Sostituire Acerbi non è un esercizio semplice. L'Inter deve puntare a un duplice rafforzamento
Francesco Acerbi lascerà l'Inter, al termine della stagione, a causa del mancato prolungamento del suo contratto in scadenza nel 2026. L'ultima sfida giocata a San Siro, con i colori nerazzurri, si è conclusa il punteggio di 1-1 contro il Verona di Andrea Sammarco. Poi il tripudio dei tifosi interisti, che hanno celebrato il ventunesimo scudetto dell'Inter - insieme ai propri calciatori - omaggiando anche alcuni dei beniamini che saluteranno la società meneghina in estate.
Tra di essi, anche il numero 15 nerazzurro: un giocatore che non si è mai risparmiato nella sua difesa della squadra che ha creduto in lui quando molti non l'avrebbero fatto, dopo l'ultima annata deludente alla Lazio.
Le traiettorie di futuro
Per raccogliere l'eredità di un pilastro dell'Inter, soprattutto nell'era di Simone Inzaghi, la dirigenza interista vorrà calibrare le sue scelte tenendo conto di vari fattori in gioco. La carta d'identità, in linea con l'idea di provvedere al bene presente e futuro della compagine nerazzurra. La capacità di adattarsi all'assetto difensivo di Cristian Chivu, il quale vede come prioritaria l'idea che i propri difensori sappiano difendere con tanti metri di campo alle proprie spalle. Il rendimento immediato, perché l'Inter non ha intenzione di individuare un calciatore che abbia bisogno di tempo prima di essere pronto a incidere con efficacia sul rettangolo di gioco. Inserimento graduale: sì. Lunga attesa: no. Sono queste le basi su cui ragionerà la società nerazzurra.






