Chivu e l'arte di 'reinventare'. Come Spalletti e Inzaghi, il 'dobletista' ha una magnifica idea
Cristian Chivu ha iniziato la sua avventura da tecnico della Prima Squadra dell'Inter come meglio non avrebbe potuto. Alla sua prima stagione da tecnico nerazzurro, infatti, l'allenatore rumeno ha conseguito il "doblete", conquistando in maniera dominante prima la Serie A e poi la Coppa Italia. Un duplice trionfo che affonda le sue radici nelle doti umane e calcistiche di una figura su cui la dirigenza interista ha puntato, sin dal primo momento, con grande convinzione.
Tra le capacità da lui mostrate nella prima annata in nerazzurro, Chivu ha messo in mostra anche quella di saper "reinventare" alcuni calciatori in maniera coerente con la sua visione in merito al ruolo più adatto ad essi. Oltre al caso di Manuel Akanji, impiegato al centro della difesa dopo essere partito con l'idea di rappresentare il braccetto destro titolare dell'Inter, a balzare all'occhio è quello di Andy Diouf, protagonista di un'autentica trasformazione per lui disegnata da Chivu nel corso della stagione appena conclusa.
Il caso
Da mezzala, ruolo per il quale era stato acquistato dal club meneghino nella scorsa finestra estiva di mercato, Diouf ha progressivamente visto una modificazione della sua posizione sul rettangolo verde. L'idea, coltivata con fiducia da Chivu, è stata quella di inserirlo nel ruolo di esterno destro, principalmente a causa dell'assenza di Denzel Dumfries a cavallo tra il 2025 e il 2026, per far rifiatare Luis Henrique (rimasto come l'unico esterno destro di ruolo, dati i problemi fisici occorsi anche a Matteo Darmian). Così, Diouf ha iniziato ad abituarsi a un ruolo non suo: uno scenario che potrebbe ripresentarsi nella prossima stagione, questa volta sin dalla sua alba, per concretizzare in maniera definitiva una trasformazione che appare tutta opera di Chivu.
Nel segno del passato
Il binomio Chivu-Diouf, con tutti i suoi tratti di originalità, rievoca alla mente del tifoso interista i casi di calciatori dal ruolo "plasmato" dai rispettivi allenatori interisti. Si pensi a Marcelo Brozovic, trasformato da Luciano Spalletti in un regista completo e determinante. O anche ad Hakan Calhanoglu, divenuto anch'egli uno dei registi più performanti al mondo grazie all'intuizione di Simone Inzaghi - nata proprio dall'esigenza di colmare la lacuna derivante dall'infortunio rimediato da Brozo.


