualità. Un tempo c'erano più giocatori a spaccare le gare"

Federico Ceccherini, a 34 anni e senza squadra, valuta le possibilità di firmare con altri club dopo la Cremonese - prevalentemente in Serie B - e tra le sue esperienze tra Verona e Fiorentina - tra le altre - nell'arco di dieci anni ha valutato il mutamento del massimo campionato: "Noto più organizzazione tattica rispetto ai primi anni e una maggiore fisicità, questo complica la vita alle grandi quando affrontano le piccole. Forse si è persa un po’ di qualità individuale, mancano le giocate dei singoli: un tempo ogni squadra aveva 3 o 4 giocatori in grado di spaccare la partita", ha detto ai microfoni di SportMediaset. Per il difensore italiano, reduce da un'annata piuttosto scarna in termini di minutaggio alla Cremo, non è da escludere un trasferimento all’estero, dove ha già fatto un’esperienza in Super Lig turca, al Karagumruk: "Con Lasagna, Sirigu, Biraschi e Bertolacci in quel momento, una piccola colonia italiana. Ecco, quello era davvero un campionato diverso dal nostro: calcio più fisico, però mancava quasi del tutto la parte tattica. Si attaccava da una parte e dall’altra senza esclusione di colpi". Ceccherini prima di tutto si concederà dei giorni off nella sua Livorno: "Anche io giocavo nel Gabbione come Allegri (sorride, ndr). È diverso dal calcetto perché il campo ha le sponde e la palla non si ferma mai. Una vera e propria scuola nei tornei estivi ai tempi delle giovanili”. Prima di trasferirsi alla Pistoiese, il 34enne è cresciuto nella squadra livornese insieme ad un idolo: "Igor Protti. Andavamo allo stadio Picchi a vederlo, ero in curva o a bordo campo come raccattapalle. Negli anni l’ho conosciuto e si creò un bel legame, provò anche a portarmi a Catania quando collaborava con la dirigenza. Una bravissima persona, si è meritato l’applauso della sua gente e mi auguro che non sarà dimenticato".