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tmw / inter / Editoriale
Lautaro, Lukaku e gli altriTUTTOmercatoWEB.com
domenica 4 dicembre 2022, 12:44Editoriale
di Gabriele Borzillo
per Linterista.it

Lautaro, Lukaku e gli altri

Il mondiale invernale anomalo non mi sta esaltando più di tanto. Qualche partita interessante, innovazioni tecniche o tattiche pari a zero o quasi, l’eliminazione di qualcuna delle cosiddette big non mi scalda il cuore e non inneggio alla grandi sorprese, capitano sempre in manifestazioni così concentrate e poco prevedibili, chiedere alla nostra federazione delle ultime due edizioni alle quali abbiamo partecipato, evitare Qatar e Russia, non sono in concorso perché manco ci siamo andati ma va bene così madama la marchesa, il calcio italiota è bellissimo, tanto da ricevere un decimo di quanto destinato alla Premier per il prossimo triennio, seicento milioni contro sei miliardi, particolare irrilevante su come la serie A sia vista lontano dai confini nazionali. In questo consesso planetario di grandi calciatori, in Qatar intendo, lo scrivo a scanso di equivoci o incomprensioni, i nerazzurri impegnati sono un susseguirsi di chiaroscuri.

In sostanza: Onana l’hanno spedito a casa per una non meglio definita incomprensione tra l’estremo difensore e il suo allenatore, con il quale si è schierato pure Eto’o e quando parla Eto’o, in Camerun e non solo, le parole hanno un peso specifico non indifferente, ci mancherebbe pure considerando cosa è stato Samuel per il calcio mondiale. Io però, qualora l’eventuale diverbio fosse basato sul modo di stare in campo del giovanotto, chiedo venia e sto dalla parte del mio portiere: poi, se ci sono cose sconosciute a tutti o quasi, non ho la sfera magica e non posso saperle. Passiamo agli olandesi: di uno si sono perse le tracce, parlo dello Stefan involuto di questo inizio stagione, Denzel si stava confermando, purtroppo, su livelli davvero modesti prima di un ottavo arricchito da due assist e una rete, lontano parente del Dumfries ammirato la scorsa stagione, neoacquisto discusso poi elogiato nel corso dei mesi, tanto da suscitare l’interesse, reale e non frutto di immaginifici racconti estivi, di qualche club inglese di prima fascia. Note estremamente positive, opinione personale, per Brozovic il quale, pian piano, si sta prendendo la Croazia sulle spalle: dopo una partenza al rallentatore, l’infortunio ha comunque pesato nella testa di Marcelo, oggi mi sento di affermare che il numero undici in maglia biancorossa sia il vero cervello della propria nazionale, accelerando o rallentando i ritmi a suo piacimento, tornando ad essere quel numero uno indiscusso e indiscutibile, tra primi al mondo nel suo ruolo specifico. demeriti, al contrario, per gli attaccanti nerazzurri in Qatar. Male Lautaro, inutile stare a difendere l’indifendibile, pur ritenendo personalmente il Toro calciatore di primissimo piano, tanto per intenderci io non rinuncerei mai al giovanotto di Bahia Blanca, manco sotto tortura. Male Lukaku? Ecco, il punto di domanda non è un errore, è voluto. Cioè, stiamo parlando di un ragazzo con corporatura pesante, assente da quasi tre mesi, gettato nella mischia per disperazione e necessità piuttosto che per una reale volontà di utilizzo da parte del suo allenatore. In sostanza, se il Belgio non avesse giocato, prima del pareggio con la Croazia, due partite indecenti, definiamole per ciò che sono state senza edulcorare, Romelu sarebbe rimasto in panca, tranquillo, pronto casomai per gli ottavi che vedrà, insieme ai suoi compagni molto più colpevoli di lui, dal divano di casa. Che poi, chiudendo la questione, per me l’errore fondamentale è quel pallone sbagliato a un metro dalla porta. Gli altri, eventuali, sono frutto della vulgata popolare, ma va bene così, Romelu ha spalle larghe e, soprattutto, capacità di farsi scivolare addosso critiche espresse nel fragore del momento.

Il cammino, per qualcuno dei nostri, potrebbe essere ancora lungo: nel frattempo, occorre ricordarlo, da domani l’Inter sarà a Malta per qualche giorno. Si ricomincia, magari meglio dello scorso agosto. Sarebbe d’uopo.

Alla prossima.