CT Danimarca: "Forse non saremmo dovuti tornare in campo. Eriksen era preoccupato per noi"
Luca Chiarini
Alla conferenza della Federcalcio danese all'indomani del malore di Eriksen ha preso parte anche il c.t. Hjulmand: vi proponiamo di seguito tutte le sue dichiarazioni, raccolte da TUTTOmercatoWEB.com.
Come si è arrivati alla decisione di riprendere la partita?
“Sia io che i giocatori ci siamo assicurati che Christian stesse bene prima di prendere una posizione al riguardo. La UEFA ci ha dato due opzioni: o completare il match in serata o riprendere il giorno dopo (oggi, ndr) alle 12. Onestamente non credo che saremmo dovuti tornare in campo”.
La squadra riuscirà a concentrarsi per le prossime partite?
“Domani proveremo a ritrovare il focus, i giocatori hanno sofferto un trauma, patito lo stress. Forse per qualcuno è ancora troppo presto per riuscirci, cercheremo di usare questo evento per unirci ancora di più e fare il nostro meglio nei prossimi incontri. Penso che ci riusciremo”.
Cosa le ha detto quando vi siete sentiti?
“Era preoccupato per noi e per la sua famiglia, ha detto che non si ricordava molto e che era preoccupato per noi. È tipico di lui, questo dimostra che grande giocatore e che grande persona sia. Voleva che giocassimo, è un calciatore e si sente meglio quando si gioca a calcio. Cercheremo di giocare per lui”.
Siete delusi che la UEFA non vi abbia fornito un’alternativa a giocare la partita?
“Guardando indietro, penso che sia stato sbagliato far scegliere ai giocatori tra le due possibilità. Erano in condizioni di stress e non sapevano come stesse il loro amico. Ho la sensazione che non avremmo dovuto giocare, magari saremmo dovuti solo salire sul bus e andare a casa. Ma è una cosa che penso ora, è stata una decisione difficile. Penso che sia stato sbagliato far scegliere ai calciatori. Io sono orgoglioso di loro, intendiamoci. Ieri abbiamo visto cosa è il calcio: spirito di squadra, compassione, amore. È stato anche un grande segnale”.
Come stanno Kjaer, Maehle e Braithwaite?
“La prima cosa che hanno dovuto affrontare è stato lo sguardo di Christian, la sua faccia, i suoi occhi. È stata un’esperienza tremenda. Poi anche dover parlare con sua moglie. Poter parlare con lui questa mattina è stata una cosa molto positiva, poi ognuno dovrà riflettere su cosa si portano dietro dopo quanto è successo ieri. Servirà del tempo, a qualcuno magari un po’ di più. Ma tutti noi dovremo farci i conti. Cercheremo di aiutare i giocatori nel miglior modo possibile, ma non sarà semplice. Non è una cosa che ti scrolli di dosso facilmente”.


