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Tra accuse e un'offerta faraonica: tre anni fa col Mancio finì malissimo. Poi il passo indietroTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 17:22Serie A
di Raimondo De Magistris

Tra accuse e un'offerta faraonica: tre anni fa col Mancio finì malissimo. Poi il passo indietro

Roberto Mancini torna alla guida della Nazionale dopo quasi tre anni. Nel 2023 il divorzio con la FIGC fu decisamente turbolento
Roberto Mancini torna a vestire i panni del commissario tecnico della Nazionale 1233 giorni dopo le sue dimissioni. Era il 12 agosto 2023 quando il Mancio - otto giorni dopo aver riorganizzato tecnici e collaboratori della FIGC ricevendo anche la nomina di coordinatore delle nazionali Under-20 e Under-21 - decise di fare un passo indietro. Il tecnico di Jesi con un paio di interviste post-dimissioni cercò di spiegare il tutto attraverso dissidi con Gravina, ma in realtà fu fin da subito chiaro il motivo di quella scelta. Fu subito chiaro che il passo indietro era figlio di un'offerta faraonica avanzata dalla federazione araba per far di lui il nuovo CT dell'Arabia Saudita: 25 milioni netti all'anno fino al 2027.

Le spiegazioni di Mancini dopo il passo indietro nel 2023

Mancini che nella prima parte del suo mandato era stato protagonista della grande cavalcata culminata con la vittoria di Euro 2021 si stava trascinando in quel ruolo già da un po'. Dopo la sconfitta di Palermo contro la Nord Macedonia avrebbe dovuto fare un passo indietro e invece - anche su suggerimento di Gravina - decise di andare avanti. "Io me ne sarei anche andato, ma mi hanno chiesto di rimanere", dirà Mancini su quella scelta dopo le dimissioni per poi aggiungere: "Dopo cinque anni e mezzo può succedere, ne mancavano altri due e mezzo di contratto, era da mesi che ci stavo pensando, forse era arrivato il momento di lasciare, perché quando certe cose, certe situazioni, cambiano all’interno, vuol dire che comunque si sta andando verso la fine. Lo ripeto, non credo di aver ammazzato e di aver mancato di rispetto. Non ho ucciso nessuno".

La reazione di Gravina

Sicuramente non uccise nessuno, però quel tradimento fu mal digerito da Gravina che qualche settimana più tardi - in occasione della presentazione di Luciano Spalletti - mandò più di una frecciata all'ex CT: "In pochi giorni abbiamo dovuto rimediare a una crisi importante e imprevista, senza precedenti, e l'abbiamo affrontata con silenzio e stile. Abbiamo voluto dare priorità alla maglia azzurra e mettere subito il valore della nostra Nazionale al primo posto. Non abbiamo voluto anteporre a questi valori i nostro individualismi, le nostre prerogative personali o manifestare un pizzico di rabbia che a volte ti porta ad agire in maniera violenta. Però rabbia no, anche se un po' di delusione è inutile nasconderla. La nostra è stata una reazione composta che ha portato ad aprire un nuovo capitolo".

Al secondo tentativo...

I rapporti resteranno molto tesi per diverso tempo, anche se già dopo qualche mese Roberto Mancini si pentirà di quella scelta anche perché l'avventura alla guida dell'Arabia Saudita si rivelerà tutt'altro che esaltante. La federazione saudita infatti comunica la risoluzione dell'accordo poco più di un anno dopo la sua nomina, nell'ottobre 2024. E Mancini da quel momento in poi punta al ritorno in Nazionale: ci proverà una prima volta nel giugno 2025 trovando l'opposizione di Gravina, ci è riuscito stavolta trovando l'appoggio di Malagò.