"Marotta ha rinunciato agli italiani"? La verità è un'altra. L'ostacolo non è creato dall'Inter
In questa finestra estiva di mercato, l'Inter ha finora ingaggiato tre calciatori, di cui uno di nazionalità italiana. Si tratta di Ivan Provedel, portiere classe 1994 prelevato dalla Lazio, che si aggiunge ad Aleksandar Stankovic e John Stones. Il primo riacquistato dal Brugge, per una cifra pari a 23 milioni di euro; il secondo ingaggiato a parametro zero, dopo che l'inglese si era liberato dal Manchester City al termine di una memorabile esperienza decennale.
I prossimi obiettivi di mercato rispondono ai nomi di Cristian Romero, difensore argentino del Tottenham che arriverebbe in nerazzurro solo in caso di cessione di Benjamin Pavard, e Curtis Jones, centrocampista inglese del Liverpool che potrà accasarsi a Milano soltanto a seguito di alcune cessioni nel reparto mediano del campo. Non ancora emerso è il profilo su cui l'Inter affonderà il colpo per colmare la lacuna, sulla fascia destra, derivante dalla partenza di Denzel Dumfries in direzione Madrid. Ma difficilmente si tratterà di un italiano, dato che l'unico giocatore azzurro - che dava l'idea di poter diventare una top assoluto nel suo ruolo - era Marco Palestra, poi trasferitosi al Chelsea per una cifra superiore ai 60 milioni di euro complessivi.
Marotta ha abbandonato la sua idea di riferimento sugli italiani? Come stanno realmente le cose
I discorsi effettuati finora non devono, in alcun modo, incidere sulle riflessioni in merito alla necessaria presenza di un nucleo di giocatori italiani nel roster interista. Provedel ne è un esempio, ma anche il tentativo fallito per ingaggiare Palestra rientra idealmente in tale disegno: Marotta ha predisposto una strategia ben articolata per strappare il sì definitivo di Atalanta e calciatore al trasferimento del classe 2005 all'Inter. Se, poi, ciò non è accaduto, il motivo è da ricercare nell'impossibilità di competere con una società inglese, come il Chelsea, che non ha alcuna difficoltà nel garantire un ingaggio superiore ai 7 milioni annui netti a un giocatore di vent'anni che ha disputato una sola - per il momento - stagione di alto livello nel massimo campionato italiano. Il problema è sistemico, non comprendendo di certo solo l'Inter: per tale ragione, risolverlo dovrebbe essere un obiettivo tale da unire l'intero calcio italiano.


